MOSTRE
Successo
di pubblico al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Fiume
“Fiumani. La situazione di Fiume tra il
1920 e il 1940”
FIUME – Notevole successo di pubblico per la mostra “Fiumani
– La situazione di Fiume tra il 1920 e il 1940”, al Museo d'Arte moderna e contemporanea
(MMSU) di Fiume, autrice Daina Glavočić. Come già anticipato, la mostra
riunisce per la prima volta artisti di una fase artistica fiumana poco conosciuta,
di un periodo per molti anni rimasto nell’oblio, principalmente causa il grande
esodo che ha interessato le nostre terre, e di conseguenza la poca conoscenza
di questa fetta di storia. Alla cerimonia dell'inaugurazione è intervenuto anche
il sindaco Vojko Obersnel, mentre il percorso è stato illustrato dall'autrice,
dal direttore dell’ente museale fiumano Branko Franceschi e dagli autori dei
testi del catalogo d’accompagnamento, rispettivamente Irvin Lukežić e Nikola
Petković.
Franceschi ha spiegato che la mostra è stata allestita
con un “approccio multidisciplinare che ha coinvolto fin dall’inizio numerose
istituzioni fiumane, purtroppo – ha sottolineato – è venuta meno la collaborazione
con l’Archivio Museo Storico di Fiume a Roma. Il fine principale dell’esposizione
era quello di mostrare la situazione fiumana di quel periodo, senza estremismi
di alcun genere, come in realtà era. L’iniziativa è stata per noi, per il Museo,
una piattaforma di lancio, visto che si parla con il linguaggio universale quello
dell’arte, per chiarire e anche analizzare molti argomenti, dilemmi e ferite
ancora aperte, concernenti il passato burrascoso fiumano”. Franceschi ha rilevato
che il Museo, per quanto riguarda i testi del catalogo, è stata oggetto di “suggerimenti”
volti a strumentalizzare il fatto artistico in senso ideologico; il museo da
parte sua si è rifiutato categoricamente di sottostare a compromessi di ogni
tipo. Daina Glavočić ha parlato invece dell’aspetto tecnico della
mostra e del ricorso al termine “Fijumani”. “La dicitura è stata scelta per
contrassegnare una fase della nostra città, ossia quella della parentesi italiana,
quando il nome della città era Fiume. Con 'Fijumani', abbiamo voluto distinguere
tutti gli artisti che hanno operato in questo arco di tempo. La mostra – ha
spiegato la Glavočić – ha comportato diverse difficoltà, soprattutto
per la scarsa conoscenza dei fatti e della poca reperibilità delle opere. È
stato un progetto in cantiere da diverso tempo e che ora ha finalmente visto
la sua realizzazione. Questo – ha concluso l’autrice dell’allestimento – è solo
il primo passo, verso uno studio più attento della scena artistica fiumana".
L’esposizione propone un centinaio di opere di 29 artisti,
la maggior parte delle quali provengono dal fondo artistico del Museo d'arte
moderna e contemporanea, mentre un’altra grande fetta arriva da collezioni private.
La retrospettiva analizza attentamente due particolari correnti artistiche nate
e cresciute a Fiume, abbracciando pittori come Carlo Ostregovich, Josip Moretti-Zajc,
Francesco Pavacich, Giulio Lehmann, Oloferno Collavini, Felice Fabro de Santi,
Romolo Venucci, Ladislao de Gauss, Marcello Ostrogovich, Saftich e Pfau, Maria
Arnold, Miranda Raicich, Anita Antoniazzo Bocchina...
L’esposizione è divisa in due parti, una grande dedicata
al gruppo tradizionalista e l’altra più piccola a quello avanguardistico. Nella
seconda parte della mostra due sale sono occupate completamente dalle opere
di Venucci e di de Gauss. Inoltre, è presente pure un’installazione multimediale
del progetto Problemarket.com degli autori Emil Hrvatin, Davide Grassi e Igor
Stromajer.
In conclusione una gran bella mostra, molto particolare,
accompagnata da un ricco catalogo (purtroppo solo bilingue croato/inglese) con
molte foto a colori e attente biografie di tutti gli artisti della scena fiumana.
Una particolarità è rappresentata da alcuni quadri della Antoniazzo Bocchina,
che sono stati disegnati proprio nell'edificio dell’odierno MMSU, già “Scuola
femminile Emma Brentani”, parecchi decenni fa. La mostra resterà in visione
fino al prossimo 10 febbraio 2007, con orario martedì – domenica dalle 10 alle
13 e dalle 17 alle 20, chiuso lunedì e festivi.
Sulla mancata collaborazione tra l’Archivio Museo Storico
di Fiume a Roma e il Museo d'Arte moderna e contemporanea (MMSU) il presidente
della Società di Studi Fiumani - Archivio Museo Storico di Fiume Amleto Ballarini
ci ha risposto che la collaborazione è saltata “perché non abbiamo trovato un
punto di accordo nella stesura storica dei testi del catalogo della mostra.
Causa dunque le divergenze storiche, in primo luogo sulla quantificazione dell’esodo,
e anche diverse visioni della storia di Fiume nel periodo tra le due guerre,
non è stata possibile portare in porto la cosa. Il Museo non si è voluto adattare
alle nostre esigenze e noi per tanto abbiamo ritirato la nostra collaborazione".
(Gianfranco Miksa- La Voce del Popolo/Inform)