INFORM - N. 237 - 18 dicembre 2006


GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MIGRANTI

Il saluto del Presidente Napolitano “ai tanti stranieri immigrati in Italia e agli emigranti italiani che contribuiscono allo sviluppo dei Paesi che li ospitano”

Italiani all’estero: “Spero che i nuovi, come i vecchi emigrati, possano mettere a frutto le loro capacità e vedere realizzati i propri progetti di vita. Ma spero anche che l’Italia sia in grado di offrire loro la possibilità di tornare, trovando stessi supporti e opportunità che li hanno motivati a partire”.

 

ROMA  - “L’emigrazione italiana ha subîto una drastica riduzione da diversi decenni e tuttavia non si è mai interrotta. I nuovi emigranti sono ormai in misura limitata lavoratori dipendenti e operai; si tratta soprattutto di tecnici, di imprenditori, di persone altamente qualificate. E sono in forte incremento i laureati italiani che scelgono di lavorare all’estero. Spero che i nuovi, come i vecchi emigrati, si trovino a loro agio nei Paesi che li ospitano, che possano mettere a frutto le loro capacità e vedere realizzati i propri progetti di vita. Tuttavia, spero anche che il nostro Paese sia in grado di offrire loro la possibilità di tornare in Patria, trovando gli stessi supporti e le stesse opportunità che li hanno motivati a partire”. Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio al Ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero in occasione della Giornata Internazionale dei Migranti. Nel rivolgere “un saluto augurale ai tanti stranieri immigrati in Italia e agli emigranti italiani che contribuiscono allo sviluppo dei Paesi che li ospitano”, il Capo dello Stato ricorda che “l’Italia è oggi soprattutto un Paese di immigrazione. Un’immigrazione – sottolinea - che contribuisce a colmare carenze di manodopera, che consente alle imprese di produrre e alle famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Gli immigrati rappresentano ormai una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi imprenditori. Si tratta di un’immigrazione che si radica positivamente: basti pensare alla consistente presenza dei bambini nelle scuole o ai numerosi immigrati che comprano casa e prodotti di consumo durevole”.

“Ma – avverte Napolitano - la strada dell’integrazione è ancora lunga e va affrontata con coerenza e rigore. A tal fine è anzitutto necessario che gli ingressi avvengano per via legale. Gli immigrati – prosegue - - non devono più avere la paura di vivere in condizione irregolare e di sopportare le conseguenze dell’emarginazione che alla irregolarità si associa. E’ soprattutto cruciale evitare i gravissimi rischi collegati agli ingressi clandestini, che troppo spesso avvengono per opera di organizzazioni che lucrano sul traffico di vite umane e generano un flusso incontrollato che può anche includere componenti criminali e che comunque provoca allarme nelle comunità nelle quale gli immigrati devono potersi inserire”.

“D’altra parte – osserva il Capo dello Stato - la criminalità che ha origine dall’immigrazione clandestina ha spesso come vittime gli stessi immigrati: bambini e adulti ridotti a lavorare in condizioni estreme ed umilianti, giovani donne costrette a prostituirsi, persone contrabbandate come merce di nessun valore e talora costrette a subire vere e proprie forme di schiavitù. Né -  ammonisce - dobbiamo abituarci a tollerare le morti strazianti che uomini, donne e bambini trovano sulle vie di fuga da guerre, da conflitti interni, da situazioni di povertà e di carestia. Dobbiamo impegnarci tutti, a livello nazionale, europeo ed internazionale – esorta Napolitano - affinché le tante tragedie che ancora avvengono nei nostri mari e nei deserti dell’Africa non accadano più”.

“Dare certezze al percorso migratorio fin dai Paesi di origine, con regole che tutti devono rispettare, significa – sottolinea il Presidente - far rientrare nella normalità un fenomeno che ormai contrassegna questo secolo. La presenza di immigranti contribuisce alla crescita e alla modernizzazione di un Paese e non solo sul piano economico. Anche sul piano sociale l’incontro di costumi, tradizioni, culture e linguaggi diversi si intreccia e contribuisce al dialogo, al confronto e alla convivenza in una moderna società”. (Inform)


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