INFORM - N. 105 - 1 giugno 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Il presidente del Comites di Hannover Scigliano  scrive al Console  Cardelli

Riforma della 153: il Piano Paese Germania propone l’assunzione di docenti in loco

 

HANNOVER - Con lettera al Console Generale d’Italia ad Hannover dott. Antonio Cardelli, e per conoscenza all'Ambasciata d'Italia a Berlino, al Comites, all’Intercomites Germania, ai membri del Cgie, ai Parlamentari eletti all’estero ed alla stampa, il Presidente del Comites di Hannover dott. Giuseppe Scigliano, richiamandosi al Piano Paese della Germania, ricorda alcune indicazioni date a suo tempo in merito alla riforma della 153.

“Gentile Console Generale – scrive - La prego cortesemente di far pervenire al Viceministro Franco Danieli la presente, unitamente ad una copia del Piano Paese Germania approvato all'unanimità nel 2005 in una riunione tenutasi a Berlino. A tale riunione, presieduta dall'ex Ambasciatore Fagiolo, come Lei sa, erano presenti i Suoi colleghi Consoli, i Presidenti Comites ed i Membri del CGIE.  Nella parte finale del Piano Paese, che allego alla presente, si nota una grande novità: la richiesta del ruolo all'estero.

Fino ad oggi, non abbiamo avuto nessuna risposta in merito. Stranamente i Comites, che in questi giorni devono dare valutazioni a delle proposte di leggi sulla 153, non hanno ricevuto nessun allegato da valutare. Personalmente penso  che la Germania abbia dato già da due anni un parere collettivo - conclude - sia sul personale da assumere  che sul gestore degli interventi culturali all'estero”.

Il Piano Paese per le attività scolastiche in Germania a cui fa riferimento Scigliano (IV  versione, del giugno 2005), così così concretizza le proposte in merito alla docenza all’estero: “In sede di consultazione con le rappresentanze della collettività, Intercomites e CGIE – si legge nel capitolo 4, dedicato alle prospettive - è emersa una indicazione fortemente maggioritaria da parte di queste ultime ad affrontare anche la questione di una diversa organizzazione del personale docente impegnato nei corsi di lingua e cultura italiana, che risente oggi della dicotomia, per l’erogazione di un medesimo servizio, tra personale docente di ruolo e personale assunto dagli enti gestori. La proposta formulata in tale sede consiste nell’affidare le attività di docenza nei corsi a docenti assunti in loco secondo modalità concorsuali e sulla base di requisiti analoghi a quelli per i docenti della scuola assunti in Italia, con un rapporto di lavoro a contratto, dipendenti dagli Uffici Scuola dei Consolati. Tale proposta coniugherebbe il raggiungimento di uno status unitario dei docenti, una loro diretta dipendenza dall’Ufficio Scuola e un risparmio nei costi rispetto ai docenti di ruolo inviati dall’Italia. Essa presenta ovviamente una serie di implicazioni normative e finanziarie, che di certo non possono essere compiutamente valutate se non dall’Amministrazione centrale, di concerto con il MIUR”. (de.it.press/Inform)

 


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