DIRITTI
Regione Toscana - Dialogo con Gheddafi
per il medico e le infermiere condannate
L'assessore Toschi: "Abbiamo curato
a Firenze i bimbi infettati dall'Aids anche per contribuire a creare le premesse
per una conclusione più giusta e umana della vicenda"
FIRENZE "La condanna a morte delle cinque infermiere
bulgare e del medico palestinese da parte del Tribunale di Tripoli turba la
coscienza internazionale."
Così esordisce Massimo Toschi, assessore alla cooperazione
internazionale, perdono e riconciliazione fra i popoli della Regione Toscana,
appresa la notizia della sentenza. "E' vero che ci sono ancor due gradi
di giudizio - prosegue Toschi - ma certo la situazione rischia di precipitare.
Come è noto - ricorda ancora Toschi -
Avendo incontrato le famiglie libiche, che hanno apprezzato
moltissimo l'assistenza e la cura ricevuta a Firenze - continua l'assessore
regionale - posso dire che il loro atteggiamento non era ispirato a desiderio
di vendetta, il loro obiettivo era ed è il futuro dei loro figli.
Io credo che ci siano ancora margini per evitare l'esecuzione
capitale. Lo domanda la civiltà del popolo libico e la sensibilità dei suoi
governanti, che ho avuto l'onore di conoscere. Scriverò - afferma Toschi - al
Capo di Gabinetto del colonnello Gheddafi, per condividere con lui l'opposizione
della Toscana a qualunque esecuzione capitale e la necessità di una giustizia
che sia al tempo stesso giusta e umana. Mai come oggi - conclude - non si può
inseguire la vendetta, ma si deve cercare la riconciliazione e il perdono. Si
è più forti a perdonare che ad eseguire la condanna capitale."(lpv-Inform)