ITALIANI
ALL’ESTERO
A un anno dall’ingresso in Parlamento degli
eletti all’estero l’Unione fa il punto sulle politiche per i connazionali nel
mondo
Nonostante
il momento dell’emergenza economica sembri superata sono ancora numerosi i problemi
sul tappeto. Tra le priorità da inserire nel Dpef il potenziamento dell’organico
della rete consolare e l’assegno di solidarietà. Gli interventi del ministro
Chiti e del vice ministro Danieli
ROMA - Per fare un bilancio di quanto è stato fatto dall’arrivo in Parlamento degli eletti all’estero e capire quali linee d’azione possano essere intraprese per il rilancio, in vista della stesura del Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef), delle politiche degli italiani nel mondo, è stato promosso a Roma dal Coordinamento dell’Unione il seminario dal titolo “Progettare il futuro”. L’incontro, coordinato dal vice responsabile dei Ds per gli italiani nel mondo Eugenio Marino, si è aperto con la relazione di Luciano Neri (Margherita) del coordinamento dell’Unione all’estero, che ha evidenziato come nell’ultimo periodo si sia sviluppata una maggiore coesione fra il Governo, l’Unione e i parlamentari eletti all’estero. Neri, dopo aver ricordato che le ultime elezioni all’estero sono state vinte dall’Unione grazie alla sua capacità di presentare ai connazionali una proposta politica unitaria, ha sottolineato come in questi mesi di governo siano già stati incardinati i principali temi del programma elettorale riguardanti la riforma della promozione culturale all’estero e del diritto di cittadinanza, il rinnovo degli organi di rappresentanza delle comunità, lo sviluppo dell’assistenza sanitaria e l’ammodernamento di Rai International.
“E’ vero - ha ammesso Neri - che in questi mesi abbiamo avuto delle posizioni politiche articolate, ma sui i temi fondamentali sussiste una sostanziale sintonia politica. Dobbiamo quindi andare avanti valorizzando quello che ci unisce. Bisogna inoltre lanciare - ha proseguito - segnali di grande trasformazione nel campo della cultura, cambiando ad esempio la legge 153 vecchia di trent’anni, dell’informazione e della rappresentanza. Molti Comites sono bloccati da contrasti interni e il Cgie, pur continuando ad arricchire il dibattito, sente rallentare l’incisività della sua azione. Innovare - ha aggiunto Neri - vuol dire cominciare anche a riflettere con concretezza e senso di responsabilità sui reali risultati ottenuti con gli investimenti stanziati nell’ambito degli enti gestori o dell’assistenza”. Segnalata da Neri anche la necessità di colmare il deficit di comunicazione politica che non favorisce l’attività dell’Unione presso le nostre comunità all’estero.
Gli interventi degli eletti all’estero
Il deputato dell’Ulivo Gino Bucchino, eletto nella
ripartizione Nord e Centro America, ha sollecitato, in vista del varo del Decreto
di programmazione economica, un confronto costante fra gli eletti all’estero
e il Governo che al momento sembra non prestare la dovuta attenzione alle proposte
di legge dei parlamentari della circoscrizione Estero. Provvedimenti che incontrano
in Parlamento serie difficoltà di calendarizzazione . “Per il potenziamento
della rete consolare - ha detto Bucchino - la soluzione va ricercata, superando
il limite delle assunzioni imposto dai sindacati del Mae, nell’acquisizione
del personale in loco. Utilizziamo al meglio questa occasione di rappresentanza
nel Parlamento italiano - ha concluso il deputato dell’Ulivo paventando il rischio
che la riforma del sistema elettorale possa cancellare gli eletti all’estero
- per portare a casa soluzioni serie in favore dei nostri connazionali nel campo
della cittadinanza e dell’informazione”.
Arnold Cassola
(Verdi), eletto alla Camera nella ripartizione Europa, ha chiesto notizie sul
processo di razionalizzazione della rete consolare. Cassola ha inoltre ricordato
come a tutt’oggi non sia stata ancora siglata la convenzione con Rai International
e vengano oscurati in Europa programmi della televisione pubblica che riscuotono
notevole successo fra i nostri connazionali. Il deputato dei Verdi ha sollecitato
maggiori diritti lavorativi per chi viene assunto all’estero e il miglioramento
degli aspetti tecnici del voto per corrispondenza.
