MUSICA
La “Carmen” ardente di Pier’Alli
Nell’opera di Bizet, che chiude il 2006
del Teatro dell’Opera di Roma, lo scenografo-regista accende i colori della
Spagna
ROMA – Nel gran gioco internazionale delle nuove regie
per la lirica non poteva sottrarsi il Teatro dell’Opera di Roma, e ha dato clamore
alla chiusura della stagione 2006 affidando al regista-scenografo-costumista
Pier’Alli sia il wagneriano “Tristan und Isolde” sia “Carmen” di Georges Bizet.
E’ stato lo stesso artista fiorentino a giustificare l’abbinamento con l’affinità
fra le coppie di amanti protagoniste delle due opere: Tristano/Isotta e Carmen/Don
Josè simboleggiano l’assoluto del sentimento, ma i primi assurgono a una dimensione
eroica quasi mistica mentre gli spagnoli si consumano nella violenza della passione.
“Carmen” è in scena all’Opera, sul palcoscenico del Costanzi,
sotto la direzione musicale del M° Alain Lombard, che adotta la versione integrale
senza i recitativi poi in parte musicati da Guiraud. La violenza dei contrasti
che è nel capolavoro di Bizet trova riscontro puntuale nell’allestimento di
Pier’Alli: colori molto accesi nella visione d’insieme, sensualità ardente fra
i protagonisti. Al regista piace parlare di “fisicità allo stato puro” cui si
associa una ritualità antica, in un mondo popolare in cui l’amore ha valore
assoluto con risvolti tragici. “’Carmen’ come opera è un fiore squisito uscito
nella Spagna, vissuto con la fantasia di un musicista profondamente francese”.
Il quale peraltro era largamente intervenuto sul libretto scritto da Meilhac
e Halévy traendolo con molta libertà dal famoso omonimo racconto di Prosper
Mérimée. (Toni Colotta – Inform)