STAMPA
PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
L’editoriale
de “L’Italiano del 19.6.2007
Più consolati? No, meno utenti
Sveglia, parlamentari eletti all’estero,
soprattutto in Sud America: è in atto la decimazione degli iscritti all’Aire
ROMA - Da tempo stiamo combattendo una quasi solitaria
battaglia per il potenziamento della rete consolare italiana nel mondo. Abbiamo
dimostrato come un Paese del G8 con circa quattro milioni di cittadini residenti
all’estero non se la possa cavare con gli attuali circa 180 milioni di euro
netti all’anno che vengono destinati a
questa realtà. Ci stiamo sgolando a gridare che è assolutamente indispensabile
che si trovi una cifra di almeno pari grandezza da aggiungere per avviare una
rivitalizzazione dei Consolati. Non sappiamo più come spiegare che se il Consolato
funziona, l’italiano all’estero ha già risolto gran parte dei suoi problemi.
Ci assale il dubbio che tutto questo nostro agitarci
abbia finito per produrre l’effetto ontrario. Il Governo deve aver pensato:
questi hanno ragione, la rete consolare così com’è non può materialmente fornire
un servizio adeguato ai tanti connazionali. Risultato: aumentare i soldi ai
Consolati? No, diminuire gli utenti.
Detto fatto. Ci
ha pensato il Ministro degli Interni Giuliano Amato. In questi giorni stanno
arrivando migliaia di lettere raccomandate indirizzate ai Consolati (soprattutto
in Sud America) e per conoscenza agli interessati. Il mittente è un Comune italiano.
L’oggetto è: Aire – Estensione controlli informatici. Il testo, in puro burocratese,
si può sintetizzare così: Caro signore, o lei, nato fuori d’Italia, porta in
Consolato un certificato di nascita entro il primo luglio oppure lei sarà cancellato
dall’Aire. Queste sono le disposizioni del Ministero degli Interni.
Capito? Entro il primo luglio, fra
Insomma è in atto una vera e propria decimazione, neanche
tanto velata, degli italiani all’estero. Ve ne siete accorti, parlamentari eletti
all’estero? O siete troppo impegnati
a presentare le vostre roboanti proposte di legge? Uno propone un milione di
milioni per questo o quello. Un altro un milione di milioni di milioni. Un altro
ancora un milione di milioni di milioni di milioni. E il più furbastro: tutti
i milioni chiesti dai colleghi….più uno.
Sveglia, datevi da fare. Non c’è tempo da perdere. Intervenite,
fate almeno spostare di qualche mese questo termine. (Gian Luigi Ferretti-L’Italiano/