INFORM - N. 244 - 29 dicembre 2006


DIRITTI UMANI

Grido d’allarme dell’Associazione “Giuseppe Dossetti” per le condizioni di 400 eritrei detenuti nel carcere libico di Cufra

“Il Governo italiano ha il dovere di aiutare le popolazioni civili chiedendo il pieno rispetto dei diritti internazionali”

 

 ROMA -  Grido d’allarme dell’Associazione “Giuseppe Dossetti” per le condizioni di circa 400 eritrei , in gran parte donne e bambini ,detenuti nel carcere libico di Cufra.

“Mentre l’attenzione internazionale č in questi giorni concentrata sul conflitto somalo-etiopico, con tutte le disastrose conseguenze per le popolazioni civili, emerge un’altra grave violazione dei diritti umani per circa 400 eritrei da tempo imprigionati nel carcere libico di Cufra in attesa di essere restituiti all’Eritrea” denuncia l’associazione presieduta dalla sen. Ombretta Fumagalli Carulli .

L’associazione, chiede al Ministro degli Esteri Massimo D’Alema “un intervento per verificare le condizioni umane ed igienico-sanitarie “ dei 400 eritrei detenuti. “In particolare chiediamo di sapere– spiega Corrado Stillo, responsabile dell’Osservatorio di tutela civica dell’associazione (http://www.dossetti.it/- se le norme internazionali proteggano i cittadini eritrei entrati in Libia da eventuali, probabili, ritorsioni che subirebbero nel caso di un rimpatrio disposto dal Governo libico”.

“Libia ed Eritrea, cosě come Somalia ed Etiopia sono ex colonie italiane ed il Governo italiano ha il dovere di aiutare le popolazioni civili chiedendo nelle sedi internazionali il pieno rispetto dei diritti internazionali varati dalle Nazioni Unite”, sottolinea Stillo. (Inform)


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