Accordo tra UNICEF e ribelli sudanesi in
Darfur: entro un mese la liberazione dei bambini soldato
ROMA – Darfur: dopo mesi di trattative un accordo è stato raggiunto tra l’Unicef e ribelli sudanesi per la “smobilitazione” dei bambini soldato dalle file del Movimento di liberazione del Sudan.
Il movimento di liberazione del Sudan (SLM/A) - uno dei firmatari dell'Accordo di pace per il Darfur - ha annunciato l'imminente liberazione dei bambini coinvolti nelle operazioni militari dei vari gruppi armati presenti nel Darfur.
Lo SLM/A ha dichiarato di aver già identificato un certo numero di bambini all'interno delle sue fila nel sud e nel nord del Darfur e che nel giro di un mese sarà avviato il processo di identificazione ufficiale.
Ted Chaiban, rappresentante dell'ufficio UNICEF sul campo, ha dichiarato con soddisfazione “oggi per molti bambini in Darfur, può cominciare la ricostruzione delle loro vite. Ogni giorno trascorso con i gruppi armati è stato un giorno rubato alla loro infanzia”.
L'accordo siglato tra lo SLM/A e l'UNICEF impegna il primo a identificare, entro un mese, i luoghi in cui i bambini partecipano alle attività armate, a cui farà seguito una seconda verifica congiunta SLM/A - Nazioni Unite.
L'UNICEF, in collaborazione con il Governo e le ONG - Organizzazioni Non Governative locali ed internazionali, sosterrà i programmi per il ricongiungimento e l'integrazione dei bambini sia all'interno delle proprie famiglie che delle comunità di appartenenza, insieme a programmi di formazione dei comandanti dello SLM/A sui diritti dell'infanzia e sugli standard di protezione internazionali.
I bambini smobilitati potranno beneficiare delle opportunità di recupero psico-fisico offerte da personale specializzato attraverso i programmi di reinserimento, che prevedono: attività sportiva e ricreativa, laboratori professionali, terapia psicologica. I loro progressi saranno costantemente monitorati.
Le cifre esatte sul numero di bambini legati alle attività dei gruppi armati in Darfur sono difficili da calcolare, a causa dell'estrema difficoltà di accesso alle zone di conflitto. Tuttavia, l'UNICEF valuta che siano almeno 7.000 i bambini che potrebbero essere collegati alle fila armate presenti nella regione. Vengono soprattutto utilizzati come combattenti o per mansioni di servizio: fanno i facchini, i cuochi, i messaggeri e le guardie del corpo. «L'accordo appena sancito con lo SLM/A è soltanto l'inizio del processo»0, aggiunge Ted Chaiban, «occorrerà molto tempo per identificare con esattezza i bambini e attuare programmi di recupero specifici, ma spero proprio che gli sforzi fin qui compiuti possano trasformare questo accordo in azioni concrete e mi auguro anche questo possa aprire la strada ad operazioni simili in altre zone di guerra e guerriglia. Questi bambini soldato sono tra i più vulnerabili del Darfur e deve essere data loro la possibilità di tornare a casa e recuperare la propria infanzia».
Nel gennaio 2007 il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i bambini e i conflitti armati, Rhadhika Coomaraswamy e l'ex vice direttore esecutivo dell'UNICEF, Rima Salah avavano incontrato i firmatari e i non-firmatari dell'accordo di pace per il Darfur per sollecitare il loro impegno alla smobilitazione dei bambini soldato e l'accordo è stato siglato alla presenza ufficiale dal delegato del segretario generale Oluseyi Bajulaiye.
Il reclutamento e l'impiego dei bambini durante i conflitti armati sono proibiti da una serie di risoluzioni ONU e dal Protocollo opzionale alla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, della quale il Sudan è firmatario.
(v. (http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3169.
Anche la bozza del documento stilato dalle forze armate sudanesi (Armed Forces Act) criminalizza il reclutamento dei minori di 18 anni. (Inform)