INFORM - N. 238 - 19 dicembre 2006


INTERNAZIONALIZZAZIONE

Inaugurato alla Farnesina il "Tavolo Golfo"

Quando l’Italia fa sistema per sostenere la proiezione delle proprie imprese nel mondo

Bonino: "Il nostro Paese tornerà a crescere solo se rafforzerà la sua presenza sui mercati mondiali"

Intini "Dobbiamo accelerare i nostri interventi perché nessuna parte del mondo, oltre alla Cina, cresce come il Golfo"

 

ROMA - Lo sviluppo economico dei Paesi del Golfo Persico offre alle imprese italiane importanti opportunità di cooperazione ed investimento. Per cercare di sostenere la proiezione in questa vasta area geografica delle nostre aziende, attraverso una coordinata strategia di promozione del Sistema Italia, è stato inaugurato alla Farnesina il "Tavolo Golfo". Uno strumento di concertazione, aperto alle amministrazioni pubbliche, al mondo delle imprese, alla realtà universitaria e agli enti che si occupano d’internazionalizzazione, che si prefigge di favorire le relazioni economiche fra l’Italia ed i sei Paesi, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar, che compongono il Consiglio di Cooperazione del Golfo. L’attività del Tavolo sarà proseguita da uno specifico gruppo di lavoro composto sia da dirigenti del Mae, del Ministero del commercio internazionale e del Ministero dello sviluppo economico, sia dai rappresentanti della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome, di Confindustria, dell’Unioncamere, dell’Ice, della Conferenza dei rettori delle università italiane, della Sace, della Simest, dell’Abi, dell’Enit e di Sviluppo Italia.

"L’Italia - ha affermato il Ministro del Commercio internazionale e delle politiche europee Emma Bonino aprendo i lavori del Tavolo alla Farnesina - potrà tornare a crescere dal punto di vista economico solo se saprà rafforzare la sua presenza sui mercati internazionali. A questo scopo dobbiamo attrezzare le piccole e medie imprese affinché possano emergere nel contesto mondiale". La Bonino ha inoltre sottolineato come l’attuale crescita dell’export italiano, + 7% entro la fine dell’anno, non sia però sufficiente a consolidare l’internazionalizzazione del nostro processo produttivo. Un percorso ad ostacoli che potrà essere superato solo in presenza di una migliore distribuzione dei nostri prodotti all’estero, del rafforzamento delle produzioni in loco e della concentrazione degli sforzi istituzionali su determinati contesti regionali. Per quanto riguarda il Golfo, dove sono già presenti oltre 200 imprese italiane, la Bonino ha auspicato un’accelerazione delle trattative per la creazione di un area di libero scambio fra Unione Europea e Consiglio del Golfo e uno stretto coordinamento fra tutti gli operatori del Sistema Italia volto a favorire l’internazionalizzazione delle nostre imprese. "Uniti possiamo vincere - ha spiegato il Ministro dopo aver annunciato l’organizzazione di un incontro per l’inizio di marzo fra le imprenditrici italiane e quelle del Golfo - divisi potremo invece superare qualche battaglia, ma alla lunga non sapremo valorizzare tutte le nostre potenzialità".

"L’interesse condiviso per la sicurezza regionale del Golfo - ha detto il Vice Ministro degli Affari Esteri Ugo Intini - rappresenta una solida base solida per lavorare insieme ed è premessa fondamentale per lo sviluppo di rapporti che devono crescere di pari passo con l’importanza dell’area. Dobbiamo accelerare i nostri tempi d’intervento perché nessuna parte del mondo, fatta eccezione per la Cina, cresce come il Golfo". Intini ha poi annunciato la visita, dal 12 al 15 gennaio prossimo, del Ministro degli esteri D’Alema in Arabia Saudita, nel Qatar e negli Emirati Arabi Uniti. Il Vice Ministro ha anche parlato dell’utilizzazione in questa regione della carta culturale. Una prerogativa tutta italiana che nel Golfo potrebbe essere giocata nel campo della lirica, attraverso l’offerta formativa per cantanti, tecnici e direttori d’orchestra, e dell’arte con la realizzazione di una mostra permanente ed itinerante, studiata per propagandare i settori dell’eccellenza italiana.

