UNO
STUDIO DELLA UIM
Analisi comparata dei siti istituzionali
delle Regioni con particolare attenzione alla tematica dei corregionali all’estero
Premessa
Sin dalla propria fondazione
Già nel 2005
Con la scelta e la premiazione della Regione più meritevole
Nota metodologica
Ogni Regione ha utilizzato criteri diversi nella predisposizione
del proprio sito. Questo ha reso più difficile comparare tra loro i siti istituzionali
delle 20 Regioni italiane (per il Trentino Alto Adige si sono presi in esame
due siti: quello della Provincia di Trento e quello della Provincia di Bolzano).
Al fine di rendere la valutazione il più oggettiva possibile
la predisposizione di accorgimenti tecnici per agevolare
l’accesso alle informazioni, senza dover ricorrere al motore di ricerca del
sito, la presenza delle leggi in materia di emigrazione, la facilità di accesso
alle informazioni sui finanziamenti e l’aggiornamento dei bandi, la trattazione
di tematiche di particolare interesse per i corregionali all’estero (cittadinanza,
voto, questioni previdenziali e sanitarie, rientro), la presenza di un coordinamento
tra le politiche regionali per l’emigrazione quelle relative alle questioni
internazionali, l’indicazione degli indirizzi delle sedi associative di corregionali
all’estero, l’indicazione dei nominativi e degli indirizzi dei componenti delle
consulte, la presenza di notizie aggiornate di attualità,
la segnalazione dei corsi di formazione offerti per corregionali emigrati, in
Regione e all’estero, la predisposizione di un corso telematico di lingua e
cultura italiana, l’esistenza di una sezione dedicata alla storia dell’emigrazione
regionale, l’esistenza di una sezione riepilogativa sui dati dei corregionali
emigrati e rientrati.
Gli italiani all’estero: una priorità solo
per sette Regioni su venti
Soltanto sette Regioni su venti danno immediata visibilità
ai corregionali all’estero, citandoli sulla loro Home page e prevedendo l’accesso
diretto ad uno spazio predisposto ad hoc per loro. Si tratta di Piemonte, Emilia
Romagna, Provincia di Trento, Friuli Venezia Giulia, Marche, Basilicata, e Calabria
(anche se quest’ultima prevede però il solo accesso ad una rivista on-line per
i calabresi nel mondo).
Soprattutto i primi cinque siti sono da prendere a modello,
per accessibilità, chiarezza di impostazione e contenuti.
Quasi la metà delle Regioni (9 su 20) non prevede l’accesso
diretto dalla home page alle tematiche dell’emigrazione. Mediamente il percorso
ad ostacoli prevede dai due ai quattro passaggi prima di arrivare allo spazio
interessato. Spesso l’iter da seguire è poco intuibile e tra l’altro i percorsi
sono molto differenti tra Regione e Regione.
Ben cinque Regioni invece (vale a dire addirittura un
quarto) non prevedono nei loro siti ufficiali nessuna parte specifica dedicata
ai corregionali all’estero e questo nonostante siano Regioni storicamente molto
interessate da ondate migratorie. Anche utilizzando il motore di ricerca interno
alla voce “emigrazione”, “emigrati” o “corregionali nel mondo” non si ottengono
risultati di rilievo. Si tratta di Lazio, Valle D’Aosta, Abruzzo, Molise e Lombardia.
In parte tale carenza è stata sopperita dalla predisposizione di siti da parte
di associazioni operanti a livello territoriale (si veda Lazio, Molise e Lombardia).
Ciò non toglie però che manchi un punto di riferimento istituzionale.
Tra l’altro proprio i siti di queste cinque Regioni presentano
spesso altri indicatori negativi. Ad esempio è molto difficile recuperare le
leggi regionali in materia di emigrazione. Così come non presentano nessun tipo
di informazione su materie di particolare interesse per i corregionali all’estero.
Altrettanto oscuri restano l’ammontare e le modalità di accesso a finanziamenti
per gli emigrati.
Accesso alla legislazione e ai finanziamenti
sull’emigrazione: una chimera per più della metà dei corregionali all’estero
Su parecchi siti si registra una mancanza di visibilità
dei finanziamenti in materia di emigrazione e l’assenza di indicazioni dettagliate
sui corsi di formazione previsti dalle Regioni per i connazionali all’estero
o appena rientrati.
Nei siti di un terzo delle Regioni è piuttosto complicato
recuperare le leggi di riferimento in materia di emigrazione. Per Molise, Lombardia,
Lazio, Valle D’Aosta e pure Friuli Venezia Giulia e Sardegna è arduo rintracciare
le leggi regionali che forniscono gli elementi necessari per ricorrere ai finanziamenti
regionali per l’emigrazione.
La situazione è ancora più problematica se si cercano
informazioni sui finanziamenti previsti per i corregionali all’estero. Oltre
la metà delle Regioni sui loro siti non fornisce affatto indicazioni su questo
aspetto. Altre due Regioni, dai cui siti si accede facilmente alle pagine relative
ai finanziamenti per l’emigrazione, non hanno però provveduto ad aggiornare
gli importi indicati.
