ITALIANI
ALL’ESTERO
Arnold Cassola (Verdi) sul sequestro di
Padre Bossi nelle Filippine
ROMA - Il deputato dei Verdi Arnold Cassola, eletto in
Europa, è intervenuto ieri alla Camera nel dibattito seguito all’informativa
del vice ministro agli Esteri Franco Danieli sul sequestro nelle Filippine del
sacerdote Giancarlo Bossi (v.
Dopo aver ringraziato il senatore Danieli ed espresso
apprezzamento per l’informativa, “che dimostra come il Governo italiano si stia
adoperando per salvare padre Bossi dai suoi rapitori, così come ha fatto con
tutti gli altri italiani caduti in mano di altri rapitori, anche in altre aree
del mondo”, Cassola si è detto dispiaciuto “che vi siano colleghi come l’onorevole
Bricolo che strumentalizzano l’episodio per poi svolgere un intervento dedicato
solo alla cosiddetta legge Bossi-Fini” in quanto “non è sicuramente il caso
di dividerci”.
“Chiede l’onorevole Bricolo la reciprocità - ha proseguito
Cassola -. Che dovremmo fare,? Rapire qualcheduno qui a Roma? Tanto si è già
fatto: Abu Omar è stato già rapito in Italia. Lasciando da parte le battute,
apprezziamo molto il fatto che il Governo stia dando una priorità a questa questione
evitando, come ha detto il vice ministro Danieli, azioni che possono compromettere
l’incolumità dell’ostaggio. Mi chiedo, però, se il fatto che alla ricerca stiano
partecipando forze americane, anche con un aereo spia, come sembra dalla lettura
delle agenzie di stampa, possa aiutare a mantenere tranquille le cose. Mi chiedo
inoltre se il Governo italiano sia in contatto con il Governo americano per
avere ragguagli circa tali lanci di agenzia”
“Un altro aspetto di cui si potrebbe discutere, e che
forse potrebbe essere d’aiuto - ha detto ancora il “verde” Cassola -, riguarda
i precedenti rapimenti, quello di padre Benedetti, durato sessantotto giorni
di prigionia, e quello di padre Pierantoni, durato sei mesi; però pochi giorni
fa, il 31 maggio, è stato rapito, proprio nella stessa zona, un cittadino tedesco,
il quale è stato rilasciato pressoché immediatamente – secondo le agenzie anche
grazie all’intervento del MILF, il Moro islamic liberation front. Mi chiedo
se il Governo italiano sia in contatto con Frank Walter Steinmeier, il ministro
degli Affari esteri tedesco, il quale magari potrebbe fornire alcuni suggerimenti
su come si sia sviluppata la vicenda in questi giorni, considerando che si tratta
del caso più recente ed attuale. Sicuramente noi preferiremmo la strada pacifica,
quella delle ONG e delle persone che lavorano sul territorio delle Filippine”.
Concludendo, Cassola ha espresso la convinzione che il
rapimento non costituisca “solo una questione religiosa, tant’è che proprio
il caso di padre Bossi ha indotto gli esponenti della comunità musulmana di
Mindanao a chiederne la liberazione ai rapitori, così come i vescovi delle Filippine
hanno chiesto di liberarlo, ed anche Papa Benedetto XVI ha lanciato il medesimo
appello: si tratta dunque di una questione ‘multicredo’, non di un avvenimento
che sta separando le persone a seconda della loro religione. Confido, pertanto,
nel fatto che il Governo ci terrà al corrente degli sviluppi della vicenda e
che continuerà ad adoperarsi, come sempre, per il bene di tutti gli italiani
che si trovano in pericolo all’estero”. (