TRADIZIONI
Presepi napoletani
al Westecher Italian Cultural Center di Tuckahoe (New York)
NEW YORK - Due autentici presepi napoletani potranno
essere ammirati con decorrenza immediata presso il Westchester Italian Cultural
Center, in Tuckahoe (New York). Geoffrey Claroni, direttore dei programmi del
centro, precisa che i due presepi rimarranno esposti fino al 12 gennaio 2007,
cioè dopo l’Epifania. Si potranno visitare il lunedì, il mercoledì ed il venerdì
dalle 10 del mattino alle 2 pomeridiane o previo appuntamento in altro giorno
ed orario, specialmente per scolaresche o gruppi. Geoffrey Clarone desidera
far rilevare che i due presepi risalgono al 18.o secolo, epoca in cui il Presepe
Napoletano raggiunse il massimo splendore e che entrambi non sono soltanto l’espressione
del vero significato del presepe, ma
anche un momento di vita napoletana. Mentre li si ammira, tiene a dire Geoffrey
Claroni, è come guardare al di sopra delle spalle di napoletani dell’epoca intenti
alla loro vita di ogni giorno, mentre a pochi passi da loro avviene il più grande
dei miracoli!.
Il presepe, tiene a far rilevare Geoffrey Cflaroni, è
il simbolo centrale del Natale in Italia. È più della riproduzione d’una grotta,
poiché vi è un po’ di tutto: oltre alla Sacra Famiglia, vi sono gli angeli,
i Re Magi, i pastori, le pecorelle; venditori ambulanti intenti a vendere la
loro merce; agricoltori intenti a lavorare nei campi; contadini che badano ai
loro frutteti, pescatori intenti alla pesca a ridosso di stagni e laghetti o
in riva a corsi d’acqua, e tutti cosi come andavano vestiti tre secoli fa. Insomma,
guardare i due presepi, è come fare un tuffo nel tempo, anzi, due: il primo
presepe, quello di Greccio, risalendo al 12.o secolo, quello napoletano al 18.o
secolo.
Dei due presepi, il maggiore misura
Il presepe più grande, come si potrà constatare, viene
in atto sottoposto a dei restauri ed appositamente sono giunti da Napoli degli
artisti specializzati; faranno in tempo a finire prima del giorno di Natale;
senz’altro, prima dell’Epifania, e l’anno venturo sarà completo e non occorrerà
il loro intervento.
Il presepe più piccolo il centro è stato ceduto in prestito
dalla Federazione delle Associazioni della Campania-USA, che riunisce tutti
i sodalizi formati da raggruppamenti di originari ed oriundi della Campania.
Ed è stata
Nicola Trombetta,
presidente della federazione, unendo le sue lodi a quelle di Geoffrey Claroni,
soggiungeva: “Non vi è presepe al mondo che possa competere con quelli napoletani”.
Il Claroni, nel sollecitare scuole e gruppi di persone
ad andare a visitare i due presepi, consapevole che molte famiglie italiane
per tradizione allestiscono presepi nelle loro case, nel caso ve ne fossero talune disposte ad esporre
i loro presepi, farebbe loro posto, per avere nel centro, l’uno accanto all’altro,
prodotti di usanze familiari; lavori artigianali di dilettanti messi a paragone
con capolavori di artisti.
Ciò premesso, si precisa che i due presepi sono esposti
esattamente al n. One Generoso Pope Place in Tuckahoe, nel Westchester Italian
Cultural Center. Incidentalmente, si rende noto che
Per ulteriori informazioni, gli interessati potranno
formare il n. (914) 771-8700. (Antonino
Ciappina-America Oggi/Inform)