Dal canto suo il deputato dell’Ulivo Franco Narducci,
eletto nella ripartizione Europa, ha proposto di ripartire, per il rilancio
dell’Unione all’estero, dalla proposta politica e culturale contenuta nel programma
che ha dato voce a tanti connazionali nel mondo. “Sembra che per il Governo
l’unico punto valido d’attenzione - ha affermato Narducci - sia quello del Sud
America, dimenticando che esistono anche altre realtà. come quella europea,
dove la nostra comunità sta vivendo momenti di difficoltà anche per quanto riguarda
l’attività dei consolati. In questo contesto bisogna affrontare i grandi nodi
dell’insuccesso scolastico, dell’inserimento professionale, degli anziani e
della legge 153. Il Governo - ha concluso Narducci dopo aver chiesto l’attivazione
di un tavolo permanente di confronto per ragionare sulle principali tematiche
fra gli eletti all’estero, l’Unione e il vice ministro Danieli - non può più
sopportare che vi sia una disparità di trattamento economico così grande fra
gli insegnanti di ruolo e quelli degli Enti gestori”.
Anche il deputato della ripartizione Africa, Asia, Oceania
ed Antartide Marco Fedi ha sottolineato l’esigenza di far ripartire l’azione
politica dal programma originario dell’Unione. “In questo vuoto politico-culturale
in cui rischiamo di cadere - ha affermato - dobbiamo mettere al centro, proponendole
con spirito innovativo, le grandi questioni dell’identità, della cultura, dell’integrazione,
del multiculturalismo e delle appartenenze che riguardano gli italiani all’estero”.
Dopo aver rilevato l’esigenza di non caricare di costi eccessivi la proposta
di legge per la riforma della cittadinanza, Fedi ha annunciato che gli eletti
all’estero dell’Unione stanno mettendo a punto un documento con cui chiedere
impegni precisi al Governo, a partire dal prossimo Dpef, sul rafforzamento del
legame con le comunità italiane nel mondo, sul potenziamento della rete consolare,
sullo sviluppo delle convenzioni bilaterali a tutela dei nostri cittadini all’estero
e sulla modifica dei criteri di erogazione dei contributi per i mezzi dell’informazione
italiana nel mondo.
Il deputato dell’Italia dei Valori Antonio Razzi,
eletto in Europa, ha chiesto di approntare in tempi rapidi le riforme della
cittadinanza e della legge 153 e lo snellimento delle attività consolari. “Affinché
l’esperienza dell’Unione all’estero continui ad andare avanti - ha affermato
Gianni Farina dell’Ulivo - sarà opportuno trovare un collegamento tra
noi e il Parlamento europeo che ci consenta di approfondire i problemi dei singoli
paesi”. Farina ha inoltre chiesto una svolta nell’ambito della rete consolare
che, oltre a cambiare i regolamenti e aumentare il personale, metta in grado
questi uffici di funzionare puntando sul principio della meritocrazia. La deputata
dell’Ulivo Mariza Bafile, eletta in Sud America, ha dal canto suo evidenziato
come a tutt’oggi gli eletti all’estero abbiano svolto nel Parlamento italiano
un ottimo lavoro che vedrà risultati concreti nei prossimi mesi. “Adesso che
entriamo nel secondo anno di attività - ha proseguito - dobbiamo unire gli sforzi
dei parlamentari all’estero intorno a punti certi, andando avanti, insieme al
vice ministro Danieli, in maniera coesa per raggiungere gli obiettivi prefissati”.
I commenti istituzionali
Il vice ministro degli Esteri Franco Danieli ha
escluso che vi possa essere una riforma elettorale che elimini la circoscrizione
Estero ed ha rilevato come anche in futuro l’unità delle forze riformatrici
continuerà ad essere una costante della presenza dell’Unione all’estero. Danieli
ha poi evidenziato la necessità, anche per cercare di fare breccia nell’attenzione
della politica e dei grandi media italiani, d’individuare momenti d’incontro
quasi automatici fra parlamentari eletti all’estero, partiti dell’Unione e Governo.
“La centralità nell’azione di governo per l’America Latina - ha spiegato Danieli
rispondendo alle sollecitazioni di Franco Narducci - è una questione oggettiva
che riguarda i connazionali di questo continente che, a differenza di altri
italiani all’estero, non hanno la possibilità di accedere a cure sanitarie di
qualità e a forme evolute di tutela sociale. Abbiamo l’intenzione di assumere
- ha precisato il vice ministro rilevando come la rete consolare sia oberata
da crescenti competenze e dalla grave carenza di personale - 100 persone, attraverso
lo scongelamento di un bando già svolto un paio di anni fa, e circa 300 contrattisti
locali per una spesa totale di 27 milioni di euro. Entro dieci giorni - ha aggiunto
Danieli - saremo a Palazzo Chigi per presentare le nostre proposte da inserire
nel Dpef. Le priorità saranno il potenziamento della rete consolare e l’introduzione
dell’assegno sociale”. Danieli nell’esprimere una valutazione positiva sull’istituzione
dei Comitati parlamentari per gli italiani all’estero, ha però sottolineato
la necessità di non accontentarsi.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino
Chiti, dopo aver auspicato una forte coesione dell’Unione in Italia e nel
mondo, ha invitato gli eletti all’estero, in vista del Dpef, a portare le loro
istanze all’interno dei gruppi parlamentari. Per quanto riguarda invece la riforma
elettorale, che dovrebbe superare il sistema delle candidature bloccate, dare
più spazio alle donne e fornire indicazioni chiare sulle coalizioni prima delle
elezioni, Chiti ha evidenziato come a tutt’oggi siano state presentate solo
istanze di tipo tecnico per quanto riguarda le operazioni del voto per corrispondenza.
