INFORM - N. 232 - 11 dicembre 2006


INTERVENTI

Da Montreal Claudio Antonelli

La maniera italiana di far politica è approdata in Canada

 

MONTREAL - Dovevamo aspettarcelo dopo l’avvento della strana legge elettorale italiana che permette a dei residenti stranieri d’installarsi nel parlamento a Roma e ai politici italiani di “far politica” nelle circoscrizioni estere. E per politica all’italiana io intendo la rissosità, le sempiterne polemiche, l’arroganza del potere, le lottizzazioni, lo spirito settario alla “Guelfi e Ghibellini”. E ancora: la verbosità smodata, la scaltrezza, la partigianeria, l’opportunismo...

Il poco glorioso sbarco della politica all’italiana è avvenuto nella tranquilla Ottawa. Qui, lo scorso ottobre si è trovato a passare Bobo Craxi, sottosegretario agli esteri. Stando al resoconto del giornalista italo-canadese Luciano Gonella, dalla bocca di Craxi è uscito il seguente commento sui parlamentari eletti all’estero: “... tanto non contano un cazzo.”

In seguito al chiasso suscitato da questa battuta ingiuriosa, Bobo Craxi ha smentito di aver pronunciato la detta frase, definendo sprezzantemente “sedicente giornalista canadese” Luciano Gonella. La smentita di Craxi ha fatto sorridere più d’uno: l’ingiuriosa frase era stata pronunciata in presenza d’altre persone che hanno confermato il dire di Gonella, direttore dell’Ora di Ottawa, giornalista colto e brillante, e tutt’altro che “sedicente”.

Bisogna dire che le redazioni dei giornali in Italia sono considerate alla stregua di sale operatorie. Infatti, così come non si può eseguire un’operazione chirurgica se non si è iscritti all’albo dei chirurghi, per vedere pubblicato i propri articoli in un giornale occorre essere iscritti all’albo dei giornalisti. Probabilmente per Bobo Craxi, noi che scriviamo all’estero per dei giornali italiani, a causa delle nostre retribuzioni, della nostra assoluta mancanza di privilegi e del fatto che non siamo iscritti al fatidico albo somigliamo molto più ai barbieri-cerusici dei tempi antichi che ai chirurghi “professori-baroni”, iscritti all’albo ­ anche se non è sempre un albo d’onore ­ di cui l’Italia delle burocrazie e dei privilegi va tanto fiera.

L’episodio Gonella vs Craxi non è finito qui. Allo scambio di accuse e smentite tra Craxi e Gonella si è unito anche il parlamentare Gino Bucchino, medico di Toronto, oggi alla Camera, inviatovi da noi italo-canadesi.

Cosa ha detto l’On. Bucchino nel suo intervento? Il suo intervento, di ovvia riprovazione nei confronti di Craxi, è tutto incentrato ­ non si capisce perché ­ sull’apologia del “bolscevismo” e dei “bolscevichi”.  Dopo uno strano preambolo consacrato alla storia dei  bolscevichi, Bucchino ci racconta di Craxi: “Quando, pochi giorni orsono sono stato a trovare Bobo Craxi nel suo ufficio al Ministero degli Affari Esteri per raccontargli e spiegargli il Canada (visita da lui stesso richiesta in vista del suo viaggio nel Paese), non so se è stata colpa del mio pizzetto alla Lenin o del distintivo rosso all’occhiello (quello dell’INCA-CGIL, che lui forse non aveva mai visto), ma devo averlo certamente fulminato. ‘Dio mio!!’ - avrà detto - ‘ecco qui un bolscevico’ ”. Il dottor Bucchino ci fa sapere di essere onorato che Craxi lo abbia scambiato per un bolscevico, “visto che i bolscevichi si riconoscono nel partito operaio, a fianco quindi dei lavoratori ”. Alla fine dell’intervento critico di Bucchino troviamo un goliardico: “il tempo ci dirà chi non serve a un c...”

Ebbene, il nostro dottor Bucchino, dico “nostro” perché egli dovrebbe rappresentare noi “italiani all’estero” - infatti siamo stati noi che l’abbiamo inviato a Roma dal Canada - rappresenta in realtà i boscevichi. 

Ce lo dice lui. E noi gli crediamo.

Questo piccolo ma significativo episodio ci mostra che la politica all’italiana  è ormai di casa in Canada. Da un lato, infatti, abbiamo la boria e il cinismo di un Bobo Craxi per il quale quel che conta sono i giochi di potere. Dall’altro, un Bucchino che fa valere nel suo strano intervento uno spirito dottrinario, settario, esaltando un comunismo paleolitico.

All’anima della fresca ventata di pragmatismo che i parlamentari in provenienza dal Nord America avrebbero dovuto immettere nelle stanze italiane del potere! (Claudio Antonelli)

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