INFORM - N. 238 - 19 dicembre 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

Per prima volta a Mar del Plata una laurea in lingua e cultura italiana

 

MAR DEL PLATA - Per la prima volta a Mar del Plata abbiamo una Laurea in Lingua e Cultura Italiana ottenuta a distanza attraverso il Consorzio ICON composto da 23 Università Italiane. La neolaureata è Angela Gomez la quale ha discusso la sua tesi di Laurea lunedì 11 dicembre dal Centro Informatico dell’UNMDP davanti a una commissione composta da 6 professori dell’Università di Siena. Dobbiamo aggiungere che anche per Siena era la prima volta che una tesi veniva discussa a distanza.

La Prima Voce - Angela, come hai deciso di seguire questo tipo di corso?

Angela Gomez - Innanzitutto perché qui a Mar del Plata non era possibile continuare i miei studi a livello universitario e perché ho capito subito che avrei imparato tanto quanto se stessi facendo il corso in Italia.

Quanto dura tutto il corso?

Sono tre anni di studio divisi in sei semestri alla fine dei quali vengono sostenuti gli esami finali. In tutto sono 29 esami più la tesi di laurea. Per la preparazione della tesi ci vuole un altro anno.

Il corso è gratuito?

No, il costo è di 1600 euro all’anno ma io ho avuto la possibilità di farlo con una borsa di studio della Fondazione San Paolo di Torino.

Come pensi di applicare adesso quanto hai imparato?

Tutto quello che riesco a imparare lo utilizzo sempre nelle mie lezioni. Secondo me insegnare è il lavoro più appassionante che si possa fare e insegnare una lingua che amo come l’italiano è senza dubbio il massimo, quindi sapere ogni giorno un po’ di più ed essere in grado poi di trasmetterlo sia ai miei studenti sia ai miei colleghi è ciò che ho sempre desiderato.

Parlaci un po’ della tesi.

Ho svolto una ricerca sull’importanza dell’uso delle attività ludiche nell’insegnamento dell’italiano e ho fatto un sondaggio fra gli insegnanti della provincia di Buenos Aires sull’uso o meno dei giochi in classe. Ho inoltre presentato un modello di unità didattica utilizzando un approccio ludico per dimostrare che i giochi possono essere utilizzati in ogni momento dell’insegnamento e non soltanto nella fase di motivazione.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Vorrei ringraziare tutti gli insegnanti che hanno risposto al questionario che ho inviato via mail e che mi ha permesso di svolgere il mio sondaggio. Un grazie particolare anche a tutti i miei studenti del Laboratorio di Lingue dell’Università che con la loro partecipazione attiva ad ogni attività che propongo in classe mi hanno spinta ad approfondire le mie indagini sull’importanza del gioco nell’apprendimento. E molto specialmente ringrazio il Dott. Daniel Antenucci che mi ha aiutata tanto per poter discutere la tesi presso il Centro Informatico della Facoltà di Scienze Esatte e senza i cui consigli non sarei riuscita a ottenere questa laurea. (Gustavo Velis-La Prima Voce/Inform)


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