INFORM - N. 231 - 8 dicembre 2006


CGIE

Si conclude tra le polemiche il dibattito in Assemblea plenaria

Mentre cadono nel vuoto gli appelli alla convivenza Gian Luigi Ferretti si dimette dal Comitato di Presidenza

 

ROMA - L’ultima parte dei lavori dell’Assemblea plenaria, dopo gli interventi dei rappresentanti del Parlamento, si è aperta con una informativa sulla Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-Cgie. Giuseppe Bignone, componente della Cabina di regia e funzionario del Dipartimento Affari regionali e autonomie locali della Presidenza del Consiglio, oltre ad auspicare una collaborazione sempre più proficua fra Stato e Regioni, ha chiesto al Cgie di mettere in atto maggiori strumenti e meccanismi d’intesa con le istituzioni delle amministrazioni centrali e periferiche. Quindi Silvana Mangione del Comitato di Presidenza (Cgie Usa), ha illustrato il programma provvisorio del seminario sulla riforma dello Stato, uno dei quattro appuntamenti della futura terza Conferenza. Questo primo incontro, secondo quanto deciso dalla Cabina di regia, dovrebbe avere luogo a Roma, nella decade fra l’11 e il 20 marzo 2007, nei due giorni che precederanno l’Assemblea plenaria del Cgie.

Il primo giorno del seminario, che sarà ospitato quasi sicuramente presso uno dei rami del Parlamento, si aprirà con i saluti delle autorità di governo e gli interventi dei rappresentanti della Conferenza Stato-Regioni e del Segretario generale del Cgie. Saranno poi ascoltate le testimonianze, una per ogni continente, dei parlamentari di origine italiana eletti in Paesi a statuto federale, e le relazioni di esperti di diritto costituzionale, internazionale e comparato.

La seconda giornata del seminario si svolgerà invece alla Farnesina dove verranno analizzate le possibili ricadute sugli italiani all’estero delle riforme dello Stato approvate dal Parlamento italiano. La mattina sarà dedicata all’attività dei cinque gruppi di lavoro che approfondiranno varie tematiche, fra cui il bicameralismo, il federalismo fiscale, le competenze concorrenti fra Stato e regioni nelle politiche per gli italiani all’estero, le forme di rappresentanza dei nostri connazionali nel mondo, associazionismo, cittadinanza e nazionalità. Nel pomeriggio i documenti, elaborati dai gruppi di lavoro, verranno presentati nella seduta plenaria per arrivare poi alla stesura e all’approvazione del documento finale. Al seminario, che forse sarà arricchito anche da un incontro dei delegati con il Capo dello Stato, prenderanno parte i componenti della Conferenza permanente, i consiglieri del Cgie, i coordinatori degli InterComites, i rappresentanti delle Consulte regionali.

Il dibattito conclusivo della plenaria è stato aperto da Luciano Neri, consigliere di nomina governativa della Margherita, che ha esortato il Cgie "ad uscire dall’angolo" ed a promuovere, oltre alla sua autoriforma, una profonda modernizzazione dell’intero sistema dell’emigrazione italiana. Una complessa rete di servizi, formata dagli Uffici consolari, dagli Istituti di cultura e dalla stessa Dante Alighieri, che va aggiornata per dare risposte concrete alle nuove istanze delle nostre comunità. Neri ha inoltre chiesto uno sforzo a tutte le forze del Cgie affinché su alcuni problemi fondamentali, come l’assegno sociale, la riforma Consiglio generale e la modernizzazione di Rai International, possa essere trovato un punto di partenza comune.

