SINDACATI
Spi-Cgil, che fine ha fatto la legge sulla
non autosufficienza?
ROMA - “La conferenza stampa del Presidente del Consiglio
definisce, opportunamente, le priorità del Governo. Spiace constatare come,
accanto alla indicazione di obiettivi ampiamente condivisibili, in continuità
con l’azione già intrapresa, il tema della non autosufficienza non sia stato
richiamato e posto tra le questioni urgenti e rilevanti da affrontare.” Lucio
Saltini, segretario nazionale dello Spi Cgil, commenta così la conferenza stampa
di fine anno del presidente del Consiglio, Romano Prodi.
“L’auspicio – chiarisce Saltini - è che si sia trattata di una semplice dimenticanza,
non potendo certo ritenere il primo stanziamento previsto in Finanziaria esaustivo
di un problema così rilevante per le persone coinvolte e per le loro famiglie.
Maggior preoccupazione desterebbe invece l’idea che il tema sia stato eluso
a seguito di una precisa scelta, dopo che per l’intera campagna elettorale,
e negli incontri con le parti sociali, l’assenza di una seria politica per la
non autosufficienza è stata giustamente indicata come uno dei principali limiti
del nostro sistema di welfare. Purtroppo le incertezze riscontrate nel dibattito
tra le forze politiche di maggioranza e l’assordante silenzio che accompagna
l’esigenza di un rilancio forte della legge 328/2000 (ben oltre le politiche
per la famiglia, pur necessarie) rendono credibile anche questa seconda interpretazione.”
“Ci auguriamo – conclude il segretario nazionale dello
Spi Cgil - che questo non corrisponda al vero, anche perché le organizzazioni
sindacali (confederali e dei pensionati) continueranno ad insistere per la approvazione
di una legge che sia coerente con quella promossa da Spi, Fnp e Uilp, in calce
alla quale sono state raccolte centinaia di migliaia di firme di cittadini e
cittadine.” (Inform)