INFORM - N. 106 - 4 giugno 2007


PATRONATI

Gli operatori esteri del Patronato Acli in partenza per lo stage dopo aver concluso la prima tornata del percorso formativo

 

ROMA - A tre settimane dal loro arrivo in Italia, con oltre 100 ore di formazione già svolta, sono in partenza per le sedi di destinazione presso cui svolgere le 40 ore di stage professionalizzante i 12 nuovi operatori delle sedi estere del Patronato Acli, provenienti da Cile, Germania, Canada, Venezuela, Brasile, Belgio, Olanda e Francia.

A sottolineare l’importanza attribuita al percorso, i partecipanti hanno ricevuto la visita del Direttore generale Damiano Bettoni, e il giorno successivo – il 1° giugno scorso - quella del Presidente delle Acli Andrea Olivero e del Vicepresidente delegato del Patronato Acli Michele Consiglio. Ciascuno di loro ha voluto affidare ai corsisti un messaggio importante, capace di far comprendere le implicazioni di un impegno professionale che trae le proprie ragioni dagli stessi valori costitutivi delle Acli: la solidarietà umana e cristiana, la giustizia sociale, l’attenzione ai più deboli. Se la formazione ha nel Patronato Acli una importanza assolutamente prioritaria, lo si deve anche a questo, alla volontà di assumere responsabilità nei confronti di sé stessi e degli altri. In questo senso si è espresso Bettoni, nel rivolgere il suo saluto ai corsisti, insistendo particolarmente sulla necessità che la formazione sia intesa non solo come occasione di apprendimento rispetto a contenuti tecnici e professionali, ma anche come occasione per “apprendere ad apprendere”, per dotarsi cioè di una capacità orientativa tale da consentire autonomia nell’individuazione e – in parte - nella soddisfazione dei propri bisogni formativi.

Il Presidente Olivero ha esposto ai giovani operatori le ragioni e le azioni delle Acli all’estero, ripercorrendo per loro alcune tappe fondamentali nella conquista di diritti che oggi paiono fin troppo scontati e pure mai del tutto sicuri. Rispondere al bisogno di socialità, concorrere a realizzare comunità mai isolate o legate ad identità che si contrappongono, mantenere legami con il paese d’origine tenendo vive relazioni ma anche strumenti fondamentali come la lingua, collaborare con le autorità locali: sono le attività svolte dalle Acli accanto e insieme a quelli che – con formula breve – si chiamano servizi e che Olivero ha voluto ricordare.

Michele Consiglio ha invece presentato ai corsisti le nuove iniziative del Patronato Acli all’estero, frutto di una attenta lettura dei nuovi bisogni emersi dai nostri connazionali e non solo. In particolare, il Vicepresidente delegato ha voluto indicare ai nuovi operatori l’importanza del loro ruolo – a diretto contatto con le persone e i loro tanti diversi, problemi – per la costruzione di nuove risposte e nuovi servizi, ma anche per concorrere a realizzare dal basso una nuova cultura della solidarietà e dell’integrazione. (Inform)


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