INFORM - N. 115 - 15 giugno 2007


FOSSE ARDEATINE

In semilibertà Erich Priebke, ex ufficiale delle SS condannato all'ergastolo per l'eccidio

L’Anpi scrive a Napolitano. Visita-presidio alle Fosse Ardeatine, per rendere omaggio alle 335 vittime. Su un muro di Roma una vergognosa scritta inneggiante al criminale nazista. Sposato (Ds Germania): “Necessaria in Italia campagna di recupero della memoria storica”. Stasera Colosseo illuminato per le vittime dell’eccidio

 

 ROMA – Su decisione del tribunale militare di sorveglianza, all’ex ufficiale nazista Erich Priebke, oggi 93 anni, è stato concesso di lasciare gli arresti domiciliari per andare a lavorare presso lo studio del suo avvocato.

Pribke era stato condannato all'ergastolo in quanto corresponsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Il 24 marzo 1944 i nazisti per rappresaglia contro l’attentato a via Rasella trucidarono 335 persone.

L'Associazione Nazionale Partigiani Italiani ha scritto una lettera al Presidente Napolitano, nella quale, tra l'altro, si rileva “come dalla decisione di riconoscere al criminale nazista Erich Priebke una clemenza, un vero e proprio perdono in realtà, che non gli può essere concessa sia in considerazione dell'enormità del crimine di cui si è reso colpevole, sia del suo comportamento, spesso arrogante, sempre e comunque tale da dimostrare l'essere lontano dall'aver preso coscienza del crimine stesso, senza una benché minima dimostrazione di pietà per le vittime e per i loro famigliari. Più volte, al contrario, irridendole fino a spingersi a chiamare in giudizio la figlia di un martire accusandola di essere stato da questa diffamato”.

Oggi c’è stata una visita-presidio alle Fosse Ardeatine, per rendere omaggio alle 335 vittime dell'eccidio, e per manifestare sdegno e contrarietà al provvedimento giudiziario emesso in favore di Erich Priebke. I massimi rappresentanti della Comunità ebraica di Roma e dell'Ucei, hanno visitato il mausoleo di via Ardeatina. La delegazione era guidata dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, dal presidente della Comunità ebraica, Leone Paserman, dal responsabile dell'ufficio rabbinico, Rav Alberto Funaro e dal presidente dell'Ucei, Renzo Gattegna, insieme ai rappresentanti dell'Anfim.

“Siamo qui per portare il nostro dolore e la nostra indignazione” ha detto Riccardo Di Segni. “Il  massacro delle Fosse Ardeatine – ha aggiunto - è un lutto per l'intera città senza distinzione di appartenenza religiosa”.

Per protesta un cittadino ebreo, Angelo Pienotti, che nel rastrellamento nazista perse 4 famigliari ha esposto un cartello alle Fosse Ardeatine: “Arbeit macht frei. Se il lavoro rende liberi un boia come Priebke non potrà mai lavorare”.

Ma un muro di Roma, nei pressi della stazione Termini, è stato imbrattato dalla scritta “Bentornato capitano Priebke”. Una vergognosa scritta, lunga tre metri e “firmata” con una svastica, che una squadra del Comune ha già provveduto a cancellare.

E per questa sera, il sindaco della città Walter Veltroni ha disposto l'illuminazione del Colosseo, proprio in ricordo delle vittime delle Fosse Ardeatine.

Per Gennaro Sposato, vice segretario dei DS Germania desta “grande perplessità” il provvedimento giudiziario emanato a favore di Priebke.  “Le vicende giudiziare di Priebke non riguardano semplicemente i destini di una persona privata qualunque, ma devono essere contestualizzate nelle tragiche vicende che questi ha rappresentato e tutt’ora rappresenta in Italia ed in particolar modo a Roma” ricorda Sposato.

In merito alla scritta apparsa a Roma, essa dimostra “come ancora oggi, a distanza di ormai 60 anni, vi siano sacche nella società italiana che rifiutano i valori dell’antifascismo e della resistenza”. “Questi episodi – avverte Sposato - non vanno sottovalutati, ma anzi evidenziano come sia necessaria in Italia una forte e diffusa campagna di recupero della memoria storica nonché di sensibilizzazione ai valori della tolleranza e del rispetto delle diversità.”

Sposato ricorda che “la Repubblica Italiana e l’idea di un’Europa comune sono entrambi nate dalla Resistenza al nazifascismo e dalla consapevolezza che l’affermazione della pace richiede un impegno forte e costante”. Pertanto  “i valori dell’antifascismo e il recupero della memoria storica dovranno far parte dell’agenda del futuro Partito Democratico”, per fare dell’Italia, conclude Sposato, “un Paese in cui libertà, giustizia e pacifica convivenza non siano mai solo vuote parole”. (S.P.-Inform)


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