STAMPA
ITALIANA PER L’ESTERO
Intervista all'ambasciatore d'Italia in Canada, Gabriele
Sardo, sul Messaggero di sant'Antonio
di dicembre 2006
Vancouver chiama
il Golfo
Occorre puntare sulla cooperazione industriale tra Italia
e Canada. Trieste e Vancouver possono fare da apripista per la loro naturale
inclinazione al multiculturalismo
VANCOUVER - Socievolissimo,
anticonformista - sia pure nei limiti impostigli dal suo ruolo di diplomatico
- talora provocatorio e senz'altro propositivo, l'ambasciatore d'Italia in Canada,
Gabriele Sardo, ha risposto con un largo sorriso quando gli ho chiesto se la
carriera diplomatica è stata per lui una vocazione o una coincidenza. Una fulminea
occhiata scambiata con il console generale d'Italia, Uberto Vanni d'Archirafi,
presente alla conversazione, e un interrogativo in sospeso. Resta il mistero.
A Vancouver, a fine settembre, l'ambasciatore Sardo era venuto in visita ufficiale.
Qui aveva incontrato autorità amministrative e politiche, esponenti comunitari,
responsabili di enti e associazioni, rappresentanti della business community
e del mondo culturale. E tra un impegno e l'altro aveva risposto a qualche mia
domanda.
Il Canada è vicino all'Europa, culturalmente ed economicamente? Che cosa si propone di fare
l'Italia per quanto riguarda i rapporti con il Canada? Quali sono le priorità?
Il Canada presenta
per l’Italia alcune interessanti opportunità, legate soprattutto a certa complementarità
fra i due Paesi. Non tutte mi sembrano di facile realizzazione, perché il Canada
è una società che per tradizione non guarda molto all’Italia, non è sempre cosciente
del livello qualitativo dei nostri prodotti e servizi e non considera comunque
l’Europa, per quanto capisco, un’area prioritaria. Anche con tali limiti sono
sicuro che l’Italia potrebbe offrire al Canada diversi insediamenti industriali
e comunque una valida offerta di servizi ad opera delle sue piccole e medie
industrie (un esempio significativo è visibile proprio a Vancouver, dove una
ditta italiana specializzata in trafori come
Vancouver per conformazione
geografica somiglia alla sua bella città natale, Trieste. Ha pensato ad un gemellaggio
in termini di cooperazione?
La ringrazio per questa
domanda, perché l'accostamento fra Trieste, con il suo bellissimo golfo e la
sua ricca comunità scientifica, e Vancouver era già venuto spontaneamente anche
a me. Non so se la formula del gemellaggio sia percorribile e se sia in questo
caso la migliore. Non ho però dubbi sul fatto che le due città presentano somiglianze
impressionanti ed entusiasmanti che mi propongo di mettere in valore. Tra queste
non c’è soltanto la presenza a Vancouver di università e centri di ricerca come
Sardo, un triestino
dalla vocazione internazionale
Gabriele Sardo è nato
a Trieste il 9 gennaio
Rientrato a Roma, Sardo
ha prestato servizio presso il gabinetto del Ministro degli esteri fino al 1977,
quando gli e' stata assegnata la sede
di Città del Messico. Di nuovo a Roma nel 1981 con l'incarico di capo ufficio
presso quella stessa direzione generale per gli Affari Politici dove aveva lavorato
agli inizi, appena due anni dopo e' stato promosso Consigliere d’Ambasciata.
E ancora, il 18 luglio 1984, primo Consigliere a Washington. Nuovamente a Roma,
alle dirette dipendenze del direttore generale degli Affari Politici, nel 1991
è stato promosso Inviato straordinario e Ministro plenipotenziario. Quindi alle
dirette dipendenze del direttore generale dell'Emigrazione e, nel 1996, vice
capo di Gabinetto del ministro degli Affari Esteri. . Nominato capo della rappresentanza
diplomatica permanente d'Italia presso l'Unesco in Parigi, con titolo e rango
di Ambasciatore il 4 marzo 1998, è stato nominato nel 2002 consigliere diplomatico
del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio. E’ ambasciatore a
Ottawa dal 19 gennaio 2006, e ha presentato le lettere credenziali alla Governatrice
generale del Canada il 26 gennaio 2006. (Anna Maria Zampieri Pan- Messaggero di sant'Antonio, edizione italiana per
l'estero, numero di dicembre 2006 /Inform)