COOPERZIONE INTERNAZIONALE
A Livorno la seconda Conferenza regionale
del mare
Libano:
Toscana protagonista con Arpat della missione di cooperazione
Bonificata
la zona inquinata da 15.000 tonnellate di idrocarburi della centrale elettrica
LIVORNO -
Le sue competenze
sono state utilizzate anche nel marzo scorso, quando una chimichiera sversò
in mare, per una manovra errata che provocò una falla nello scafo, svariate tonnelate di olio combustibile
Il coordinamento
scientifico della missione in Libano è stato affidato all’Apat, che ha subito
coinvolto le agenzie regionali più impegnate sul mare, cioè l’Arpat oltre agli
omologhi di Emilia Romagna, Liguria,
Calabria e Sicilia. Insieme alla Guardia costiera e Icram, e con il supporto
della nave Castalia del Ministero dell’Ambiente, i funzionari e tecnici delle
agenzie regionali hanno guidato le operazioni di asporto di tutto il combustibile
sversato effettuate a mano dagli operatori subacquei libanesi, verificando che
la complessa bonifica fosse condotta nel modo migliore.
L’Arpat ha
inviato in Libano 3 persone nel periodo da settembre a novembre 2006. Tutto
il lavoro di controllo delle operazioni è stato possibile perché l’Arpat, che
sul mare ha investito molto, dispone di un nucleo di sommozzatori. La guardia costiera ha garantito la sicurezza
in mare e in terra. Poi tutta la squadra è dovuta scappare il 23 novembre dopo
l’attentato al ministro Gemayel. Ma i libanesi stanno continuando a pulire le
coste.
La missione
non si è però interrotta. Grazie ai sommozzatori dell’Arpat, sono stati effettuati
campionamenti in mare fino a
E’ stata anche
monitorata la situazione ambientale di tutta la costa libanese, da Tiro fino
a Tripoli e alle Palm Islands, dove sorge l’unica riserva naturale del Libano.
(lp/