GIORNATA
INTERNAZIONALE DEI MIGRANTI
Il saluto del
Presidente Napolitano “ai tanti stranieri immigrati in Italia e agli emigranti
italiani che contribuiscono allo sviluppo dei Paesi che li ospitano”
Italiani all’estero: “Spero che i nuovi,
come i vecchi emigrati, possano mettere a frutto le loro capacità e vedere realizzati
i propri progetti di vita. Ma spero anche che l’Italia sia in grado di offrire
loro la possibilità di tornare, trovando stessi supporti e opportunità che li
hanno motivati a partire”.
ROMA - “L’emigrazione
italiana ha subîto una drastica riduzione da diversi decenni e tuttavia non
si è mai interrotta. I nuovi emigranti sono ormai in misura limitata lavoratori
dipendenti e operai; si tratta soprattutto di tecnici, di imprenditori, di persone
altamente qualificate. E sono in forte incremento i laureati italiani che scelgono
di lavorare all’estero. Spero che i nuovi, come i vecchi emigrati, si trovino
a loro agio nei Paesi che li ospitano, che possano mettere a frutto le loro
capacità e vedere realizzati i propri progetti di vita. Tuttavia, spero anche
che il nostro Paese sia in grado di offrire loro la possibilità di tornare in
Patria, trovando gli stessi supporti e le stesse opportunità che li hanno motivati
a partire”. Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio
al Ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero in occasione della Giornata
Internazionale dei Migranti. Nel rivolgere “un saluto augurale ai tanti stranieri
immigrati in Italia e agli emigranti italiani che contribuiscono allo sviluppo
dei Paesi che li ospitano”, il Capo dello Stato ricorda che “l’Italia è oggi
soprattutto un Paese di immigrazione. Un’immigrazione – sottolinea - che contribuisce
a colmare carenze di manodopera, che consente alle imprese di produrre e alle
famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Gli immigrati rappresentano
ormai una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi
imprenditori. Si tratta di un’immigrazione che si radica positivamente: basti
pensare alla consistente presenza dei bambini nelle scuole o ai numerosi immigrati
che comprano casa e prodotti di consumo durevole”.
“Ma – avverte Napolitano - la strada dell’integrazione
è ancora lunga e va affrontata con coerenza e rigore. A tal fine è anzitutto
necessario che gli ingressi avvengano per via legale. Gli immigrati – prosegue
- - non devono più avere la paura di vivere in condizione irregolare e di sopportare
le conseguenze dell’emarginazione che alla irregolarità si associa. E’ soprattutto
cruciale evitare i gravissimi rischi collegati agli ingressi clandestini, che
troppo spesso avvengono per opera di organizzazioni che lucrano sul traffico
di vite umane e generano un flusso incontrollato che può anche includere componenti
criminali e che comunque provoca allarme nelle comunità nelle quale gli immigrati
devono potersi inserire”.
“D’altra parte – osserva il Capo dello Stato - la criminalità
che ha origine dall’immigrazione clandestina ha spesso come vittime gli stessi
immigrati: bambini e adulti ridotti a lavorare in condizioni estreme ed umilianti,
giovani donne costrette a prostituirsi, persone contrabbandate come merce di
nessun valore e talora costrette a subire vere e proprie forme di schiavitù.
Né - ammonisce - dobbiamo abituarci a
tollerare le morti strazianti che uomini, donne e bambini trovano sulle vie
di fuga da guerre, da conflitti interni, da situazioni di povertà e di carestia.
Dobbiamo impegnarci tutti, a livello nazionale, europeo ed internazionale –
esorta Napolitano - affinché le tante tragedie che ancora avvengono nei nostri
mari e nei deserti dell’Africa non accadano più”.
“Dare certezze al percorso migratorio fin dai Paesi di
origine, con regole che tutti devono rispettare, significa – sottolinea il Presidente
- far rientrare nella normalità un fenomeno che ormai contrassegna questo secolo.
La presenza di immigranti contribuisce alla crescita e alla modernizzazione
di un Paese e non solo sul piano economico. Anche sul piano sociale l’incontro
di costumi, tradizioni, culture e linguaggi diversi si intreccia e contribuisce
al dialogo, al confronto e alla convivenza in una moderna società”. (Inform)