ITALIANI
ALL’ESTERO
Giovani veneti dell’Est Europa in soggiorno
culturale a Verona
VERONA - Sono arrivati alla spicciolata a Verona, domenica
17 giugno, usufruendo di aerei, treni ed autobus, quattordici giovani d’origine
veneta per a partecipare ad un progetto formativo culturale che durerà fino
al 7 luglio.
Organizzato dalla delegazione Veneto del Ctim con il
supporto finanziario dell’Assessorato ai flussi migratori della Regione Veneto
ed il contributo del Comune di Verona, il soggiorno interessa persone individuate
tra quante hanno fatto richiesta di partecipazione e selezionate da una specifica
commissione composta da referenti dello stesso Ctim Veneto, dell’Associazione
Veronesi nel Mondo, della Confederazione dei Giovani Veneti nel Mondo, dell’Associazione
Triveneto per l’Est Europa e dell’Associazione Veneti nel Mondo.
Sono alloggiati presso il Centro “Mons. Carraro” e seguiranno
un denso programma preparato ad hoc. La permanenza di questa “pattuglia” di
veneti “recuperati” include incontri istituzionali (con Comune, Provincia, enti
veronesi e con l’assessore veneto Oscar De Bona), visite turistico-culturali,
uno stage su vari aspetti veneto-veronesi. Tutto per saperne di più su ciò che
le generazioni precedenti hanno lasciato per avventure di fatica nelle varie
nazioni dell’Est Europa.
Tutor del Corso è il dr. Pino Cirillo, cultore in materia
di trasporti presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Verona.
I partecipanti sono i croati Adriano Sluga e Jasmina
Hadalic, gli ungheresi Peter Chiari Bodnar e Ildiko Bertalan, le ucraine Kleptus
Bohdana e Anna Storozhuk, gli slovacchi Alessandro Amato e Iveta Vojtusova,
i romeni Wanda Dubyk, Elena Gava, Diana Giurea, Mihai Postoaca, Monica Savioli
e Ramona Otilia.
Hanno sangue veneto nelle vene essendo discendenti di
veneti che, soprattutto durante il dominio austroungarico, sono stati costretti
dalle necessità ad emigrare nell’ottocento per lavorare con legname e marmi.
Circostanze storiche, in seguito, hanno impedito il ritorno di quei nuclei originari.
I partecipanti rientrando nei rispettivi Paesi, diventeranno
gli “ambasciatori” d’un nuovo, costruttivo rapporto (e per molti versi inedito)
riacquisito dopo anni di colpevole oblio. Il Veneto e Verona, dunque, sono
anche… altrove. All’Est, come dimostrano questi pronipoti di lontane
emigrazioni. (Massimo Mariotti*-
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Delegato Ctim Veneto