RASSEGNA
STAMPA
Da
“Il Giornale,it”, 12.12.2006
E Forza Italia chiede di tornare alle urne
Romagnoli, eletto nella circoscrizione
Europa, pronto alle dimissioni
ROMA - Controllare il voto all'estero? Una missione impossibile.
«Un conto è fare l'inventario di anomalie che possono essere corrette ma qui
è un tale caos che non si capisce neppure bene da dove iniziare». Gregorio Fontana,
capogruppo di Forza Italia nella giunta per le elezioni della Camera, evita
di girare troppo intorno a un problema che a molti appare insolubile. E detta
la sua proposta: «Bisogna ripetere il voto all'estero». «Stanno emergendo in
maniera molto evidente le irregolarità»,
spiega. «C'è il lungo elenco di anomalie presentato dal
presidente dell'ufficio centrale all'estero, Claudio Fancelli. Ci sono due esposti
presentati alla Procura di Roma per i quali mi risulta che i magistrati abbiano
avviato le rogatorie. Dunque non credo che siano denunce fondate sul nulla.
Aspettiamo fiduciosi. I casi clamorosi non mancano. Per esempio il fatto che
una grande quantità di elettori non ha mai ricevuto le schede ma risulta dai
verbali che ha votato. Significa che qualcuno si è impossessato di alcune schede,
ha votato e le ha rispedite. E non si tratta di suffragi ininfluenti perché
al Senato il riconteggio all'estero potrebbe risultare determinante».
Il rebus del voto all'estero appare talmente intricato
e di difficile soluzione che perfino gli stessi eletti non nascondono il loro
disorientamento. Massimo Romagnoli, deputato di Forza Italia eletto nella circoscrizione
Europa, è il più deciso nel prendere una posizione netta e nello sposare la
proposta di Fontana di rifare il voto. «Per noi non c'è problema.
La proposta è assolutamente sensata. Siamo disposti a
rimettere in moto la macchina e a ripartire, tanto le nostre 8.500 preferenze
sono di provenienza specchiata, al contrario di quelle di altri», dicono dallo
staff di Romagnoli. «D'altra parte tutti noi, al momento dello spoglio, ci siamo
resi conto della confusione e delle irregolarità che si stavano verificando».
Dubbi sulle modalità del voto e dello scrutinio, Romagnoli
le aveva manifestate da sempre. All'indomani del voto il deputato azzurro si
era infatti spinto più in là degli altri,
chiedendo un gesto di trasparenza generale. «Gli italiani
eletti all'estero non sono legati alle poltrone. Nonostante io sia stato eletto,
sono pronto a sospendere la mia carica affinché
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