ESTERI
Confermata
in appello la condanna a morte di Saddam Hussein: esecuzione entro un mese
D’Alema : Italia contraria alla pena capitale
ROMA – A Baghdad
I giudici hanno ribadito la responsabilità di Hussein
nel massacro di 148 sciiti dopo il fallito attentato alla sua vita nell’82.
L’ex rais è imputato anche in un secondo processo, iniziato nell’agosto scorso,
nel quale è accusato di genocidio per
la campagna di Anfal, condotta fra l’86 e l’89: migliaia di kurdi furono deportati
o sterminati.
Per l’amministrazione Bush la conferma della condanna
è una “importante pietra miliare” nel cammino verso il futuro dell’Iraq.
Il Vice presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri
Massimo D’Alema, invece, – si legge in una nota della Farnesina - conferma l’incondizionata
opposizione dell’Italia alla pena capitale. Il Ministro ribadisce, come avvenuto
in occasione del verdetto di prima istanza, pur nella ferma convinzione che
la piena verità debba essere acclarata e che la giustizia debba compiere il
suo corso, la preoccupazione per le ripercussioni che l’eventuale esecuzione
della sentenza potrebbe avere sul difficile processo di riconciliazione nazionale
in Iraq.(Inform)