INFORM - N. 108 - 6 giugno 2007


EVENTI

L’iniziativa potrebbe presto varcare i confini nazionali e raggiungere le nostre comunità all’estero

Al via il Festival delle Province 2007

Dal 12 giugno la sesta edizione dell’evento itinerante porterà l’eccellenza della nostra cultura popolare in 18 località italiane. Mazzonis: “Dal Festival un mix di alta cultura, partecipazione e divertimento”. Damasco: “Porteremo ai nostri connazionali nel mondo gli artisti della terra d’origine”

 

ROMA - Partirà il 12 giugno, con una lunga parentesi piemontese tra Torino e Cuneo, il Festival delle Province 2007. Una manifestazione itinerante di cultura popolare, giunta alla sesta edizione, che offrirà al pubblico di ogni età concerti popolari e sperimentali, teatro di ricerca e commedia dell’arte, recital ed incontri con la musica colta, nonché spettacoli dai diversi linguaggi artistici. L’iniziativa, patrocinata dall’Unione delle province italiane (Upi) e dal ministero per i Beni e le Attività Culturali, viene promossa dal Comitato Festival delle Province. Una rete policulturale formata al momento da 16 Province, dall’Associazione Slow Food e dal Teatro delle Forme. Il Festival, che si svilupperà nell’arco di tutto l’anno seguendo le tradizioni popolari legate al culto religioso e all’avvicendarsi delle stagioni, farà poi tappa, per quanto riguarda il solo programma estivo, nelle province di Perugia, Rieti e Sassari. Nei prossimi tre mesi sui palchi di 18 località si alterneranno artisti di caratura internazionale che daranno la loro interpretazione della cultura popolare. Fra questi vi saranno drammaturghi come Enzo Moscato e Ruggero Cappuccio, ed attori come Enrico Bonavera, premiato con l’Arlecchino d’Oro 2007, e Roberto Herlitzka. Da segnalare inoltre, tra i musicisti e i compositori del Festival, la presenza di Luis Bacalov, vincitore del Premio Oscar per le musiche del film ‘Il Postino”, e del  maestro Ambrogio Sparagna.

Un evento di ampio respiro, questa iniziativa itinerante che, per il prossimo futuro si propone sia di porsi in collegamento con gli altri Festival europei, sia di portare la tradizione popolare italiana direttamente presso le nostre comunità all’estero.

“Insieme al vice ministro Franco Danieli - ha infatti spiegato il direttore artistico del Festival delle Province Antonio Damasco nel corso della presentazione della manifestazione svoltasi presso la sede romana dell’Upi - stiamo valutando un progetto che ci permetta di avvicinare la cultura popolare italiana ai nostri connazionali all’estero. Una finestra per i cittadini italiani nel mondo, ancora tutta da definire, che potrebbe ad esempio concretizzarsi in un Festival sulla cultura popolare italiana all’estero. Porteremo quindi nel mondo gli artisti della tradizione che provengono dai territori d’origine dei nostri connazionali. Noi incontreremo le collettività - ha proseguito Damasco che ha anche portato i saluti del vice ministro Danieli impossibilitato ad intervenire alla conferenza stampa - con tutte le espressioni culturali, enogastronomiche e turistiche del nostro paese, perché noi abbiamo bisogno di far conoscere l’Italia attraverso quello che i connazionali all’estero ricordano della terra d’origine. Al momento - ha poi precisato il direttore artistico del Festival - non vi è ancora nulla di definito, ma speriamo di riuscire ad aprire una prima finestra sulle comunità nel mondo entro il 2007, per poi farla diventare un appuntamento fisso nelle edizioni dei prossimi anni”. Damasco ha inoltre sottolineato l’importanza dell’intera manifestazione che fa emergere al momento giusto l’eccellenza della tradizione popolare italiana, coinvolgendo un pubblico anche molto giovane.

Anche Valter Giuliano, presidente del comitato del Festival delle Province, ha evidenziato come ormai questo evento navighi verso prospettive internazionali che sanciranno la straordinaria importanza culturale di una tradizione che ha saputo innovarsi. “Il Festival - ha spiegato Giuliano - non solo ha restituito il giusto valore alla cultura popolare, recuperandola all’attenzione del più vasto pubblico, anche giovanile, ma ha ridato dignità alla cultura dei nostri territori extrametropolitani, così vitali e ricchi di creatività. Questo evento innova perché ha la capacità di rispecchiare valori antichi collegandoli con le speranze del futuro”. Giuliano ha inoltre sottolineato come il Festival itinerante consenta di far dialogare fra di loro le culture popolari delle varie province e favorisca l’innesto dei giovani, da protagonisti, in una tradizione consolidata. 

“Il Festival - ha detto Giuseppe Rinaldi, coordinatore degli assessori alla Cultura dell’Upi - unisce le comunità, favorisce gli scambi e consente di rimettere insieme i territori per aree culturali, a prescindere dai meri confini geografici”. Dal canto suo il sottosegretario ai Beni Culturali, Danielle Mazzonis, ha ricordato come a tutt’oggi il Parlamento italiano sia in procinto di ratificare la  nuova convenzione Unesco sui beni immateriali ed intangibili. “Il Festival - ha affermato la Mazzonis  - che si inserisce tra le iniziative per la valorizzazione dei ‘beni immateriali’, contiene un mix di alta cultura, partecipazione e divertimento. Un intreccio che da cui deriva il fascino e il successo dell’evento”.

Danielle Mazzonis ha annunciato che è allo studio la realizzazione, per il prossimo 29 settembre, di una festa, da realizzarsi nella capitale, in cui far convergere e mettere in mostra la cultura tradizionale dell’Italia. L’assessore alla Cultura della Provincia di Roma Vincenzo Vita, in chiusura, ha sottolineato la grande portata dei temi del Festival per le province e i comuni coinvolti e l’esigenza di abbattere le barriere fra cultura popolare, che a torto viene considerata di serie b, e la cultura più alta, “che in realtà è desueta”. Vita ha inoltre posto in evidenza l’importante lavoro svolto dalle province italiane che rappresentano una vera e propria rete della modernità.(Goffredo Morgia - Inform)


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