I
40 ANNI DELL’ISTITUTO ITALO LATINO-AMERICANO
Il
Ministro degli Esteri sarà in Cile, Brasile e Perù tra fine dicembre e primi
di gennaio
D'Alema: “Milioni
di discendenti di italiani hanno caratterizzato le relazioni tra l’Italia e
il continente latinoamericano”.
“Connazionali
integrati nelle società di accoglienza senza recidere il legame vitale con l’Italia,
come testimonia la presenza nel nostro Parlamento di rappresentanti eletti da
quelle comunità”
ROMA – Ai Paesi dell’America Latina “l'Italia si sente
legata da vincoli del tutto particolari, sul piano politico economico culturale
e storico, ma anche affettivo, in virtù della presenza di milioni di discendenti
di italiani che hanno caratterizzato le relazioni tra il nostro Paese e il subcontinente
latinoamericano”. Lo ha ricordato il Vice Presidente del Consiglio e Ministro
degli Esteri Massimo D’Alema intervenendo a Roma alla celebrazione del 40° anniversario
dell’Istituto Italo Latino-Americano, fondato da Amintore Fanfani, “uno dei
maggiori interpreti della politica estera italiana del dopoguerra”. “Una politica
estera autenticamente italiana, non di questa o quella parte, e che vede nella
relazione con l'America Latina uno dei suoi capisaldi intramontabili” ha detto
D’Alema. E l’IILA ha proprio la finalità, “meritoria” come ha sottolineato D’Alema,
di promuovere rapporti sempre più stretti tra l'Italia e i Paesi dell'America
latina.
“L'Italia – ha assicurato il titolare della Farnesina
- intende adoperarsi per valorizzare maggiormente la specialità di questi rapporti,
sul piano sia bilaterale che dei rapporti tra il subcontinente e l'Unione Europea
che costituisce la dimensione primaria in cui si esprime la politica estera
dell'Italia così come quella dei nostri partners europei”. L'attuale governo
italiano tiene “ad adoperarsi in questa direzione” ha ribadito D’Alema ricordando
che esso si è mosso in tal senso sin
dal momento in cui il Presidente Prodi ha illustrato al Parlamento le linee
programmatiche dell'esecutivo”, e come dal Ministro stesso sottolineato in
più occasioni, “abbiamo indicato nell'intensificazione dei rapporti con i Paesi
dell'America Latina ed i Caraibi un obiettivo qualificante e prioritario della
nostra politica estera”. “Ciò significa anche – ha puntualizzato D’Alema - che
intendiamo operare affinché l'Italia si affermi come punto di riferimento in
Europa, attento e aperto alle istanze dell'America Latina”.
“Questo rilancio dell'attenzione dell'Italia verso l'area
– ha proseguito D’Alema - si inserisce in un momento di particolare rilevanza
per il subcontinente”. L'America Latina, infatti, sta vivendo in questi mesi “una stagione di trasformazioni
e di novità di sicuro interesse”. “Un dinamismo che trova espressione immediata nel tasso di crescita
registrato dalle economie della regione a superamento di una difficile fase
di stagnazione; ma anche sul piano politico, nel fitto calendario di consultazioni
elettorali tenutesi negli ultimi mesi”. Il Ministro degli Esteri ha sottolineato
che “il ritrovato dinamismo dell'economia offre alla classe dirigente latinoamericana,
quella che viene consolidandosi per la forza della democrazia, un'opportunità
che è al tempo stesso una sfida. Quella di tradurre la crescita economica in
condizioni di benessere diffuse a vantaggio di tutti gli strati sociali della
popolazione”.
Tuttavia “non ci si può nascondere la difficoltà del
perseguimento di questo obiettivo”. Del resto, ha ricordato D’Alema, la storia del continente latinoamericano “è intessuta
di occasioni in parte mancate e di promesse non completamente mantenute”. “E
non solo – ha aggiunto - come per egoismo di comodo siamo sovente propensi
a credere in questa parte del mondo, per responsabilità e inadeguatezze di classi
dirigenti e popolazioni locali; ma anche a causa delle negligenze, delle contraddizioni
se non a volte del concorso attivo e primario delle politiche che hanno spesso
avuto origine nei Paesi più grandi e sviluppati”.
Anche per questo “non possiamo non sentire un obbligo
di solidarietà nei riguardi dei Paesi dell'America latina”. “Non può non sentirlo
l'Italia – ha rimarcato - che è in grado di offrire un contributo speciale in
ragione della specialità delle risorse su cui esso può far leva. Risorse materiali
la cui testimonianza più immediata è data dalla presenza di una vasta comunità
di italiani emigrati in America latina, che si sono integrati ed amalgamati
appieno nelle società che li hanno accolti senza per questo recidere il legame
vitale con il Paese dei loro avi, come testimonia la presenza nel Parlamento
italiano di rappresentanti eletti direttamente da quelle comunità”.
Una risorsa, ha detto D’Alema “alla quale corrisponde
specularmente quella delle comunità di cittadini latinoamericani che hanno fatto
dell'Italia la loro patria d'elezione e che offrono un contributo prezioso al
progresso del nostro Paese”. Un contributo “non di rado eroico” ha aggiunto
il Ministro rammentando il tragico esempio di Irina Noelia Palacios Cruz, cittadina
honduregna che lo scorso agosto sacrificò la propria vita nelle acque dell'Argentario
per salvare quella della bambina che era stata affidata alle sue cure di baby
sitter.