Dopo l’intervento del consigliere Alberto Bertali (Gran Bretagna) che ha contestato i tempi troppo ristretti lasciati ai candidati alle cariche del Cgie per l’esposizione dei loro programmi ed ha rivendicato il primario ruolo di rappresentanza svolto dal Consiglio generale per le nostre comunità all’estero, il presidente della Commissione diritti civili, politici e partecipazione Mario Tommasi (Lussemburgo) ha chiesto il pieno coinvolgimento di tutto il Cgie nel processo di autoriforma ed ha definito "inaccettabile" la situazione dell’insegnamento della lingua italiana in Lussemburgo. Un contesto migratorio dove i corsi di lingua italiana sono stati sospesi nel settembre 2005. Il neo presidente della Commissione Stato-Regioni-Province autonome-Cgie Mario Castellengo (consigliere di nomina governativa, Ital-Uil)  si è detto soddisfatto per i lavori preparatori del seminario sulla riforma dello Stato che ha visto il coinvolgimento di tutte le Commissioni tematiche. Ha inoltre chiesto la convocazione di una seduta straordinaria della IV Commissione, finalizzata ai preparativi dell’incontro di marzo, ed una maggiore partecipazione dei giovani ai lavori del Cgie. Il neo consigliere dell’Australia Luigi Casagrande ha evidenziato le eccessive divisioni politiche ed i personalismi che paralizzano l’attività del Cgie. Un organismo di rappresentanza che in questi anni ha varato proposte di riforma, come ad esempio quella dei Comites, scarsamente incisive.

Assai critico l’intervento di Gian Luigi Ferretti, rappresentante di An nel Comitato di Presidenza.  Dopo aver auspicato un ripensamento da parte di Franco Narducci circa la sua decisione di non lasciare la carica di consigliere - secondo lui un parlamentare della circoscrizione Estero non avrebbe il tempo per seguire con costanza i lavori del Cgie - Ferretti ha lamentato la mancanza di un’equilibrata presenza nelle cariche direttive delle diverse “espressioni culturali” del Consiglio generale. Un problema, il monopolio delle cariche Cgie da parte della maggioranza vicina al centro-sinistra, che Ferretti ha affrontato con decisione, annunciando le sue dimissioni dal Comitato di Presidenza. "Prendo atto - spiega il consigliere in una lettera inviata al Segretario generale - del clima di assoluta chiusura instauratosi nei confronti di una minoranza che rappresenta da un minimo di un terzo alla metà dei consiglieri e ritengo del tutto inutile la mia solitaria presenza nel Comitato di Presidenza. Non intendo incarnare l’alibi per chi ha in disprezzo la democrazia liberale e voglio essere libero di combattere con ogni mezzo un Consiglio ridotto ormai alla candidatura di se stesso. Voglio togliere il disturbo perché non voglio che la mia presenza solitaria possa divenire un alibi".

Il poco spazio negli organi direttivi del Cgie delle componenti di minoranza è stato evidenziato anche da Carlo Consiglio, rappresentante del Ctim, che ha  segnalato il rischio di una possibile lottizzazione, da parte delle forze di maggioranza, del progetto per la creazione di una commissione speciale che elabori la riforma del Cgie. Serie preoccupazioni per l’esito delle votazioni sono state espresse anche dai consiglieri degli Usa Vincenzo Centofanti e Valter Della Nebbia "La VI Commissione - ha affermato quest’ultimo – si è riunita senza preventiva convocazione; nei prossimi mesi mi appiglierò a qualsiasi cavillo legale per rallentare al massimo i lavori di questo organismo". Dal canto suo il presidente della V Commissione Franco Santellocco ha segnalato con disappunto l’esclusione dal documento sulla Conferenza Stato- Regioni- Province autonome-Cgie di “argomenti fondamentali” come l’internazionalizzazione delle imprese, la formazione, il lavoro e la cooperazione.

