In semilibertà Erich Priebke, ex ufficiale
delle SS condannato all'ergastolo per l'eccidio
L’Anpi scrive a Napolitano. Visita-presidio
alle Fosse Ardeatine, per rendere omaggio alle 335 vittime. Su un muro di Roma
una vergognosa scritta inneggiante al criminale nazista. Sposato (Ds Germania):
“Necessaria in Italia campagna di recupero della memoria storica”. Stasera Colosseo
illuminato per le vittime dell’eccidio
ROMA – Su decisione
del tribunale militare di sorveglianza, all’ex ufficiale nazista Erich Priebke,
oggi 93 anni, è stato concesso di lasciare gli arresti domiciliari per andare
a lavorare presso lo studio del suo avvocato.
Pribke era stato condannato all'ergastolo in quanto corresponsabile
dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Il 24 marzo 1944 i nazisti per rappresaglia
contro l’attentato a via Rasella trucidarono 335 persone.
L'Associazione Nazionale Partigiani Italiani ha scritto
una lettera al Presidente Napolitano, nella quale, tra l'altro, si rileva “come
dalla decisione di riconoscere al criminale nazista Erich Priebke una clemenza,
un vero e proprio perdono in realtà, che non gli può essere concessa sia in
considerazione dell'enormità del crimine di cui si è reso colpevole, sia del
suo comportamento, spesso arrogante, sempre e comunque tale da dimostrare l'essere
lontano dall'aver preso coscienza del crimine stesso, senza una benché minima
dimostrazione di pietà per le vittime e per i loro famigliari. Più volte, al
contrario, irridendole fino a spingersi a chiamare in giudizio la figlia di
un martire accusandola di essere stato da questa diffamato”.
Oggi c’è stata una visita-presidio alle Fosse Ardeatine,
per rendere omaggio alle 335 vittime dell'eccidio, e per manifestare sdegno
e contrarietà al provvedimento giudiziario emesso in favore di Erich Priebke.
I massimi rappresentanti della Comunità ebraica di Roma e dell'Ucei, hanno visitato
il mausoleo di via Ardeatina. La delegazione era guidata dal rabbino capo di
Roma, Riccardo Di Segni, dal presidente della Comunità ebraica, Leone Paserman,
dal responsabile dell'ufficio rabbinico, Rav Alberto Funaro e dal presidente
dell'Ucei, Renzo Gattegna, insieme ai rappresentanti dell'Anfim.
“Siamo qui per portare il nostro dolore e la nostra indignazione”
ha detto Riccardo Di Segni. “Il massacro
delle Fosse Ardeatine – ha aggiunto - è un lutto per l'intera città senza distinzione
di appartenenza religiosa”.
Per protesta un cittadino ebreo, Angelo Pienotti, che
nel rastrellamento nazista perse 4 famigliari ha esposto un cartello alle Fosse
Ardeatine: “Arbeit macht frei. Se il lavoro rende liberi un boia come Priebke
non potrà mai lavorare”.
Ma un muro di Roma, nei pressi della stazione Termini,
è stato imbrattato dalla scritta “Bentornato capitano Priebke”. Una vergognosa
scritta, lunga tre metri e “firmata” con una svastica, che una squadra del Comune
ha già provveduto a cancellare.
E per questa sera, il sindaco della città Walter Veltroni
ha disposto l'illuminazione del Colosseo, proprio in ricordo delle vittime delle
Fosse Ardeatine.
Per Gennaro Sposato, vice segretario dei DS Germania
desta “grande perplessità” il provvedimento giudiziario emanato a favore di
Priebke. “Le vicende giudiziare di Priebke
non riguardano semplicemente i destini di una persona privata qualunque, ma
devono essere contestualizzate nelle tragiche vicende che questi ha rappresentato
e tutt’ora rappresenta in Italia ed in particolar modo a Roma” ricorda Sposato.
In merito alla scritta apparsa a Roma, essa dimostra
“come ancora oggi, a distanza di ormai 60 anni, vi siano sacche nella società
italiana che rifiutano i valori dell’antifascismo e della resistenza”. “Questi
episodi – avverte Sposato - non vanno sottovalutati, ma anzi evidenziano come
sia necessaria in Italia una forte e diffusa campagna di recupero della memoria
storica nonché di sensibilizzazione ai valori della tolleranza e del rispetto
delle diversità.”
Sposato ricorda che “