INFORM - N. 233 - 12 dicembre 2006


RASSEGNA STAMPA

Da “La Padania

La richiesta nata alla convention dei padani nel mondo

Una nuova legge per gli elettori all’estero

 

La Giunta per le elezioni ha deciso di ricontare e controllare solo le schede bianche, nulle e contestate di sette regioni italiane. Esclusivamente nel caso in cui ci fossero ancora dei sospetti si aprirebbero le urne degli italiani all’estero. Eppure, subito dopo le elezioni politiche, diversi erano stati gli episodi che avevano suscitato stupore e sdegno. Molti di questi episodi, schede mai arrivate o pervenute con allegato del materiale informativo di Romano Prodi, erano stati raccolti anche dal nostro quotidiano. Dopo i sospetti arrivò addirittura un video in cui veniva dimostrato come gli esiti di quelle elezioni erano stati pilotati. E per rendere tutto più surreale il caso della cassetta Tv aveva come protagonista un’esponente diessino “defraudato” del seggio da uno della Margherita. In un’escalation di accuse molti avevano quindi sollevato dei dubbi sulla legittimità del voto degli italiani all’estero. Proprio lo scorso fine settimana a Padenghe si è riunita la Prima Convention dei Padani nel Mondo coordinata dal responsabile Stefano Stefani. Nel dibattito tenutosi durante la riunione è emerso che alla legge elettorale per le circoscrizioni estere devono essere apportate delle modifiche.

In particolare i rappresentanti della Lega Nord all’estero hanno evidenziato alcune criticità in ambito attuativo della norma attualmente in vigore. Innanzitutto le liste elettorali dell’Aire, l’anagrafe degli italiani all’estero, erano (o meglio sono) incomplete o errate; ciò è determinato sia dai ritardi con cui i Comuni/Consolati comunicano ove il Cittadino Italiano è residente all’estero sia dalla mancata comunicazione da parte dei Cittadini Italiani già iscritti all’Aire, di una nuova residenza; è evidente che le liste Aire, è scritto nel documento redatto a Padenghe, devono essere sempre puntualmente aggiornate. Inoltre i rappresentanti dei Padani all’estero hanno sottolineato come ci sia una mancanza assoluta di controlli nelle spedizioni e nelle ricezioni delle buste elettorali, permettendo quindi la possibilità concreta di sottrarre e manipolare schede e pertanto voti; così come non c’è stato un controllo su chi ha ricevuto la scheda elettorale per verificare se ha effettivamente provveduto ad esprimere il voto direttamente.

Per tutta questa serie di motivazioni i partecipanti alla convention hanno proposto ai Parlamentari della Lega Nord di presentare un Disegno di Legge, opportunamente rielaborato, «che tenga conto di quanto sopra riportato, che valuti anche le esperienze di altri Stati in materia di votazione per corrispondenza (anche se in alcuni casi si riferiscono ad elezioni di autorità locali) come ad esempio Svizzera, Stati Uniti, Regno Unito e Nuova Zelanda, e che inoltre, dia l’opportunità di votare presso un seggio in tutte le città o realtà che lo permettano, ossia, nelle località che dispongono di una sede istituzionale come Consolati, Ambasciate o, ancora, enti Ufficiali Italiani, previa verifica della presenza in loco di un numero congruo di votanti che ne giustifichi l’allestimento; che valuti la previsione di far spedire il certificato elettorale dall’Ambasciata/Consolato e che contenga l’indicazione del seggio di competenza; che valuti la previsione per chi fosse impossibilitato a recarsi al seggio, di poter sempre votare per corrispondenza, dopo aver fatto personale richiesta al Consolato della scheda elettorale».

L’intento è chiaro: far sì che venga realmente rispettata la volontà degli elettori che vivono all’estero. (La Padania, Milano)

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