Risultano essere quindi 9 le Regioni (Piemonte, Veneto,
Campania, Toscana, Marche, Provincia di Trento, Sardegna, Liguria e Puglia)
che rendono ben visibile l’entità e le modalità di accesso ai contributi in
materia di emigrazione. (in termini percentuali la popolazione di queste 9 Regioni
corrisponde a solo il 43% dei connazionali all’estero).
Sono pochissime le Regioni che forniscono gli indirizzi
dei componenti delle Consulte regionali all’emigrazione. Costoro potrebbero
fungere da referente per ottenere maggiori informazioni in materia di finanziamenti
all’emigrazione. Ma se è vero che due terzi dei siti (14/20) presentano l’elenco
aggiornato dei componenti della Consulta e anche l’indirizzario delle sedi delle
associazioni regionali operanti all’estero, è raro invece che vengano indicati
gli indirizzi dei singoli membri anche se residenti all’estero. Ai corregionali
viene quindi di fatto reso difficile individuare i canali informativi idonei
a garantire l’accesso ai finanziamenti predisposti.
Nella quasi totalità dei siti (fanno eccezione solo il
Piemonte e l’Emilia Romagna) si osserva un aspetto che potrebbe essere oggetto
di miglioramenti: Non c’è il minimo collegamento tra lo spazio rivolto ai corregionali
all’estero e tutte le altre questioni regionali relative all’area di intervento
internazionale. Ad esempio le questioni legate alla internazionalizzazione delle
imprese regionali oppure le iniziative di promozione culturale della Regione
all’estero oppure i progetti di cooperazione internazionale sono completamente
a sé stanti e distinti dalle tematiche sui corregionali nel mondo. Sembra quasi
che all’interno delle singole Regioni non ci siano sinergie tra le politiche
regionali all’emigrazione e quelle che curano i rapporti internazionali. Ci
sembra invece che sarebbe di estremo interesse, sia per i corregionali all’estero,
sia per i potenziali utenti delle iniziative regionali residenti in Regione
oltre che per
Informazioni on-line
Oltre la metà delle Regioni (12/20) e precisamente: Provincia
di Trento, Molise, Piemonte, Calabria, Toscana, Marche, Sicilia, Sardegna, Basilicata,
Veneto, Puglia ed Emilia Romagna) si sono dotate di un bollettino informativo
on-line, rivolto ai corregionali nel mondo. Le riviste raccontano delle iniziative
messe in campo dalle diverse associazioni regionali operanti a livello territoriale.
Raccolgono inoltre notizie di attualità inerenti le materie dell’emigrazione,
oltre che i provvedimenti regionali al riguardo. Spesso sui bollettini on-line
vengono presentate le storie di singoli emigrati.
Indipendentemente dalla predisposizione delle riviste,
la maggior parte dei siti (12/20) ha predisposto uno spazio sulla home page
(dedicata ai corregionali nel mondo) che raccoglie brevi notizie di attualità
in materia di emigrazione.
Una delle peculiarità che riteniamo particolarmente positiva
e che abbiamo riscontrato in un quinto dei siti è rappresentata da una aggiornata
informazione su questioni di specifico interesse per gli italiani residenti
all’estero o rientrati. In questo senso si distinguono positivamente i siti
di Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento, i
quali offrono in forma di archivio, una ricca serie di chiarimenti in materia
di: Cittadinanza, Voto degli italiani all’estero, Salute per i non residenti
di origini italiane, Pensioni in convenzione internazionale, Formazione e riconoscimento
di titoli di studio.
I siti migliori allo stato dell’arte
In virtù dell’analisi effettuata, il sito che sembra
avvicinarsi maggiormente al modello ideale è quello del Piemonte.
Oltre a prevedere la tematica “emigrazione” sin dalla
home page, il sito del Piemonte è estremamente chiaro e ben strutturato. Fornisce
spiegazioni dettagliate sui finanziamenti disponibili ai piemontesi residenti
all’estero, agevolando il ricorso agli stessi. Ne indica gli importi, i requisiti
richiesti, la modulistica e le modalità per le domande. Evidenzia anche le coordinate
degli interlocutori che possono rendere più agevole il ricorso ai finanziamenti
per i corregionali all’estero. Una pagina del sito presenta inoltre l’elenco
aggiornato di tutte le misure di formazione offerte dalla Regione all’estero.
Il sito offre nutrite informazioni sia per quanto riguarda
tematiche d’archivio che questioni di attualità. Quantifica ad esempio i piemontesi
che sono rientrati in Regione, dal 1990 al 2005, divisi per Comune. Tratta inoltre
tematiche specifiche relative al rientro e alla ricerca delle proprie origini,
fornendo, in particolare, gli indirizzi, postali e telematici di tutte le curie
e di tutti i Comuni del Piemonte. Allo stesso tempo mette in linea due giornali
informatici, di cui uno in lingua inglese, su temi di attualità relativi ai
piemontesi nel mondo. Altro elemento di prestigio, assente nella quasi totalità
dei restanti siti (fatta eccezione per l’Emilia Romagna) è il fatto che dall’area
relativa ai piemontesi nel mondo si accede alla sezione relativa agli affari
internazionali e comunitari. Questo lascia intuire l’esistenza di una buona
comunicazione interna e di un valido coordinamento tra tutte le politiche internazionali
della Regione Piemonte.
