INFORM - N. 237 - 18 dicembre 2006


TRADIZIONI

Presepi napoletani al Westecher Italian Cultural Center di Tuckahoe (New York)

 

NEW YORK - Due autentici presepi napoletani potranno essere ammirati con decorrenza immediata presso il Westchester Italian Cultural Center, in Tuckahoe (New York). Geoffrey Claroni, direttore dei programmi del centro, precisa che i due presepi rimarranno esposti fino al 12 gennaio 2007, cioè dopo l’Epifania. Si potranno visitare il lunedì, il mercoledì ed il venerdì dalle 10 del mattino alle 2 pomeridiane o previo appuntamento in altro giorno ed orario, specialmente per scolaresche o gruppi. Geoffrey Clarone desidera far rilevare che i due presepi risalgono al 18.o secolo, epoca in cui il Presepe Napoletano raggiunse il massimo splendore e che entrambi non sono soltanto l’espressione del  vero significato del presepe, ma anche un momento di vita napoletana. Mentre li si ammira, tiene a dire Geoffrey Claroni, è come guardare al di sopra delle spalle di napoletani dell’epoca intenti alla loro vita di ogni giorno, mentre a pochi passi da loro avviene il più grande dei miracoli!.

Il presepe, tiene a far rilevare Geoffrey Cflaroni, è il simbolo centrale del Natale in Italia. È più della riproduzione d’una grotta, poiché vi è un po’ di tutto: oltre alla Sacra Famiglia, vi sono gli angeli, i Re Magi, i pastori, le pecorelle; venditori ambulanti intenti a vendere la loro merce; agricoltori intenti a lavorare nei campi; contadini che badano ai loro frutteti, pescatori intenti alla pesca a ridosso di stagni e laghetti o in riva a corsi d’acqua, e tutti cosi come andavano vestiti tre secoli fa. Insomma, guardare i due presepi, è come fare un tuffo nel tempo, anzi, due: il primo presepe, quello di Greccio, risalendo al 12.o secolo, quello napoletano al 18.o secolo.

Dei due presepi, il maggiore misura 64 piedi quadrati; (abbiamo 8 x 8= 64); l’altro misura 56 piedi quadrati (abbiamo 7 x 8= 56). Il primo è animato da una ottantina di pastori e animali, l’altro una cinquantina.

Il presepe più grande, come si potrà constatare, viene in atto sottoposto a dei restauri ed appositamente sono giunti da Napoli degli artisti specializzati; faranno in tempo a finire prima del giorno di Natale; senz’altro, prima dell’Epifania, e l’anno venturo sarà completo e non occorrerà il loro intervento.  

Il presepe più piccolo il centro è stato ceduto in prestito dalla Federazione delle Associazioni della Campania-USA, che riunisce tutti i sodalizi formati da raggruppamenti di originari ed oriundi della Campania. Ed è stata la Regione Campania a far regalo del presepe, nel 2003; poco dopo il crollo delle Torri Gemelle; il triste 11 settembre, appositamente chiamato “Presepio per la Pace”.

 Nicola Trombetta, presidente della federazione, unendo le sue lodi a quelle di Geoffrey Claroni, soggiungeva: “Non vi è presepe al mondo che possa competere con quelli napoletani”.

Il Claroni, nel sollecitare scuole e gruppi di persone ad andare a visitare i due presepi, consapevole che molte famiglie italiane per tradizione allestiscono presepi nelle loro case,  nel caso ve ne fossero talune disposte ad esporre i loro presepi, farebbe loro posto, per avere nel centro, l’uno accanto all’altro, prodotti di usanze familiari; lavori artigianali di dilettanti messi a paragone con capolavori di artisti.

Ciò premesso, si precisa che i due presepi sono esposti esattamente al n. One Generoso Pope Place in Tuckahoe, nel Westchester Italian Cultural Center. Incidentalmente, si rende noto che la Generoso Pope Foundation ha contribuito largamente, più di ogni altro ente, al finanziamento dei restauri per il primo presepe. E ciò non dovrebbe sorprendere; Generoso Pope, il suo fondatore, era originario della Campania; orgoglioso di esserlo, così come suo nipote, David Anthony Pope.

Per ulteriori informazioni, gli interessati potranno formare il n. (914) 771-8700.  (Antonino Ciappina-America Oggi/Inform)


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