STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana”, Buenos Aires, del 6.12.2006 l’editoriale del direttore Marco
Basti
Se il nonno non racconta e il nipote non
ascolta...
Tre fra tante esperienze del recente viaggio a Udine
per la riunione della FUSIE ci portano ad altrettante brevi riflessioni.
La prima sulle parole del sen. Mario Toros, presidente
emerito dell'Ente Friuli nel Mondo, un uomo che conosce come pochi tra i politici
italiani, la storia dell'emigrazione - specialmente quella friulana ma non solo
- con le sue realizzazioni, i suoi dolori, le sue nostalgie, le sue speranze
e le sue lotte che non può essere dimenticata.
Di questo ha parlato il senatore nel suo saluto al Convegno
di Udine, e ha ricordato quanto gli aveva detto un suo corregionale emigrato
conosciuto durante uno dei suoi viaggi all'estero. "Se il nonno non racconta,
e il nipote non ascolta, si interrompe il filo della storia". Per cui Toros
ha invitato a non dimenticare quanti hanno fatto le battaglie del passato, a
non dimenticare gli anziani che hanno preceduto i giovani e i meno anziani che
oggi continuano quelle battaglie in favore delle nostre comunità. "E' doveroso
ricordare. Guai se si taglia il filo della storia" ha detto Toros. Un monito
anche per i giovani che parteciperanno alla Conferenza dei Giovani di origine
italiana nel mondo, per la cui organizzazione sono stati mossi i primi passi,
lunedì scorso alla Farnesina.
Un monito anche per le centinaia di ragazzi che parteciperanno
al XVI Congresso dei Giovani di FEDITALIA che si terrà la prossima settimana a Cordoba.
Una necessità, quella di ricordare che col passare del
tempo diventa più pressante, perché i diretti testimoni, per ragioni anagrafiche,
sono in gran parte avviati verso il viale del tramonto.
Come avviene spesso quando in Italia scoprono che veniamo
dall'Argentina, scatta la molla dei ricordi rimasti per molto tempo nascosti
in fondo all'arca della memoria. Come è successo a una signora che ha ricordato
che lo zio era partito per l'Argentina e non era più ritornato. Ha ricordato
il dolore del padre e del nonno che non l'avevano più rivisto. Le storie che
ascoltava da piccola dell'Argentina, "così vive e frequenti e vicine, da
considerarla fino a che non era andata a scuola, parte dell'Italia, ci ha detto
- .Tanto forte è il legame dell'Italia e l'Argentina. Da questo parti quasi
tutti hanno un parente emigrato in Argentina".
Un legame di sangue, di affetti, di ricordi, che costituiscono
il telaio sul quale sono stati costruiti questi e tanti altri rapporti.
La signora di questa storia è riuscita, nel
"Anche se non ci conosciamo di persona - ha commentato
ancora la signora - ogni volta che ci sentiamo al telefono ci emozioniamo fino
alle lacrime".
Queste due signore sono state testimoni delle sofferenze
dei genitori e dei nonni, dei drammi della nostalgia, dello sradicamento,
del distacco dai cari.
In una società che tende a pensare solo al presente,
perché non s'interessa del passato e non ha fiducia nel futuro, sono questi
sentimenti, queste storie minime, che devono essere riscoperte, risvegliate
e anche tramandate alle nuove generazioni. Guai a tagliare i fili della storia,
ammoniva Toros.
La terza annotazione del taccuino riguarda invece la
mancanza di memoria. Un'altra constatazione del fatto che per l'Italia della
politica, per l' establishment, siamo ancora una realtà sconosciuta.
Nella sua relazione al convegno della FUSIE, raccontava
il sen. Micheloni, eletto nella Circoscrizione Estero e residente in Svizzera,
che andando via da Palazzo Madama, dopo aver ascoltato la relazione del Vice
ministro Danieli, un collega residente in Italia, gli ha chiesto - in buona
fede, ha raccontato Micheloni - "ma veramente avete bisogno dei consolati?"
Tra l'Italia e gli italiani all'estero quindi ci sono
profondi legami di sangue, di sentimenti, vivi specialmente fra quanti hanno
vissuto il dramma dell'emigrazione. Ma la società italiana, al di là dei ricordi
nascosti nella memoria degli anziani, non è consapevole, non conosce, non è
informata sull'altra Italia. Bisogna raccontare, ma non solo all'estero. Anche
e forse di più in Italia.
Senz'altro questa è la principale missione dei nostri
parlamentari. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)