INFORM - N. 77 - 19 aprile 2007


RWANDA

Iniziato a Bruxelles il processo per l’uccisione di 10 Caschi blu

 

BRUXELLES - Si è aperto questa mattina presso la Corte d’assise di Bruxelles il processo contro il maggiore ruandese Bernard Ntuyahaga, accusato della morte dell’allora primo ministro Agathe Uwilingiyimana il 7 aprile 1994 e di dieci caschi blu belgi della locale missione ONU incaricati della sua protezione.

All’ex-ufficiale ruandese è formalmente accusato di “omicidio internazionale” e stamani era presente in aula per la prima udienza, durante la quale si stanno scegliendo i 12 membri della giuria e gli altrettanti sostituti di scorta. Ntuyahaga – secondo la procura – avrebbe ordinato l’uccisione del capo del governo poche ore dopo l’attentato in cui morì il presidente ruandese Juvenal Habyarimana, considerato “l’atto d’inizio” del genocidio che in pochi mesi provocò tra mezzo milione e 800.000 vittime. Il maggiore avrebbe condotto i caschi blu belgi nel cosiddetto ‘campo Kigali’, dove furono uccisi dai militari ruandesi con l’accusa di essere coinvolti nell’attentato contro l’aereo di Habyarimana, che stava atterrando nella capitale. La morte dei dieci caschi blu provocò l’immediata reazione del governo di Bruxelles, che ritirò il suo contingente dalla missione dell’Onu ‘Minuar’. Secondo l’atto d’accusa, l’imputato avrebbe anche ucciso un “numero imprecisato” di persone a Kigali e nella città di Butare; il processo, che dovrà concludersi entro otto settimane, prevede 150 testimonianze, tra cui quella del generale canadese Romeo Dallaire, criticato per non aver evitato la morte dei soldati belgi. Il maggiore Ntuyahaga – che si è sempre proclamato innocente – rischia l’ergastolo. È il terzo processo relativo al genocidio del 1994 che si svolge in Belgio, dopo la condanna nel 2001 di quattro ruandesi (tra cui due religiosi), per massacri nella zona di Butare, e di due commercianti nel 2005, per analoghi crimini commessi nel nord del paese. I principali responsabili del genocidio sono sotto processo presso il Tribunale internazionale per il Rwanda di Arusha (Tanzania), che finora ha emesso 28 condanne e 5 assoluzioni.(mz-Misna/Inform)

 


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