STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Articolo
di Silvana Mangione (CGIE) su “Gente d’Italia”
POGAS – Politiche Giovanili e Attività
Sportive
NEW YORK - All’ultima assemblea plenaria del Consiglio
Generale degli Italiani all’Estero, sul tavolone all’ingresso, in mezzo ad altri
documenti a disposizione dei Consiglieri, c’era un depliant, semplice e lineare,
edito a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le politiche
giovanili e le attività sportive (POGAS), che è, come tutti sappiamo, l’On.
Giovanna Melandri.
Il libretto presenta: “Obiettivi e linee di lavoro del
piano nazionale giovani”. Il Ministero in questione è stato istituito per la
prima volta nel maggio 2006. Per le politiche giovanili, il Ministro è delegato,
fra l’altro a coordinare le azioni di Governo: 1) volte ad assicurare l’attuazione
delle politiche in favore dei giovani; 2) in materia di scambi internazionali
giovanili. Inoltre partecipa alle attività del Forum Nazionale dei Giovani.
Per le attività sportive, le deleghe coprono, fra l’altro: 1) proposta, coordinamento
ed attuazione delle iniziative normative, amministrative e culturali relative
allo sport; 2) rapporti con enti e istituzioni intergovernative che hanno competenza
in materia di sport, in particolare con
Sappiamo bene quanto gli scambi sportivi siano importanti
per i nostri ragazzi e non parlo soltanto di quelli che vivono in Italia.
Nell’agosto 2006 è stato istituito un Fondo Nazionale
per le politiche giovanili, con una dotazione di euro 130 milioni l’anno, a
partire dal primo gennaio di quest’anno. Già siglati o in via di conclusione
gli accordi di programma quadro con le regioni Puglia, Lazio, Marche, Trentino,
Campania, Piemonte e Friuli e dei Piani Locali Giovani con i Comuni. Ho citato
tutto questo per sottolineare come l’Italia stia prestando un’attenzione particolare
alla valorizzazione dei giovani e sia, in questo, in estrema sintonia con le
comunità all’estero.
Il nostro desiderio è infatti non solo quello di coinvolgere
in maniera sempre crescente i giovani delle nuove generazioni nate nei paesi
di emigrazione, ma anche quello di favorire il loro collegamento con gli esponenti
della mobilità, numerosissimi in particolare negli Stati Uniti –studenti, manager,
imprenditori, creativi – che parlano la stessa lingua di lavoro oltre che lo
stesso idioma espressivo.
Cosa propone il POGAS? La definizione di uno strumento
ambizioso, un Piano Nazionale dei Giovani, interministeriale, fondato sull’idea
della centralità dei giovani. “Occorre creare le condizioni perché i giovani
possano essere protagonisti della loro crescita e del loro futuro, fare esperienza
di autonomia e responsabilità nel cammino verso l’età adulta”. Fra i temi specifici
ce ne sono almeno due che potrebbero applicarsi – sic et simpliciter – alle
nostre esigenze: favorire ed ampliare la partecipazione alla vita pubblica e
alla rappresentanza; stimolare il dialogo interculturale.
Il POGAS si propone fra l’altro di attivare tavoli di
sensibilizzazione, di identificare grandi progetti, anche di carattere internazionale,
di strutturare un sistema di stages che garantisca ai giovani universitari di
incontrare il mondo del lavoro (e, aggiungiamo noi, che consenta ai giovani
oriundi di venire a trascorrere periodi di immersione nella realtà italiana).
Ancora, esiste un Programma europeo denominato “Gioventù in azione”, con fondi
che nel periodo 2007-2013 ammontano a euro 800 milioni e che ha come principale
obiettivo la promozione della cittadinanza attiva dei giovani attraverso cinque
azioni precise: gioventù per l’Europa, servizio volontario europeo, gioventù
nel mondo, sistemi di appoggio alla gioventù, sostegno alla cooperazione europea
nel settore della gioventù.
Come vedete, l’Europa pensa all’Europa. Ma i nostri ragazzi,
in quanto italiani, sono anche cittadini europei o comunque discendenti da cittadini
europei, dunque dobbiamo far valere il principio che in materia di giovani vale
il sangue e non soltanto la residenza sul territorio.
I programmi europei, in un intelligente circolo virtuoso,
almeno nel campo dei giovani, devono essere accessibili a tutti gli oriundi.
Ci stiamo preparando alla Conferenza dei Giovani che
dovrebbe tenersi nel 2008. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha
istituito una propria Commissione di lavoro, il cui compito è appunto quello
di occuparsi di politiche giovanili e nuove emigrazioni.
A ottobre dell’anno scorso abbiamo dedicato una giornata
all’ascolto dei desideri e delle necessità dei giovani, che ci sono stati presentati
da venti giovani esperti provenienti dai maggiori paesi di emigrazione.
Perché non continuare con i fatti? Perché non lavorare
tutti insieme, costruttivamente, per inserire le esigenze dei giovani delle
nostre comunità nel Piano Nazionale Italiano? (Silvana Mangione*-Gente d’Italia/
*Consigliere
CGIE e componente del Comitato di Presidenza