“I parlamentari all’estero - ha detto Chiti - hanno lavorato bene e sarebbe
interessate per il Governo avere da loro, insieme al coordinamento dell’Unione,
indicazioni sul voto”. Il ministro ha infine auspicato per settembre un incontro
fra gli eletti all’estero e le Regioni sulla promozione del sistema Italia nel
mondo.
Il contributo
del Cgie e dell’associazionismo
Norberto Lombardi, rappresentante nel Consiglio Generale dei Ds, ha ricordato come la necessità
di stare insieme dell’Unione nasca da una precisa richiesta politica delle nostre
comunità all’estero. Ha inoltre rilevato come in realtà in questi mesi di governo
dell’Unione siano stati posti sul tavolo i principali punti del programma per
l’estero. Una fase dinamica, non ipotizzabile fino a qualche anno fa, che appare
avviata verso risultati concreti. Lombardi ha anche sottolineato la necessità
di promuovere una riforma della 153 che, rifacendosi ai valori di ampio respiro
dell’interculturalità, superi i confini delle nostre comunità.
L’esigenza di rinnovare il rapporto culturale con le
collettività italiane è stato evidenziato anche dal consigliere del Cgie Andrea
Amaro (Cgil) che ha inoltre auspicato l’inserimento in finanziaria delle
risorse necessarie al salto di qualità della rete consolare. Il coordinatore
nazionale della Filef Rodolfo Ricci ha chiesto l’inserimento nel Dpef
di un esplicito riferimento ai diritti delle collettività italiane all’estero
che devono essere finalmente considerate come un potenziale su cui l’Italia
possa investire. Ricci ha anche chiesto maggiori tutele per il mondo dell’associazionismo.
Le valutazioni
dei partiti
Dopo l’intervento della deputata dell’Udeur Sandra
Cioffi, che ha lanciato un appello per la rapida calendarizzazione nel dibattito
parlamentare delle proposte di legge che interessano gli italiani all’estero
e per l’acquisizione di nuove risorse in favore degli uffici consolari nel mondo,
Massimo Bernacconi, responsabile dell’Italia dei Valori per gli italiani
all’estero, ha segnalato l’esigenza di considerare le varie iniziative per le
nostre comunità nel mondo come parte integrante della politica estera italiana.
Bernacconi ha anche auspicato lo sfoltimento delle rappresentanze consolari
in Europa, che su scala mondiale andrebbero però potenziate con il reclutamento
in loco del personale. Chiesto inoltre un miglioramento della legge elettorale
che non tocchi però l’esclusiva prerogativa degli italiani nel mondo di candidarsi
nella circoscrizione Estero. Il senatore Josè Luis Del Rojo di Rifondazione
Comunista ha dal canto suo criticato l’eccessiva burocrazia dei consolati e
si è detto favorevole al recupero delle nuove generazioni soprattutto dal punto
di vista culturale.
A conclusione dell’incontro Maurizio Chiocchetti,
responsabile dei Ds per gli italiani nel mondo, ha sottolineato come, nonostante
all’estero la crisi del rapporto fra politica e cittadini sia meno grave che
in Italia, sia opportuno da parte dell’Unione nel mondo un cambio di passo che
andrà effettuato con spirito unitario e di squadra. Ha poi chiesto all’Unione
ed ai parlamentari eletti all’estero di formulare soluzioni per il miglioramento tecnico del voto per
corrispondenza. Per quanto riguarda il Dpef ha auspicato un aperto confronto
con il ministro delle Finanze volto anche al reperimento dei fondi per l’assegno
di solidarietà la cui realizzazione dovrà essere discussa anche con le parti
sociali. Chiocchetti ha inoltre segnalato l’esigenza di tutelare i diritti delle
nostre comunità attraverso interventi concreti, come ad esempio la riduzione
della tassazione dei passaporti. Ha espresso infine un giudizio positivo sulla
strada intrapresa da Rai International. (Goffredo Morgia -