INTERNAZIONALIZZAZIONE
Inaugurato
alla Farnesina il "Tavolo Golfo"
Quando l’Italia fa sistema per sostenere
la proiezione delle proprie imprese nel mondo
Bonino: "Il nostro Paese tornerà a
crescere solo se rafforzerà la sua presenza sui mercati mondiali"
Intini "Dobbiamo accelerare i nostri
interventi perché nessuna parte del mondo, oltre alla Cina, cresce come il Golfo"
ROMA - Lo sviluppo economico dei Paesi del Golfo Persico
offre alle imprese italiane importanti opportunità di cooperazione ed investimento.
Per cercare di sostenere la proiezione in questa vasta area geografica delle
nostre aziende, attraverso una coordinata strategia di promozione del Sistema
Italia, è stato inaugurato alla Farnesina il "Tavolo Golfo". Uno strumento
di concertazione, aperto alle amministrazioni pubbliche, al mondo delle imprese,
alla realtà universitaria e agli enti che si occupano d’internazionalizzazione,
che si prefigge di favorire le relazioni economiche fra l’Italia ed i sei Paesi,
Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar, che compongono
il Consiglio di Cooperazione del Golfo. L’attività del Tavolo sarà proseguita
da uno specifico gruppo di lavoro composto sia da dirigenti del Mae, del Ministero
del commercio internazionale e del Ministero dello sviluppo economico, sia dai
rappresentanti della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome,
di Confindustria, dell’Unioncamere, dell’Ice, della Conferenza dei rettori delle
università italiane, della Sace, della Simest, dell’Abi, dell’Enit e di Sviluppo
Italia.
"L’Italia - ha affermato il Ministro del Commercio
internazionale e delle politiche europee Emma Bonino aprendo i lavori del Tavolo
alla Farnesina - potrà tornare a crescere dal punto di vista economico solo
se saprà rafforzare la sua presenza sui mercati internazionali. A questo scopo
dobbiamo attrezzare le piccole e medie imprese affinché possano emergere nel
contesto mondiale".
"L’interesse condiviso per la sicurezza regionale
del Golfo - ha detto il Vice Ministro degli Affari Esteri Ugo Intini - rappresenta
una solida base solida per lavorare insieme ed è premessa fondamentale per lo
sviluppo di rapporti che devono crescere di pari passo con l’importanza dell’area.
Dobbiamo accelerare i nostri tempi d’intervento perché nessuna parte del mondo,
fatta eccezione per
"Bisogna muovere l’Italia all’estero come un sistema
unico - ha affermato il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali
Linda Lanzillotta - e fare in modo che le differenze del pluralismo istituzionale
e culturale diventino una valenza in più. In questo ambito anche le economie
locali devono essere protagoniste del nostro processo di internazionalizzazione,
ma le loro iniziative vanno inserite in un quadro di riferimento istituzionale
che dia certezze. Per questo motivo - ha proseguito il Ministro - stiamo lavorando
all’emanazione di un disegno di legge che definisca il potere estero delle regioni".
Il Direttore Generale del Mae per i Paesi del Mediterraneo
e del Medio Oriente Cesare Maria Ragaglini ha evidenziato come il "Tavolo
Golfo", oltre a tentare di superare le debolezze del sistema Italia nel
mondo attraverso iniziative concrete, si prefigga di accrescere la presenza
numerica e qualitativa delle nostre imprese in quest’area geografica. Ragaglini
ha inoltre annunciato che le prime sedute operative del gruppo di lavoro si
terranno entro la fine di gennaio. Giandomenico Magliano, Direttore Generale
per
"Nel Golfo - ha ricordato il Presidente dell’Istituto
per il Commercio estero (Ice) Umberto Vattani - dove il potere politico ed economico
è spesso nelle mani delle medesime persone, l’azione della diplomazia svolge
un ruolo di primaria importanza". Vattani ha sottolineato anche l’esigenza
di valorizzare le piccole e medie aziende italiane che, grazie al loro modo
agile ed artigianale di fare impresa, sanno adattarsi ai variegati mercati internazionali.
Oltre all’intervento dell’Amministratore delegato della Società italiana dei
crediti all’esportazione (Sace) Giorgio Tellini, che ha ricordato l’alto livello
di competitività e gli ingenti flussi di finanziari presenti nell’area del Golfo,
ricordiamo le parole di Massimo D’Aiuto, Amministratore delegato della Società
italiana per le imprese all’estero (Simest), che ha sostenuto l’esigenza di
creare in loco situazioni favorevoli alle piccole e medie aziende che, per avere
un migliore radicamento sul territorio, devono cercare di aggregarsi fra di
loro.
Durante l’incontro hanno inoltre preso la parola gli
Ambasciatori d’Italia che operano presso i Paesi del Consiglio di Cooperazione
del Golfo. La rapida carrellata delle testimonianze si è aperta con l’intervento
dell’Ambasciatore a Riad Eugenio D’Auria che ha auspicato un calendario di visite
più intenso da parte delle autorità italiane e una maggiore presenza in loco
delle nostre università. Giorgio Di Prestigiacomo, Ambasciatore
ad Al Kuwait, ha invece chiesto, anche al fine di intensificare i flussi
turistici verso l’Italia, di migliorare la percezione dell’immagine del nostro
Paese presso l’opinione pubblica di quel Paese. L’Ambasciatore a Manama Calogero
Di Gesù ha parlato del Bahrein e di come questa giovane democrazia, pur non
avendo importanti riserve energetiche, possa contare su di una solida economia
articolata intorno al settore di punta del turismo. Una realtà, quest’ultima,
dove possono trovare spazio i prodotti di alta qualità italiana. Dal canto suo
l’Ambasciatore a Doha Giuseppe Buccino Grimaldi ha evidenziato l’esigenza di
proporre progetti articolati e già definiti che possano attrarre i finanziamenti
di un Qatar in forte espansione economica. La necessità di presentare iniziative
già confezionate e consorziate fra varie imprese italiane è stata evidenziata
anche dall’Ambasciatore ad Abu Dhabi
Paolo Dionisi che ha inoltre chiesto una maggiore presenza in loco dell’Ice
e delle banche italiane.(Goffredo Morgia- Inform)