FONDI ARCHIVISTICI
Alla Fondazione Cassamarca di Treviso l’archivio
della Biblioteca del giornalista e storico Ives Bizzi
TREVISO - Si è svolta il 13 dicembre, presso la sede di Fondazione Cassamarca di Treviso, la cerimonia di conferimento dell’archivio della Biblioteca dello scomparso giornalista e storico Ives Bizzi alla Fondazione Cassamarca.
Erano presenti alla manifestazione il Presidente della Fondazione Cassamarca, Dino De Poli, la signora Teresa Giacobino, compagna di Bizzi, il sindaco del Comune di Ceneselli (Rovigo) ove Bizzi è nato e del Comune di Susegana dove risiedeva fino alla scomparsa.
Il fondo archivistico di Ives Bizzi è stato depositato per volontà della vedova e compagna signora Teresa Giacobino nel corso del 2005 e parzialmente anche nel 2006.
In precedenza la documentazione si trovava presso la casa di abitazione già di Ives Bizzi a Colfosco di Susegana (Treviso). La documentazione d’archivio è stata riordinata e inventariata; viene pertanto messa a disposizione della consultazione di storici e ricercatori.
Essa è custodita
presso gli Archivi Contemporanei di Storia Politica, l’Istituto culturale che
Il fondo consiste in n. 36 unità archivistiche (buste), raggruppate in 10 serie: Resistenza nel Trevigiano e nel Veneto (n. 11 buste) Resistenza nel Polesine (n. 2 buste) Lotte nella Marca (n. 1 busta) Storia del Polesine (n. 3 buste) Attività politica (n. 1 busta) Cultura veneta e cultura varia (n. 1 busta) Pace, Amicizia, Collaborazione - P.A.C. (n. 2 buste) L’Unità: corrispondenze (n. 6 buste)
Varie (n. 4 buste) Audiovisivi (n. 5 buste)
Al fondo archivistico sono aggregate le riviste in edizione originale o in edizioni anastatiche
L’importante fondo archivistico e la collegata biblioteca dell’esponente della sinistra polesana e trevigiana si inserisce negli Archivi Contemporanei che Fondazione Cassamarca ha avviato sin dal 2003, con un’operazione di grande respiro culturale, finalizzata alla raccolta, conservazione e valorizzazione della documentazione politica del Veneto, prodotta da Partiti politici, Sindacati, esponenti della vita politica e sociale, a partire dalla Liberazione fino ai giorni ostri.
Questo archivio risulta di grande interesse e di straordinaria importanza, non solo per la mole della documentazione raccolta durante tutta una vita, ma soprattutto per la rarità dei testi: documenti originari prodotti da esponenti della Resistenza veneta o da Corpi Militari della stessa, che furono consegnati a Ives Bizzi; una collezione di centinaia di interviste effettuate da Ives Bizzi ad altrettanti protagonisti veneti del movimento di Liberazione; appunti di studi e ricerche condotte per scrivere la storia del movimento operaio palesano, le vicende delle lotte contadine del primo dopoguerra e la storia della Resistenza veneta; una completa raccolta di articoli scritti quale corrispondente de “L’Unità” dal 1960 al 1973.
Altrettanto eccezionale è la vastissima biblioteca costruita da Bizzi a partire dal suo periodo scolastico fino alla morte. In essa sono racchiusi interessi culturali di vario tipo, con una specializzazione sulla storia della sinistra italiana e mondiale. In pratica costituisce un compendio pressoché completo di quanto di più completo e raro è stato pubblicato sui partiti politici marxisti d’Italia, dell’Europa, dell’Unione Sovietica, della Repubblica Democratica Tedesca, del Vietnam e di Cuba.
La consistente collezione di testi è arricchita dalla presenza di alcune prestigiose collezioni di riviste della sinistra, a iniziare da L’Unità e da Rinascita.
La decisione di donare alla Fondazione Cassamarca la documentazione è stata presa dalla vedova di Ives Bizzi, signora Teresa Giacobino, nota imprenditrice dell’editoria trevigiana che lui aveva conosciuto durante l’impegno resistenziale.
La personalità del produttore dell’archivio è piuttosto nota agli studiosi del Novecento veneto.
IVES BIZZI
Nato a Ceneselli
(Rovigo) nel
Nell’opera autobiografica
intitolata La scelta (2002) Ives Bizzi illustra le motivazioni e le tappe attraverso
le quali è maturata la sua esperienza civica di uomo impegnato nella società
contemporanea, rimasto operoso fino alla sua morte avvenuta nel novembre del