EVENTI
L’iniziativa
potrebbe presto varcare i confini nazionali e raggiungere le nostre comunità
all’estero
Al via il Festival delle Province 2007
Dal
ROMA - Partirà il
Un evento di ampio respiro, questa iniziativa itinerante
che, per il prossimo futuro si propone sia di porsi in collegamento con gli
altri Festival europei, sia di portare la tradizione popolare italiana direttamente
presso le nostre comunità all’estero.
“Insieme al vice ministro Franco Danieli - ha infatti
spiegato il direttore artistico del Festival delle Province Antonio Damasco
nel corso della presentazione della manifestazione svoltasi presso la sede romana
dell’Upi - stiamo valutando un progetto che ci permetta di avvicinare la cultura
popolare italiana ai nostri connazionali all’estero. Una finestra per i cittadini
italiani nel mondo, ancora tutta da definire, che potrebbe ad esempio concretizzarsi
in un Festival sulla cultura popolare italiana all’estero. Porteremo quindi
nel mondo gli artisti della tradizione che provengono dai territori d’origine
dei nostri connazionali. Noi incontreremo le collettività - ha proseguito Damasco
che ha anche portato i saluti del vice ministro Danieli impossibilitato ad intervenire
alla conferenza stampa - con tutte le espressioni culturali, enogastronomiche
e turistiche del nostro paese, perché noi abbiamo bisogno di far conoscere l’Italia
attraverso quello che i connazionali all’estero ricordano della terra d’origine.
Al momento - ha poi precisato il direttore artistico del Festival - non vi è
ancora nulla di definito, ma speriamo di riuscire ad aprire una prima finestra
sulle comunità nel mondo entro il 2007, per poi farla diventare un appuntamento
fisso nelle edizioni dei prossimi anni”. Damasco ha inoltre sottolineato l’importanza
dell’intera manifestazione che fa emergere al momento giusto l’eccellenza della
tradizione popolare italiana, coinvolgendo un pubblico anche molto giovane.
Anche Valter Giuliano, presidente del comitato del Festival
delle Province, ha evidenziato come ormai questo evento navighi verso prospettive
internazionali che sanciranno la straordinaria importanza culturale di una tradizione
che ha saputo innovarsi. “Il Festival - ha spiegato Giuliano - non solo ha restituito
il giusto valore alla cultura popolare, recuperandola all’attenzione del più
vasto pubblico, anche giovanile, ma ha ridato dignità alla cultura dei nostri
territori extrametropolitani, così vitali e ricchi di creatività. Questo evento
innova perché ha la capacità di rispecchiare valori antichi collegandoli con
le speranze del futuro”. Giuliano ha inoltre sottolineato come il Festival itinerante
consenta di far dialogare fra di loro le culture popolari delle varie province
e favorisca l’innesto dei giovani, da protagonisti, in una tradizione consolidata.
“Il Festival - ha detto Giuseppe Rinaldi, coordinatore
degli assessori alla Cultura dell’Upi - unisce le comunità, favorisce gli scambi
e consente di rimettere insieme i territori per aree culturali, a prescindere
dai meri confini geografici”. Dal canto suo il sottosegretario ai Beni Culturali,
Danielle Mazzonis, ha ricordato come a tutt’oggi il Parlamento italiano sia
in procinto di ratificare la nuova convenzione Unesco sui beni immateriali
ed intangibili. “Il Festival - ha affermato
Danielle Mazzonis ha annunciato che è allo studio la
realizzazione, per il prossimo 29 settembre, di una festa, da realizzarsi nella
capitale, in cui far convergere e mettere in mostra la cultura tradizionale
dell’Italia. L’assessore alla Cultura della Provincia di Roma Vincenzo Vita,
in chiusura, ha sottolineato la grande portata dei temi del Festival per le
province e i comuni coinvolti e l’esigenza di abbattere le barriere fra cultura
popolare, che a torto viene considerata di serie b, e la cultura più alta, “che
in realtà è desueta”. Vita ha inoltre posto in evidenza l’importante lavoro
svolto dalle province italiane che rappresentano una vera e propria rete della
modernità.(Goffredo Morgia -