INFORM - N. 116 - 18 giugno 2007


 

ITALIANI ALL’ESTERO

Mariza Bafile: “Bisogna rivalutare il ruolo degli insegnanti di italiano”

Riforma della 153: tenere conto anche della realtà sudamericana

 

ROMA - Il tema della cultura e dell’insegnamento dell’italiano nel mondo è di grande interesse ed importanza, soprattutto per le nuove generazioni. Per questo l’on. Mariza Bafile, insieme agli altri colleghi esteri dell’Ulivo, ha presentato una proposta di legge relativa alla riforma della legge 153/71.

Pur non potendo seguire tutti i lavori perché impegnata in una riunione della Fondazione culturale della Presidenza della Camera, attualmente presieduta da  Pierferdinando Casini, la Bafile non ha voluto mancare al recente seminario sulla riforma della legge 153. “Ritengo estremamente utili questi incontri organizzati dal vice ministro Danieli – ha dichiarato – perché permettono, periodicamente, di fare il punto della situazione su tematiche di primaria rilevanza per le nostre comunità all’estero. Per quanto riguarda la tavola rotonda sulla 153, ho voluto puntualizzare una realtà sud americana molto diversa da quella europea, visto che la legge deve rispondere alle esigenze di tutti. In vista di una riforma, è bene ricordare che in Sud America  la nostra capillare presenza porta i connazionali in zone molto lontane dalle grandi città, dove spesso non esiste alcuna possibilità di seguire corsi di lingua italiana, mentre per motivi intuibili, anche gli stessi insegnanti non sempre accettano di recarsi in questi luoghi”.

“Ho caldeggiato, nel corso del seminario - ha proseguito l’on. Bafile -, che si equiparino le condizioni dei professionisti degli Enti gestori con quelle di coloro che insegnano nelle strutture pubbliche. Offrendo ai nostri insegnanti dignitose condizioni di lavoro possiamo anche richiedere un loro costante e serio aggiornamento, svolto con criteri moderni e monitorato con grande attenzione. Se si riuscisse a trasformare l’attuale condizione, per tanti professori significherebbe uscire dal precariato. In questo modo, gli insegnanti in loco potranno dedicarsi all’insegnamento dell’italiano a tempo pieno e accrescere la loro professionalità grazie ad opportuni strumenti messi a loro disposizione. Ma tutto questo è possibile solo se si prende coscienza e, soprattutto, se si esce da questa situazione disagevole. Occorre rivalutare il ruolo degli insegnanti di italiano, anche in considerazione di una domanda in continua crescita, sia da parte degli oriundi sia da parte degli stranieri, sempre più interessati a tutto ciò che è ‘italiano’,  perché l’affermazione del Sistema Italia – ha concluso Mariza Bafile - passa anche attraverso la diffusione della nostra cultura e della nostra lingua”. (Inform)


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