INFORM - N. 112 - 12 giugno 2007


INTERVENTI

Carlo Domenico Erio (CGIE): La Francia nuova di Sarkozy

 

LIONE - E’ una Francia nuova che ha cominciato a vivere ieri l’altro. In effetti è iniziata il 6 maggio, ma il 10 giugno 2007, è stato il fuoco d’artificio che il 17 terminerà con un “grand bouquet” finale.

Un paese nuovo, grazie alle urne, si disegna all’orizzonte.

Piaccia o non piaccia è una nuova realtà europea: é nata una nuova generazione di dirigenti!

Una Francia perfettamente bipolare era gia nata con Mitterand, e Chirac aveva beneficiato di una eredità non proprio sua (nel ‘95 fine di un ciclo di 14 anni mitterandiano, nel 2002 - e non per merito suo - solo con una estrema destra  sconosciuta in Italia), oggi Sarkozy ha saputo conquistare tutto e, direi, tutti.

Perfetto Re Artù dei nuovi tempi, con la sua corte,con i suoi vassalli,con una coorte di servitori usciti per incantesimo dalle urne,di centro, di destra, di sinistra, di qualsiasi luogo, portati dall’onda della magia di un Presidente che, come diceva l’Alfieri: “volli, volli, profondamente volli”!

ABBIAMO vinto, dicono in tanti , sulle rovine di una presidenziale rivoluzione.

E sì, che all’inizio era cominciato come un gioco: un uomo e una donna (tema cinematografico francese vincente “Un homme,une femme”) non più complici(Royal e Hollande), ma concorrenti per una sfida eterna destra-sinistra, sinistra-destra, Sarko e Sego, Sego-Sarko,....

Per gioco  o per convinzione o perché portata come la “pucelle di Domremy” al sacrificio di sé per la Francia, Sego aveva “rubato” il ruolo principale al principe sposo con un nome straniero” Hollande”...lei era:  Royal, con tutto ciò che in Francia suppone di subalternità da parte degli altri, avversari compresi.

Sarko, beh!, era di origine ungherese da parte del padre (male lingue dicono addirittura - supremo insulto alla francesità - di origine ebrea), una nonna materna era savoiarda (ma si sa, i savoiardi sono mezzi italiani. Anche se non è mai stata provata l’italianità, oppure la francesità, dei savoiardi, ducato e regno a sé stante durante i secoli) e poi, Sarko è un ussardo!

Con tutto ciò che comporta il termine... l’eleganza del vestito, il cavaliere che si lancia all’attacco con il vessillo e la spada tratta contro l’avversario, l’uomo, infine, pronto al sacrificio per gli altri, in favore degli altri, al servizio del paese, della nazione, della sua patria, convinto del suo destino.

Uno di destra che rompe con la destra ‘del nonno’, che non è più la forza attraente, ma una nuova destra che vuole essere al centro della politica, al centro del paese, forza centrifuga che attrae destra, centro, sinistra.

Forza dei moderati di tutti i tempi, come dicevano i democristiani del mio tempo: “la forza dei giusti e dei forti”! Motto dei miei primi passi politici, inesistente oggi in Italia, ma che ritrovo con Sarkozy in Francia!

Elezioni legislative ormai stravinte.

Bipolarismo perfetto che dà una maggioranza per governare e che evita gli intrallazzi nostrani, gli intrallazzi sudamericani per intenderci.

Proporzionale sconfitta (pensaci Berlusconi) che permette di farla finita delle urla dei piccoli insipienti,che permette di eliminare le estreme che non sono mai servite a governare, ma solo a fare “casini” e “problemi” a non finire (non è vero, Prodi?).

La democrazia non ne soffrirà, poiché la nuova Francia nata dalle urne tra maggio e giugno, è una Francia che desidera essere efficace, che vuole riforme vere e subito, che desidera “ici et maintenant” (qui e subito) delle riforme audaci per ammodernare il paese(il ché non vuol dire improvvisazione), che vuole l’azione politica nel più nobile dei termini.

Ieri, alcuni obiettano, c’è stata astensione...credo che coloro che si sono mobilitati lo hanno fatto per confortare il Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy ed il Primo Ministro François Fillon, del fatto che sta nascendo una nuova Francia, una nuova Repubblica dei cittadini che non rifiuta la politica, se la politica è dialogo e partecipazione...lo slogan è e rimane “Assieme si può”.

Adesso, ora e comunque, assieme, bisogna fare ciò che è stato promesso e la nuova Francia lo farà! Se si trova una certa forma di stanchezza, bisogna trovarla a sinistra.

Lotte di”coppia”, lotte interne, lotte di egemonia, lotte dei piccoli (che affossarono Jospin nel 2002) e che volevano avere spazio immeritato oggi (quante lezioni l’Italia ha da imparare), lotte di gente che ha come solo scopo la propria visibilità e non l’interesse dei cittadini.

Passo a passo, i francesi dimostrano, come diceva Toqueville, di essere coerenti, ovvero di rifiutare qualsiasi compromesso, di rifiutare ogni tipo di paralisi del potere, di rifiutare qualsiasi tipo di coabitazione. L’UMP, solo l’UMP, nient’altro che l’UMP, che poi il Presidente voglia fare un po’ di centro-sinistra, poco importa....

Siamo in una nuova fase politica che, come sempre, nasce in Francia , nata sempre in questo paese dalla Rivoluzione in poi, per permettere ai paesi che se ne vogliono ispirare di essere presenti sulla scena internazionale tra qualche decennio.

Siamo in una fase in cui un uomo, una équipe, un parlamento coeso, vogliono fare la storia, creare la storia, per il proprio paese e non solo, anche per l’Europa, allora crediamoci e remiamo insieme, “uno per tutti e tutti per uno”! (Carlo Domenico Erio*-Inform)

* Comites Francia

 


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