INFORM - N. 235 - 14 dicembre 2006


ASSOCIAZIONISMO

Al convegno della Cne Rino Giuliani rilancia il ruolo delle associazioni a garanzia della pluralità delle voci

"La mancanza nel Cgie di una consistente presenza dell’associazionismo ha fatto prevalere le logiche di schieramento"

 

ROMA - Il convegno della Consulta nazionale dell’emigrazione sul ruolo dell’associazionismo sociale e la rappresentanza, svoltosi a Roma presso la Casa S. Bernardo, si è aperto con l’intervento del presidente della Cne Rino Giuliani ha in primo luogo auspicato l’apertura di una nuova fase dell’emigrazione italiana fondata sull’autonomia dei soggetti istituzionali, sulla valorizzazione delle diverse forme di rappresentanza e su di un diverso rapporto dell’associazionismo con le istituzioni. Giuliani, dopo aver ricordato la necessità di riformare i Comites ed il Cgie a causa dei limiti insiti nelle rispettive leggi istitutive, ha sottolineato sia il fondamentale ruolo delle associazioni nazionali e regionali che mantengono vivo i contatti fra i nostri connazionali all’estero e il patrimonio culturale della terra d’origine, sia la necessità di una piena autonomia propositiva della Cne che garantisca la pluralità delle voci anche nel confronto con le istituzioni e lo stesso Cgie.

"Nel Consiglio generale - ha spiegato Giuliani - poteva nascere un sistema organizzativo sul modello del Cnel dove nessuno è politicamente apolide, prevale il raggiungimento dei fini istituzionali e non si riproducono in maniera schematica problematiche di schieramento politico o partitico. In pratica il modello di un organo consultivo, temperato da un protagonismo responsabile delle rappresentanze che avrebbe fatto del Cgie la casa di tutti. Mi sembra - ha proseguito il presidente della Cne chiedendo più spazio per l’associazionismo all’interno del Consiglio Generale - che le decisioni prese dall’ultimo Cgie segnalino invece il dato oggettivo del prevalere delle logiche di schieramento e delle dialettiche partitiche. Questo è avvenuto a causa della mancanza nel Consiglio Generale di una più consistente presenza dell’associazionismo di promozione sociale. Una lacuna che ha azzerato l’autonomia di questo organismo di rappresentanza".

Per quanto poi riguarda la riforma del Cgie il presidente della Cne, ha definito "non esaustivo" il modello secondo il quale gli eletti dall’estero dovrebbero essere supportati da un Consiglio generale con funzioni di raccordo delle richieste dei nostri concittadini all’estero. Una prerogativa che spetterebbe invece alle associazioni, veri e propri strumenti intermedi in grado di fornire risposte puntuali alle domande delle nostre comunità. Un costante lavoro di prossimità, quest’ultimo, che, secondo Giuliani, legittima la partecipazione della Cne ai lavori dalla commissione che potrebbe essere istituita per riordinare razionalmente il complesso delle rappresentanze in emigrazione. "Il problema della revisione del Cgie - ha poi affermato Giuliani - non è nel riequilibrio della presenza dei partiti che la legge istitutiva prevede in un certo numero, quanto nella revisione dei criteri che penalizzano la componente associativa a vantaggio di rappresentanti ministeriali e delle forze politiche che potrebbero dare in forma diversa un contributo".

Giuliani, dopo aver chiesto adeguati ed autonomi spazi d’azione e di rappresentanza per un associazionismo al servizio degli italiani nel mondo svincolato dai partiti ma attento alle vicende politiche, ha auspicato la partecipazione della Cne ad un tavolo di confronto permanente con le istituzioni sui fatti salienti della vita delle comunità. Un luogo di consultazione che, oltre a favorire il rinnovamento dell’intero circuito al servizio degli italiani all’estero, dovrebbe dare voce ad un associazionismo che continua a crescere ed ha dimostrato di saper garantire il contatto con le comunità all’estero nel divenire delle trasformazioni sociali.

"Noi non respingiamo l’invito a rinnovarci - ha proseguito Giuliani chiedendo a tutto il mondo dell’associazionismo di riconoscersi nel comune denominatore rappresentato dagli interessi degli italiani all’estero - ma rivendichiamo nelle relazioni con gli altri soggetti di rappresentanza delle comunità nel mondo la pratica di regole condivise. L’associazionismo in generale, non solo quello rappresentato dalla Cne, ma anche quello regionale, deve avere occasioni nazionali per far sentire il suo peso e la sua voce". Un futuro, quello della Cne, votato al rinnovamento e all’autonomia, in cui si cercherà di portare avanti un’iniziativa unitaria basata sulle esigenze delle comunità e su un forte legame con l’Italia di oggi e del futuro. Una modernizzazione dell’associazionismo che sarà definita, nei contenuti, nei tempi e nelle modalità, in occasione del prossimo Ufficio di Presidenza della Cne.

Giuliani ha infine valutato positivamente la mozione, firmata anche dal senatore Micheloni, che prevede l’istituzione di una Commissione permanente per gli italiani all’estero. Un buon punto di partenza per una riarticolazione funzionale della rappresentanza che la Cne cercherà di valorizzare al meglio attraverso un’idonea azione propositiva

Dopo la relazione del prof. Pugliese del CNR e la relazione su un’inedita ricerca sulle Consulte regionali fatta da Laura Garavini della UIM (v. DOCUMENTAZIONE in questo numero di Inform, ndr) sono, in particolare, intervenuti nel dibattito, concordando con la relazione introduttiva, Mollicone (CTIM), Volpini (ACLI), Ricci (FILEF), Ortu (AITEF),  De Gaudenz (UNAIE). Bosio (AIE), Lorenzi (Azzurri nel Mondo). I lavori sono stati chiusi da p. Principe (CSER). .(G.M.-Inform)

 


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