Anche il sito del Friuli Venezia Giulia presenta diverse
caratteristiche positive. In particolare dispone di una nutrita sezione sulla
storia dell’emigrazione regionale nel mondo. Offre inoltre una precisa mappatura
delle presenze all’estero dei corregionali, ripartiti per comune di provenienza
e tratta materie di rilievo quali: cittadinanza, sanità, voto all’estero, pensioni
in convenzione internazionale. Mancano invece indicazioni circa i finanziamenti
disponibili a favore dei friulani nel mondo.
Da lodare è anche il sito della Regione Emilia Romagna
che, oltre a contemplare diverse tematiche utili per i corregionali, si distingue
per due iniziative all’avanguardia: la messa in onda di una rete radiofonica
per i corregionali all’estero e la predisposizione della rivista “Reporter”,
pensata e prodotta da giovani emiliano romagnoli residenti all’estero.
Degni di nota sono pure le iniziative del Veneto e della
Provincia di Trento che, come il Piemonte, hanno messo a disposizione sul sito
le coordinate di referenti regionali in grado di fornire sostegno nella ricerca
delle proprie origini, finalizzata all’ottenimento della cittadinanza italiana.
Un’ulteriore nota positiva la meritano Toscana, Provincia
di Trento e Veneto grazie al corso telematico da loro predisposto per l’apprendimento
della lingua italiana.
Ma come è strutturato il sito ideale?
Secondo
Regioni (tipo www.pugliesinelmondo.it
attualmente adottato soltanto da quattro Regioni: Piemonte, FVG, Toscana ed
ER) che sia raggiungibile direttamente dalla home page cliccando sulla voce
“corregionali nel mondo” (ad esempio”pugliesi nel mondo” oppure “emigrazione”).
La sezione per i corregionali all’estero dovrebbe prevedere
diversi contenitori tematici. In particolare ci dovrebbe essere un’area sulle
misure a favore dei corregionali emigrati contenente tutta la legislazione regionale
di riferimento in materia di emigrazione, attualmente in vigore, compresa una
sezione a parte dedicata all’internazionalizzazione delle imprese. In questo
spazio dovrebbero trovare collocazione anche l’indicazione chiara dei finanziamenti
stanziati dalla Regione per i corregionali all’estero e le relative modalità
di ottenimento, i bandi di concorso previsti per i corregionali all’estero o
per le associazioni per l’emigrazione le coordinate relative ad eventuali corsi
di formazione previsti per i corregionali, sia all’estero che in Regione.
Ci dovrebbe poi essere un’ampia area informativa che
raccolga elementi di archivio quali: gli indirizzi e i recapiti telefonici e
telematici dei singoli componenti della Consulta regionale all’emigrazione,
soprattutto di coloro i quali sono eletti dall’estero; il programma della Consulta
regionale all’emigrazione per l’anno di riferimento; una rassegna storica sull’emigrazione
regionale; una ricognizione quantitativa del fenomeno regionale dell’emigrazione;
indirizzi delle sedi di associazioni regionali operanti in Regione o all’estero;
informazioni aggiornate per i cittadini iscritti all’Aire in materia di: rientro,
ricorso al sistema sanitario, fisco, cittadinanza, voto all’estero, pensioni
in pro-rata, riconoscimento dei titoli di studio, ricerca delle proprie origini;
Accanto alle informazioni di archivio sarebbe poi opportuna
una sezione che presentasse notizie di attualità in tema di emigrazione ed eventualmente
un bollettino on line per i corregionali. Opportuno a questo proposito prevedere
spazi in cui potere dare risalto ad attività ed iniziative messe in atto da
giovani e donne all’estero.
Opportuno sarebbe inoltre dare una veste grafica al sito
che consentisse il collegamento dell’area dedicata ai corregionali nel mondo
con tutte le tematiche relative al settore estero, quali: la internazionalizzazione
delle imprese, le visite di delegazioni regionali all’estero, eventuali convenzioni
stipulate con paesi stranieri, eventuali progetti volti alla cooperazione internazionale,
campagne di promozione turistica mirate a specifici Paesi, promozione culturale
all’estero.
Chi è
Il ventaglio delle attività promosse dalla Uim è estremamente
ampio. Si va dalle consulenze ai connazionali in difficoltà, agli aiuti nel
disbrigo di pratiche burocratiche, all’attività di informazione, a momenti ludici
di socializzazione, fino alle attività di rappresentanza in senso lato.
Con 48 sedi sparse in tutto il mondo, 12 filiali regionali
in Italia e 15 sedi provinciali