INFORM - N. 114 - 14 giugno 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Trent'anni di Roccamandolfi club: sindaco e parroco del paese molisano a Toronto per la festa di San Liberato

 

TORONTO - La prima domenica di giugno, a Roccamandolfi, piccolo paese del Molise, c'è la festa di San Liberato. Nel 1977, come oggi, la stessa ricorrenza veniva festeggiata anche in Canada. Il Roccamandolfi social club nacque proprio allora. Un gruppo di immigrati del piccolo paese in provincia di Isernia decise di ritrovarsi per celebrare il patrono. Da quel momento la comunità iniziò a ritrovarsi per mantenere le tradizioni e i legami con il paese d'origine. Quest'anno è il trentesimo anniversario della fondazione del club. Per l'occasione sono stati invitati ai festeggiamenti anche Michele Di Riccio e padre Giovanni, rispettivamente sindaco e parroco di Roccamandolfi.

“Quello che mi ha colpito - dice Michele Di Riccio - è stato ritrovare qui in Canada quel senso di appartenenza alla comunità che in Italia abbiamo perso da tempo. Le tradizioni e le ricorrenze sono importanti perché un popolo senza radici è un popolo senza storia”.

Il sindaco è uno dei tanti abitanti di Roccamandolfi ad avere parenti in Canada. “Mio fratello Luigi è venuto qui quarant'anni fa per lavorare alle acciaierie Inco di Port Colborne. I miei nipoti sono nati e cresciuti qui ma hanno sempre sentito un forte interesse per le loro origini. Uno addirittura è tornato in Italia a vivere”.

“Tenere insieme la comunità di Roccamandolfi a un oceano di distanza è stato un altro miracolo di San Liberato”, commenta Don Giovanni. “Mi ha colpito poi vedere come il culto per il santo sia diffuso anche tra chi non è originario del nostro paese. La devozione per san Liberato e per Padre Pio è molto radicata”.

I primi immigrati del paese molisano vennero in Canada negli anni venti. Il flusso più consistente però fu negli anni Cinquanta e Sessanta.

“Gli immigrati di Roccamandolfi hanno lavorato alla metropolitana e nei cantieri dei grattacieli di Toronto; nelle acciaierie di Hamilton; nelle miniere di Sudbury; nelle fattorie e nelle aziende agricole”, spiega Palma Pallante, presidente del Roccamandolfi social club.

Oggi, in tutto l'Ontario ci sono circa circa 250 famiglie. Il social club, oltre alla festa patronale, organizza altri momenti di incontro, come pic-nic, cene con prodotti tipici e viaggi collettivi in Italia.

Il club collabora poi con il museo Amici di Vaughan, che raccoglie materiale e testimonianze dell'immigrazione italiana.

Infine, il club si mobilita politicamente per gli interessi della comunità molisana. (Andrea Franceschi De Marchi-Corriere Canadese/Inform)

 

 


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