INFORM - N. 242 - 27 dicembre 2006


SOLIDARIETA’

Due anni fa lo tsunami nel sud est asiatico

Più di tre milioni di persone nello Sri Lanka  aiutate dalla Protezione Civile italiana

 

ROMA – Due anni fa la tragedia dello tsunami, che sconvolse il sud est asiatico. Un anniversario che offre alla Protezione Civile italiana l’occasione per tracciare un bilancio delle attività coordinate dal Dipartimento in favore delle popolazioni colpite realizzate con i 48.718.079 euro donati dagli italiani (per la gran parte attraverso gli sms), da Agenzie, Enti e Associazioni e con 4.405.342 euro stanziati dal Dipartimento per gli oneri legati alla gestione degli interventi, per un totale di 53.123.422 euro. Più di tre milioni di persone nello Sri Lanka  aiutate dalla Protezione Civile italiana

Come precisato dal Capo Dipartimento Guido Bertolaso iniziative invece “adottate a livello locale in favore delle popolazioni colpite dallo tsunami per la raccolta di materiali di vario genere e gestite con indubbia superficialità e leggerezza, nulla hanno a che vedere con il programma di intervento promosso e coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile”.

Il programma degli interventi è stato seguito e monitorato da un Comitato dei Garanti – del quale hanno fatto parte Giorgio Napolitano, Giuliano Amato, Emma Bonino, Giulio Andreotti, Andrea Monorchio, Gianni Letta, Fernanda Contri e Ferdinando Salleo – e da una Commissione di controllo contabile e riguarda un totale di 56 interventi da realizzare nelle zone dello Sri Lanka colpite dallo tsunami.

Ad oggi, informa la Protezione Civile, ne sono stati completati e collaudati 47 per una spesa complessiva di 44.028.352 euro, tutte le opere strutturali sono state sottoposte a collaudo da parte di esperti del Dipartimento della Protezione Civile e sui rapporti finali per i progetti, che vengono chiusi, viene svolto un audit finanziario sul 100% dei documenti contabili.

Sono state ricostruite e riabilitate – informa la Protezione Civile - 2.210 abitazioni e alloggi familiari, 2.294 servizi igienici, fosse settiche e bagni comuni, ricostruiti e bonificati 517 pozzi e punti acqua, acquistate e distribuite 2.380 barche, motori e kit per la pesca, acquistate 18 navi pescherecce, costruiti 80 magazzini per lo stoccaggio e conservazione del pescato, acquistati e distribuiti 12.521 kit per il rilancio di attività artigianali, realizzati 29 corsi di formazione per il rilancio dell’economia locale, garantito l’accesso al microcredito per 7.000 famiglie, costruiti 4 ospedali e una banca del sangue, mantenuto in attività un ospedale da campo nell’area del nord est dove è in corso di ultimazione la costruzione di un nuovo ospedale, costruite 14 scuole, riabilitati 11 centri per le attività sociali per minori e un orfanotrofio e ricostruiti 11 edifici destinati ad attività di pubblica utilità.

Dei 56 progetti definiti dal programma generale degli interventi, 42 sono stati seguiti dalle ONG italiane che operano nello Sri Lanka e da altri soggetti attuatori. Di questi, 23 sono stati conclusi, 17 sono stati completati ma sono ancora in corso le relative attività di collaudo e di verifica contabile e 2 resteranno ancora attivi perché legati all’erogazione del microcredito e all’assistenza sanitaria svolta dall’ospedale da campo nella zona di Kinnya (nord est dello Sri Lanka).

I 14 progetti gestiti direttamente dal Dipartimento della Protezione Civile si sviluppano su 22 cantieri che, per dimensione economica, impegnano il 41% degli oltre 53 milioni di euro disponibili. Inoltre, il 72% dei cantieri realizzati si trova in “zone di conflitto” nelle aree ad est e nord est dello Sri Lanka, interessate quasi quotidianamente da scontri armati. A due anni dallo tsunami, dei 22 cantieri 7 sono stati chiusi e le opere completate, tutti gli altri interventi - precisa la Protezione Civile - saranno comunque gradualmente ultimati entro la prossima estate, sempre che siano assicurate accettabili condizioni di sicurezza.

I dati sulle attività svolte, i rapporti delle diverse strutture appositamente create per garantire la più completa attività di controllo possibile, gli aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei diversi interventi con le relative testimonianze fotografiche sono consultabili sul sito del Dipartimento della Protezione Civile: www.protezionecivile.it  che nel corso dei due anni di lavoro ha garantito, con i continui aggiornamenti, la massima trasparenza – si sottolinea - sull’impiego dei fondi donati dagli italiani per le popolazioni colpite dallo tsunami. Trasparenza certificata, appunto, dal Comitato dei Garanti e dalla Commissione di controllo contabile presieduta da un alto magistrato della Corte dei Conti. (Inform)

 


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