INFORM - N. 110 - 8 giugno 2007


ASSOCIAZIONI 

Terminato il G8 in Germania

Ong Italiane: “I 60 miliardi di dollari non risolveranno  il problema dell'Aids, neanche in Africa”

“Per l’Africa  hanno pensato solo agli investimenti, ma niente per gli aiuti allo sviluppo a beneficio delle popolazioni africane

 

HEILIGENDAMM – “Sessanta miliardi di dollari non risolveranno  il problema dell'Aids, neanche in Africa” . Delusione e preoccupazione delle Ong Italiane al termine del G8 in Germania. Gli 8 leaders hanno stamattina reso noto attraverso la pubblicazione della dichiarazione finale del Summit l'accordo per la lotta all'Aids e alle pandemie per l'Africa.

"I 60 miliardi di dollari promessi dal G8 di fatto sono meno di un terzo dei bisogni totali a livello globale su cinque anni di tempo (2008-2012), cioè solo 12 milardi all'anno – afferma Sergio Marelli, presidente dell'Associazione ONG italiane presente in Germania - Distribuiti sulle tre pandemie, Aids, Malaria e tubercolosi, e anche per il rafforzamento dei sistemi sanitari dei paesi più poveri. Entro il 2010 solo per l'AIDS ogni anno sarebbero necessari 23 miliardi di dollari, di cui 16 miliardi dovrebbero essere dati solo dai G8. L'impegno G8 prevede di raggiungere 5 milioni di persone nei prossimi anni, mentre gli ultimi dati UNAIDS si indica in ben 11 milioni di persone i bisognosi di cure. La nuova promessa fatta dal G8 non risponde neanche quindi agli impegni sottoscritti a Gleneagles nel 2005 per raggiungere l'Accesso Universale alle cure. Siamo di nuovo di fronte ad un Vertice che presenta soluzioni insufficienti senza dare spiegazioni di quando e come le metteranno in pratica".

Il ruolo degli Usa è stato determinate: contribuiranno con 30 miliardi di dollari attraverso un proprio fondo e non attraverso il Fondo globale lanciato dall'Onu nel 2002 per combattere le pandemie.

Continua Marelli "Quello che ci preoccupa di più sono le modalità di allocazione delle risorse, il documento presentato dal presidente Bush e approvato dal Congresso degli Sati Uniti prevede stanziamenti per il bilaterale. Non aver privilegiato il ruolo del Fondo Globale è un pessimo segnale per il multilateralismo. Finora il Fondo Globale aveva garantito condizione condivise in ambito internazionale sulle ripartizione tra i diversi paesi destinari. Chiediamo non si indebolisca ancora l'ambito multilaterale, e che la tendenza dimostrata di oggi di tornare a trattattive bilaterali si arresti subito".

L'Italia fino ad oggi ha destinato l'80% delle risorse anti Aids al Fondo Globale, rispetto ai bisogni globali per la cura, la prevenzione dell'HIV invece gli altri paesi hanno indirizzato al Fondo all'incirca il 25% delle loro risorse. 

(I dati che sono stati citati sono stati forniti dall'Osservatorio Italiano sull'Azione Globale contro l'Aids). Le Ogn  contestano anche il fatto che nella dichiarazione finale del Summit non ci sia un preciso riferimento agli aiuti pubblici allo sviluppo. Il documento riprende la promessa del G8 fatta a Gleneagles nel 2005 di aumento dei fondi entro il 2010 di 25 miliardi all'anno per l'Africa. 

“Per l’Africa  - afferma Marelli - gli 8 Governi più potenti hanno pensato solo agli investimenti, ben 3 capitoli dedicati nel documento finale, ma niente per gli aiuti allo sviluppo a beneficio delle popolazioni africane. Rimangono le buone intenzioni di fare di più ma già da due anni sono completamente disattese e dimenticate. Prova ne è il fatto che dal 2005 al 2006 l’APS dei paesi donatori a livello mondiale è sceso del 5,1%. 8 miliardi di dollari in meno in un anno, questo significa che non solo il G8 è fermo, ma che stanno tornando indietro. L’Africa viene tenuta in considerazione solo come campo di conquista degli investitori globali”. (Inform)

 


Vai a: