ASSOCIAZIONISMO
Al convegno della Cne Rino Giuliani rilancia
il ruolo delle associazioni a garanzia della pluralità delle voci
"La mancanza nel Cgie di una consistente
presenza dell’associazionismo ha fatto prevalere le logiche di schieramento"
ROMA - Il convegno
della Consulta nazionale dell’emigrazione sul ruolo dell’associazionismo sociale
e la rappresentanza, svoltosi a Roma presso
"Nel Consiglio generale - ha spiegato Giuliani - poteva
nascere un sistema organizzativo sul modello del Cnel dove nessuno è politicamente
apolide, prevale il raggiungimento dei fini istituzionali e non si riproducono
in maniera schematica problematiche di schieramento politico o partitico. In
pratica il modello di un organo consultivo, temperato da un protagonismo responsabile
delle rappresentanze che avrebbe fatto del Cgie la casa di tutti. Mi sembra
- ha proseguito il presidente della Cne chiedendo più spazio per l’associazionismo
all’interno del Consiglio Generale - che le decisioni prese dall’ultimo Cgie
segnalino invece il dato oggettivo del prevalere delle logiche di schieramento
e delle dialettiche partitiche. Questo è avvenuto a causa della mancanza nel
Consiglio Generale di una più consistente presenza dell’associazionismo di promozione
sociale. Una lacuna che ha azzerato l’autonomia di questo organismo di rappresentanza".
Per quanto poi riguarda la riforma del Cgie il presidente
della Cne, ha definito "non esaustivo" il modello secondo il quale
gli eletti dall’estero dovrebbero essere supportati da un Consiglio generale
con funzioni di raccordo delle richieste dei nostri concittadini all’estero.
Una prerogativa che spetterebbe invece alle associazioni, veri e propri strumenti
intermedi in grado di fornire risposte puntuali alle domande delle nostre comunità.
Un costante lavoro di prossimità, quest’ultimo, che, secondo Giuliani, legittima
la partecipazione della Cne ai lavori dalla commissione che potrebbe essere
istituita per riordinare razionalmente il complesso delle rappresentanze in
emigrazione. "Il problema della revisione del Cgie - ha poi affermato Giuliani
- non è nel riequilibrio della presenza dei partiti che la legge istitutiva
prevede in un certo numero, quanto nella revisione dei criteri che penalizzano
la componente associativa a vantaggio di rappresentanti ministeriali e delle
forze politiche che potrebbero dare in forma diversa un contributo".
Giuliani, dopo aver chiesto adeguati ed autonomi spazi d’azione
e di rappresentanza per un associazionismo al servizio degli italiani nel mondo
svincolato dai partiti ma attento alle vicende politiche, ha auspicato la partecipazione
della Cne ad un tavolo di confronto permanente con le istituzioni sui fatti
salienti della vita delle comunità. Un luogo di consultazione che, oltre a favorire
il rinnovamento dell’intero circuito al servizio degli italiani all’estero,
dovrebbe dare voce ad un associazionismo che continua a crescere ed ha dimostrato
di saper garantire il contatto con le comunità all’estero nel divenire delle
trasformazioni sociali.
"Noi non respingiamo l’invito a rinnovarci - ha proseguito
Giuliani chiedendo a tutto il mondo dell’associazionismo di riconoscersi nel
comune denominatore rappresentato dagli interessi degli italiani all’estero
- ma rivendichiamo nelle relazioni con gli altri soggetti di rappresentanza
delle comunità nel mondo la pratica di regole condivise. L’associazionismo in
generale, non solo quello rappresentato dalla Cne, ma anche quello regionale,
deve avere occasioni nazionali per far sentire il suo peso e la sua voce".
Un futuro, quello della Cne, votato al rinnovamento e all’autonomia, in cui
si cercherà di portare avanti un’iniziativa unitaria basata sulle esigenze delle
comunità e su un forte legame con l’Italia di oggi e del futuro. Una modernizzazione
dell’associazionismo che sarà definita, nei contenuti, nei tempi e nelle modalità,
in occasione del prossimo Ufficio di Presidenza della Cne.
Giuliani ha infine valutato positivamente la mozione, firmata
anche dal senatore Micheloni, che prevede l’istituzione di una Commissione permanente
per gli italiani all’estero. Un buon punto di partenza per una riarticolazione
funzionale della rappresentanza che
Dopo la relazione del prof. Pugliese del CNR e la relazione su un’inedita ricerca sulle Consulte regionali fatta da Laura Garavini della UIM (v. DOCUMENTAZIONE in questo numero di Inform, ndr) sono, in particolare, intervenuti nel dibattito, concordando con la relazione introduttiva, Mollicone (CTIM), Volpini (ACLI), Ricci (FILEF), Ortu (AITEF), De Gaudenz (UNAIE). Bosio (AIE), Lorenzi (Azzurri nel Mondo). I lavori sono stati chiusi da p. Principe (CSER). .(G.M.-Inform)