INFORM - N. 229 - 6 dicembre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana”, Buenos Aires, del 6.12.2006 l’editoriale del direttore Marco Basti

Se il nonno non racconta e il nipote non ascolta...

 

Tre fra tante esperienze del recente viaggio a Udine per la riunione della FUSIE ci portano ad altrettante brevi riflessioni.

La prima sulle parole del sen. Mario Toros, presidente emerito dell'Ente Friuli nel Mondo, un uomo che conosce come pochi tra i politici italiani, la storia dell'emigrazione - specialmente quella friulana ma non solo - con le sue realizzazioni, i suoi dolori, le sue nostalgie, le sue speranze e le sue lotte che non può essere dimenticata.

Di questo ha parlato il senatore nel suo saluto al Convegno di Udine, e ha ricordato quanto gli aveva detto un suo corregionale emigrato conosciuto durante uno dei suoi viaggi all'estero. "Se il nonno non racconta, e il nipote non ascolta, si interrompe il filo della storia". Per cui Toros ha invitato a non dimenticare quanti hanno fatto le battaglie del passato, a non dimenticare gli anziani che hanno preceduto i giovani e i meno anziani che oggi continuano quelle battaglie in favore delle nostre comunità. "E' doveroso ricordare. Guai se si taglia il filo della storia" ha detto Toros. Un monito anche per i giovani che parteciperanno alla Conferenza dei Giovani di origine italiana nel mondo, per la cui organizzazione sono stati mossi i primi passi, lunedì scorso alla Farnesina.

Un monito anche per le centinaia di ragazzi che parteciperanno al XVI Congresso dei Giovani di FEDITALIA  che si terrà la prossima settimana a Cordoba.

Una necessità, quella di ricordare che col passare del tempo diventa più pressante, perché i diretti testimoni, per ragioni anagrafiche, sono in gran parte avviati verso il viale del tramonto.

Come avviene spesso quando in Italia scoprono che veniamo dall'Argentina, scatta la molla dei ricordi rimasti per molto tempo nascosti in fondo all'arca della memoria. Come è successo a una signora che ha ricordato che lo zio era partito per l'Argentina e non era più ritornato. Ha ricordato il dolore del padre e del nonno che non l'avevano più rivisto. Le storie che ascoltava da piccola dell'Argentina, "così vive e frequenti e vicine, da considerarla fino a che non era andata a scuola, parte dell'Italia, ci ha detto - .Tanto forte è il legame dell'Italia e l'Argentina. Da questo parti quasi tutti hanno un parente emigrato in Argentina".

Un legame di sangue, di affetti, di ricordi, che costituiscono il telaio sul quale sono stati costruiti questi e tanti altri rapporti.

La signora di questa storia è riuscita, nel 2001 a rintracciare una sua cugina che risiede a Rosario. La terribile crisi che l'Argentina ha attraversato allora, ha provocato uno scatto di solidarietà fra tanti italiani che in quell'occasione si sono impegnati nella ricerca dei discendenti dei parenti emigrati decine di anni prima e dei quali avevano perso le tracce.

"Anche se non ci conosciamo di persona - ha commentato ancora la signora - ogni volta che ci sentiamo al telefono ci emozioniamo fino alle lacrime".

Queste due signore sono state testimoni delle sofferenze  dei genitori e dei nonni, dei drammi della nostalgia, dello sradicamento, del distacco dai cari.

In una società che tende a pensare solo al presente, perché non s'interessa del passato e non ha fiducia nel futuro, sono questi sentimenti, queste storie minime, che devono essere riscoperte, risvegliate e anche tramandate alle nuove generazioni. Guai a tagliare i fili della storia, ammoniva Toros.

La terza annotazione del taccuino riguarda invece la mancanza di memoria. Un'altra constatazione del fatto che per l'Italia della politica, per l' establishment, siamo ancora una realtà sconosciuta.

Nella sua relazione al convegno della FUSIE, raccontava il sen. Micheloni, eletto nella Circoscrizione Estero e residente in Svizzera, che andando via da Palazzo Madama, dopo aver ascoltato la relazione del Vice ministro Danieli, un collega residente in Italia, gli ha chiesto - in buona fede, ha raccontato Micheloni - "ma veramente avete bisogno dei consolati?"

Tra l'Italia e gli italiani all'estero quindi ci sono profondi legami di sangue, di sentimenti, vivi specialmente fra quanti hanno vissuto il dramma dell'emigrazione. Ma la società italiana, al di là dei ricordi nascosti nella memoria degli anziani, non è consapevole, non conosce, non è informata sull'altra Italia. Bisogna raccontare, ma non solo all'estero. Anche e forse di più in Italia.

Senz'altro questa è la principale missione dei nostri parlamentari. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)


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