INFORM - N. 114 - 14 giugno 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Arnold Cassola (Verdi) sul sequestro di Padre Bossi nelle Filippine

 

ROMA - Il deputato dei Verdi Arnold Cassola, eletto in Europa, è intervenuto ieri alla Camera nel dibattito seguito all’informativa del vice ministro agli Esteri Franco Danieli sul sequestro nelle Filippine del sacerdote Giancarlo Bossi (v. Inform n. 113 del 13 giugno, http://www.mclink.it/com/inform/art/07n11318.htm).

Dopo aver ringraziato il senatore Danieli ed espresso apprezzamento per l’informativa, “che dimostra come il Governo italiano si stia adoperando per salvare padre Bossi dai suoi rapitori, così come ha fatto con tutti gli altri italiani caduti in mano di altri rapitori, anche in altre aree del mondo”, Cassola si è detto dispiaciuto “che vi siano colleghi come l’onorevole Bricolo che strumentalizzano l’episodio per poi svolgere un intervento dedicato solo alla cosiddetta legge Bossi-Fini” in quanto “non è sicuramente il caso di dividerci”.

“Chiede l’onorevole Bricolo la reciprocità - ha proseguito Cassola -. Che dovremmo fare,? Rapire qualcheduno qui a Roma? Tanto si è già fatto: Abu Omar è stato già rapito in Italia. Lasciando da parte le battute, apprezziamo molto il fatto che il Governo stia dando una priorità a questa questione evitando, come ha detto il vice ministro Danieli, azioni che possono compromettere l’incolumità dell’ostaggio. Mi chiedo, però, se il fatto che alla ricerca stiano partecipando forze americane, anche con un aereo spia, come sembra dalla lettura delle agenzie di stampa, possa aiutare a mantenere tranquille le cose. Mi chiedo inoltre se il Governo italiano sia in contatto con il Governo americano per avere ragguagli circa tali lanci di agenzia”

“Un altro aspetto di cui si potrebbe discutere, e che forse potrebbe essere d’aiuto - ha detto ancora il “verde” Cassola -, riguarda i precedenti rapimenti, quello di padre Benedetti, durato sessantotto giorni di prigionia, e quello di padre Pierantoni, durato sei mesi; però pochi giorni fa, il 31 maggio, è stato rapito, proprio nella stessa zona, un cittadino tedesco, il quale è stato rilasciato pressoché immediatamente – secondo le agenzie anche grazie all’intervento del MILF, il Moro islamic liberation front. Mi chiedo se il Governo italiano sia in contatto con Frank Walter Steinmeier, il ministro degli Affari esteri tedesco, il quale magari potrebbe fornire alcuni suggerimenti su come si sia sviluppata la vicenda in questi giorni, considerando che si tratta del caso più recente ed attuale. Sicuramente noi preferiremmo la strada pacifica, quella delle ONG e delle persone che lavorano sul territorio delle Filippine”.

Concludendo, Cassola ha espresso la convinzione che il rapimento non costituisca “solo una questione religiosa, tant’è che proprio il caso di padre Bossi ha indotto gli esponenti della comunità musulmana di Mindanao a chiederne la liberazione ai rapitori, così come i vescovi delle Filippine hanno chiesto di liberarlo, ed anche Papa Benedetto XVI ha lanciato il medesimo appello: si tratta dunque di una questione ‘multicredo’, non di un avvenimento che sta separando le persone a seconda della loro religione. Confido, pertanto, nel fatto che il Governo ci terrà al corrente degli sviluppi della vicenda e che continuerà ad adoperarsi, come sempre, per il bene di tutti gli italiani che si trovano in pericolo all’estero”. (Inform)

 


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