"Bisogna muovere l’Italia all’estero come un sistema unico - ha affermato il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali Linda Lanzillotta - e fare in modo che le differenze del pluralismo istituzionale e culturale diventino una valenza in più. In questo ambito anche le economie locali devono essere protagoniste del nostro processo di internazionalizzazione, ma le loro iniziative vanno inserite in un quadro di riferimento istituzionale che dia certezze. Per questo motivo - ha proseguito il Ministro - stiamo lavorando all’emanazione di un disegno di legge che definisca il potere estero delle regioni". La Lanzillotta si è inoltre detta favorevole alla realizzazione nel mondo di specifici uffici di riferimento che accompagnino le iniziative economiche delle regioni, purché però questo avvenga in una logica di sistema ed attraverso sportelli unici integrati per tutti i soggetti all’estero.

Il Direttore Generale del Mae per i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente Cesare Maria Ragaglini ha evidenziato come il "Tavolo Golfo", oltre a tentare di superare le debolezze del sistema Italia nel mondo attraverso iniziative concrete, si prefigga di accrescere la presenza numerica e qualitativa delle nostre imprese in quest’area geografica. Ragaglini ha inoltre annunciato che le prime sedute operative del gruppo di lavoro si terranno entro la fine di gennaio. Giandomenico Magliano, Direttore Generale per la Cooperazione economica e finanziaria multilaterale, ha dal canto suo sottolineato come il Tavolo operativo rappresenti un percorso di sviluppo concreto per le nostre imprese, in un’area che ancora per molti anni sarà la cassaforte energetica del mondo. "Spetta al governo - ha detto Magliano - il compito di mettere insieme la aziende affinché la sinergia fra export ed import vada a beneficio di tutto il sistema Italia". Da parte del Direttore Generale per la promozione degli scambi del Ministero del Commercio internazionale Gianfranco Caprioli è stato auspicato, al fine di favorire la competitività delle nostre imprese, l’adozione di mirate strategie volte alla promozione del sistema Italia, all’accompagnamento delle aziende proiettate verso l’estero e alla tutela del made in Italy.

"Nel Golfo - ha ricordato il Presidente dell’Istituto per il Commercio estero (Ice) Umberto Vattani - dove il potere politico ed economico è spesso nelle mani delle medesime persone, l’azione della diplomazia svolge un ruolo di primaria importanza". Vattani ha sottolineato anche l’esigenza di valorizzare le piccole e medie aziende italiane che, grazie al loro modo agile ed artigianale di fare impresa, sanno adattarsi ai variegati mercati internazionali. Oltre all’intervento dell’Amministratore delegato della Società italiana dei crediti all’esportazione (Sace) Giorgio Tellini, che ha ricordato l’alto livello di competitività e gli ingenti flussi di finanziari presenti nell’area del Golfo, ricordiamo le parole di Massimo D’Aiuto, Amministratore delegato della Società italiana per le imprese all’estero (Simest), che ha sostenuto l’esigenza di creare in loco situazioni favorevoli alle piccole e medie aziende che, per avere un migliore radicamento sul territorio, devono cercare di aggregarsi fra di loro.

Durante l’incontro hanno inoltre preso la parola gli Ambasciatori d’Italia che operano presso i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. La rapida carrellata delle testimonianze si è aperta con l’intervento dell’Ambasciatore a Riad Eugenio D’Auria che ha auspicato un calendario di visite più intenso da parte delle autorità italiane e una maggiore presenza in loco delle nostre università. Giorgio Di Prestigiacomo, Ambasciatore  ad Al Kuwait, ha invece chiesto, anche al fine di intensificare i flussi turistici verso l’Italia, di migliorare la percezione dell’immagine del nostro Paese presso l’opinione pubblica di quel Paese. L’Ambasciatore a Manama Calogero Di Gesù ha parlato del Bahrein e di come questa giovane democrazia, pur non avendo importanti riserve energetiche, possa contare su di una solida economia articolata intorno al settore di punta del turismo. Una realtà, quest’ultima, dove possono trovare spazio i prodotti di alta qualità italiana. Dal canto suo l’Ambasciatore a Doha Giuseppe Buccino Grimaldi ha evidenziato l’esigenza di proporre progetti articolati e già definiti che possano attrarre i finanziamenti di un Qatar in forte espansione economica. La necessità di presentare iniziative già confezionate e consorziate fra varie imprese italiane è stata evidenziata anche dall’Ambasciatore  ad Abu Dhabi Paolo Dionisi che ha inoltre chiesto una maggiore presenza in loco dell’Ice e delle banche italiane.(Goffredo Morgia- Inform)


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