Dal consigliere Pasquale Nestico (Usa), per il gruppo di lavoro sulla sanità, è stato lanciato un appello a proseguire l’azione di sostegno gli italiani indigenti dello Zimbabwe, a cui il Cgie ha appena inviato farmaci per mille euro. Nestico ha inoltre proposto che uno stanziamento di 200.000 euro sia destinato alla realizzazione del primo rapporto di ricerca del Cgie sulle condizioni sociali e sanitarie degli italiani all’estero. Il segretario della IV Commissione, Anna Pompei Ruedeberg ha invece ricordato come il gruppo donne del Cgie continui a perseguire la formulazione di un testo di legge unico per la creazione dell’Osservatorio delle donne. La Pompei ha anche annunciato, in occasione dell’anno europeo per le pari opportunità che prenderà il via il primo gennaio prossimo, l’invio ai consiglieri per posta telematica delle pubblicazioni del gruppo donne.

Oltre ai ringraziamenti all’assemblea di Giovanni Rapanà per la sua elezione a vice segretario per l’area anglofona extraeuropea, segnaliamo l’intervento del vice segretario di nomina governativa Andrea Amaro che ha esortato i consiglieri a ritrovare unità e spirito di convivenza intorno a questioni fondamentali come ad esempio la riforma del Cgie.

Un appello, quello di Amaro, che non ha però avuto esito positivo. Dopo un intenso dibattito l’assemblea non è infatti riuscita a trovare l’accordo su  un ordine del giorno, a firma Gian Luigi Ferretti, in cui si criticava la monopolizzazione del Comitato di Presidenza da parte della maggioranza e si chiedeva la creazione di un Comitato speciale per l’esame delle proposte di riforma del Cgie. L’ordine del giorno, (che riportiamo integralmente in questo numero di Inform), è stato respinto con 33 no, 15 sì e 7 astenuti. Tuttavia, a conclusione dei lavori dell’Assemblea plenaria, il Segretario generale Elio Carozza ha annunciato di voler chiedere alla terza Commissione tematica “Diritti civili, politici e Partecipazione” di esplorare le possibilità di elaborazione una proposta di riforma del Cgie.

Ricordiamo infine che nella mattinata, prima dell’inizio dei lavori in plenaria, si erano riunite tre Commissioni tematiche per l’elezione dei rispettivi presidenti. Sono stati eletti Franco Siddi (I Commissione “Informazione e Comunicazione); Maria Rosa Arona (II Commissione “Sicurezza e Tutela sociale”; Mario Castellengo (VI Commissione “Stato, Regioni, Province autonome, Cgie”). (Goffredo Morgia-Inform)

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Ordine del giorno, primo firmatario Ferretti, non accolto dall’Assemblea

"Rilevato che il rinnovo delle cariche, avvenuto fra l’altro in modo parziale e non totale com’era giuridicamente possibile, ha dimostrato la volontà dell’attuale maggioranza di non consentire l’adeguata rappresentanza all’interno del Comitato di Presidenza della minoranza, che pur si è manifestata in modo consistente.

Sottolineato che la responsabilità di tale anomala situazione, lesiva del pluralismo democratico, ricade su coloro che hanno trasformato il consiglio generale da organismo unitario di rappresentanza degli italiani all’estero in un’appendice parlamentare e partitica.

Ribadito che occorre invece ritornare allo spirito originario di concordia ed unità operativa al servizio dei deputati e degli italiani all’estero, cosi come indicato dalla legge istitutiva del Cgie.

 Ritenuto che occorre quindi procedere ad un’ampia riforma della legge istitutiva del Cgie sia per attribuire al massimo organo rappresentativo degli italiani all’estero un ruolo di rango costituzionale, in armonia e coerenza con le modifiche della carta costituzionale che hanno istituito la circoscrizione Estero, sia per garantire al suo interno adeguata e formale rappresentanza in tutte le sue componenti politiche e territoriali.

Impegna l’Assemblea e per suo mandato il Comitato di Presidenza ad istituire, a termine di regolamento, un’apposita Commissione speciale con il compito di procedere ad un esame delle proposte di modifica della legge del Cgie, compresa quella a suo tempo elaborata dall’Assemblea con particolare attenzione al suo funzionamento interno ed al sistema elettorale, e di riferire alla prossima Assemblea e comunque non oltre sei mesi di tempo".

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