INFORM - N. 233 - 12 dicembre 2006


MUSICA

La “Carmen” ardente di Pier’Alli

Nell’opera di Bizet, che chiude il 2006 del Teatro dell’Opera di Roma, lo scenografo-regista accende i colori della Spagna

 

ROMA – Nel gran gioco internazionale delle nuove regie per la lirica non poteva sottrarsi il Teatro dell’Opera di Roma, e ha dato clamore alla chiusura della stagione 2006 affidando al regista-scenografo-costumista Pier’Alli sia il wagneriano “Tristan und Isolde” sia “Carmen” di Georges Bizet. E’ stato lo stesso artista fiorentino a giustificare l’abbinamento con l’affinità fra le coppie di amanti protagoniste delle due opere: Tristano/Isotta e Carmen/Don Josè simboleggiano l’assoluto del sentimento, ma i primi assurgono a una dimensione eroica quasi mistica mentre gli spagnoli si consumano nella violenza della passione.

“Carmen” è in scena all’Opera, sul palcoscenico del Costanzi, sotto la direzione musicale del M° Alain Lombard, che adotta la versione integrale senza i recitativi poi in parte musicati da Guiraud. La violenza dei contrasti che è nel capolavoro di Bizet trova riscontro puntuale nell’allestimento di Pier’Alli: colori molto accesi nella visione d’insieme, sensualità ardente fra i protagonisti. Al regista piace parlare di “fisicità allo stato puro” cui si associa una ritualità antica, in un mondo popolare in cui l’amore ha valore assoluto con risvolti tragici. “’Carmen’ come opera è un fiore squisito uscito nella Spagna, vissuto con la fantasia di un musicista profondamente francese”. Il quale peraltro era largamente intervenuto sul libretto scritto da Meilhac e Halévy traendolo con molta libertà dal famoso omonimo racconto di Prosper Mérimée. (Toni Colotta – Inform) 


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