ITALIANI
ALL’ESTERO
Il
presidente del Comites di Hannover Scigliano
scrive al Console Cardelli
Riforma della 153: il Piano Paese Germania
propone l’assunzione di docenti in loco
HANNOVER - Con lettera al Console Generale d’Italia ad
Hannover dott. Antonio Cardelli, e per conoscenza all'Ambasciata d'Italia a
Berlino, al Comites, all’Intercomites Germania, ai membri del Cgie, ai Parlamentari
eletti all’estero ed alla stampa, il Presidente del Comites di Hannover dott.
Giuseppe Scigliano, richiamandosi al Piano Paese della Germania, ricorda alcune
indicazioni date a suo tempo in merito alla riforma della 153.
“Gentile Console Generale – scrive - La prego cortesemente
di far pervenire al Viceministro Franco Danieli la presente, unitamente ad una
copia del Piano Paese Germania approvato all'unanimità nel
Fino ad oggi, non abbiamo avuto nessuna risposta in merito.
Stranamente i Comites, che in questi giorni devono dare valutazioni a delle
proposte di leggi sulla 153, non hanno ricevuto nessun allegato da valutare.
Personalmente penso che
Il Piano Paese per le attività scolastiche in Germania
a cui fa riferimento Scigliano (IV versione,
del giugno 2005), così così concretizza le proposte in merito alla docenza all’estero:
“In sede di consultazione con le rappresentanze della collettività, Intercomites
e CGIE – si legge nel capitolo 4, dedicato alle prospettive - è emersa una indicazione
fortemente maggioritaria da parte di queste ultime ad affrontare anche la questione
di una diversa organizzazione del personale docente impegnato nei corsi di lingua
e cultura italiana, che risente oggi della dicotomia, per l’erogazione di un
medesimo servizio, tra personale docente di ruolo e personale assunto dagli
enti gestori. La proposta formulata in tale sede consiste nell’affidare le attività
di docenza nei corsi a docenti assunti in loco secondo modalità concorsuali
e sulla base di requisiti analoghi a quelli per i docenti della scuola assunti
in Italia, con un rapporto di lavoro a contratto, dipendenti dagli Uffici Scuola
dei Consolati. Tale proposta coniugherebbe il raggiungimento di uno status unitario
dei docenti, una loro diretta dipendenza dall’Ufficio Scuola e un risparmio
nei costi rispetto ai docenti di ruolo inviati dall’Italia. Essa presenta ovviamente
una serie di implicazioni normative e finanziarie, che di certo non possono
essere compiutamente valutate se non dall’Amministrazione centrale, di concerto
con il MIUR”. (de.it.press/