D’Alema ha poi ricordato che “nel rendere più intenso
e reciprocamente proficuo il dialogo con i Paesi dell'America latina l'Italia
può valersi anche di una risorsa immateriale non meno importante: una predisposizione
in un Paese cosmopolita come il nostro se non addirittura congenita, sicuramente
storicamente consolidata al dialogo ed al confronto costruttivo con l'”altro”.
“Il salto di qualità che intendiamo far compiere ai nostri
rapporti con i Paesi dell'America latina non deve essere circoscritto alla dimensione
dei buoni propositi, ma può e deve tradursi in iniziative concrete” ha precisato
il Ministro. Una concretezza che ha già trovato espressione, detto D’Alema nella
intensificazione degli incontri politici e istituzionali che hanno avuto luogo
a Roma, così come nelle numerose visite che il Sottosegretario Di Santo ha effettuato
nella regione. E il Ministro D’Alema stesso si recherà tra la fine di dicembre
ed i primi di gennaio in Cile, in Brasile ed in Perù. E per il 2007 sono previste
altre missioni nei Paesi dell'area.
“L'agenda del nostro dialogo con questi Paesi è vasta
– ha spiegato D’Alema - i suoi obiettivi sono ambiziosi, e coerenti con la vocazione
profonda e più nobile della politica estera italiana: la diffusione di una cultura
della libertà e del dialogo tra i popoli; la stabilizzazione ed il consolidamento
dei processi di democratizzazione e di pace; politiche sociali pubbliche e di
lotta alla povertà e alle malattie; la tutela dell'ambiente, la lotta al terrorismo,
alla proliferazione, al narcotraffico ed alla criminalità organizzata, compreso
il traffico di esseri umani, ed il sostegno ai processi di integrazione regionale”.
E fra gli strumenti a disposizione per raggiungere questi
obiettivi, “una posizione preminente” spetta all'Istituto Italo Latino Americano.
La creazione nel 1966 di questo organismo internazionale “ha permesso che i
nostri legami potessero intensificarsi non solo attraverso una accentuazione
di quel comune senso di “fratellanza” che da sempre ci accomuna” ha sottolineato
il Ministro.
D’Alema ha ricordato che L'IILA ha svolto sino ad oggi
“numerosissime ed importanti attività non solo di studio e di ricerca, ma anche
riguardanti iniziative concrete di collaborazione in tutti i settori di intervento
(culturale, socio-economico, tecnico-scientifico, della cooperazione allo sviluppo),
con effetti estremamente positivi per tutta l'area latinoamericana e caraibica”.
Come ad esempio, i numerosi progetti di cooperazione allo sviluppo che l'Istituto
realizza, anche con l'appoggio del nostro Paese, a sostegno di alcune realtà
locali. L'IILA svolge dunque “un ruolo importante e meritevole di apprezzamento”.
Un ruolo “che può essere potenziato ulteriormente”. D’Alema pensa innanzitutto
ad un tema che, “come Italia, ci sta particolarmente a cuore”: il rapporto tra
America Latina e Unione Europea e i meccanismi di integrazione regionale. “Sono
persuaso – ha detto - che una lobby latino-americana nell'Unione Europea sia
un obiettivo che ci possa accomunare senza intenti di competizione ad altri
grandi Paesi come la Spagna e il Portogallo, che vantano storicamente solidi
rapporti con l'America Latina. L'Italia è inoltre convinta – ha aggiunto - che
solo l'approfondimento dei processi di integrazione, di pari passo con il rafforzamento
dei rapporti tra l'America latina a l'Unione Europea, possa fornire risposte
efficaci alle sfide economico-sociali che il subcontinente ha dinanzi a sé”.
L'Italia, ha rimarcato il Ministro, “ha sempre svolto
un ruolo di primo piano per il consolidamento di relazioni strategiche tra l'UE
ed i Paesi dell'America Latina e dei Caraibi, favorendo in particolare i negoziati
di associazione dell'UE con i vari raggruppamenti regionali latinoamericani
(Mercosur, Comunità Andina, America Centrale e Cariforum)”. E anche in tale
contesto,l'IILA “potrebbe apportare un contributo di sicura utilità”. D’Alema
è anche dell'avviso che l'IILA “potrebbe apportare un contributo efficace, oltre
che nei settori dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile, della tutela del
patrimonio archeologico ed artistico, anche nella lotta alla povertà ed agli
squilibri socio-economici; non solo con iniziative di studio e di cooperazione,
ma anche con programmi di formazione”.
Il titolare della Farnesina ha concluso il suo intervento
ponendo l'accento sull'importanza della celebrazione del quarantennale dell’Istituto:
“una giornata importante, non solo dal punto di vista celebrativo, se questo
nostro incontro, e le riflessioni, i suggerimenti e le proposte che ne emergeranno,
consentirà di elaborare una articolata strategia di azione futura, tale da accrescere
ancora di più il ruolo ed il profilo dell'IILA”. (Inform)