ITALIANI
ALL’ESTERO
I giovani spiegano al Cgie la loro voglia
di esserci
Chiesta più informazione, una realtà associativa
che rispecchi la vera immagine dell’Italia e la creazione di un forum giovanile.
ROMA – Esistono soluzioni adeguate per convogliare la
vitalità, il talento e l’intelligenza delle nuove generazioni all’estero nel
mondo dell’italianità? Per dare una risposta a questo interrogativo, che ormai
si pone quasi come una corsa contro il tempo, il Cgie ha organizzato la "Giornata
dei giovani". Un incontro, seguito dall’intera assemblea, che ha in messo
in luce l’entusiasmo e la concretezza con cui i nostri giovani nel mondo guardano
all’Italia. Dalle testimonianze dei “ragazzi”, che hanno illustrato ai consiglieri
le loro esperienze e proposte, è infatti emerso un profondo senso dell’identità
italiana, il desiderio di una maggiore presenza nel Cgie e negli altri organi
di rappresentanza, un diffuso impegno sociale, una positiva tensione verso l’integrazione
europea e un grande interesse per la lingua, la cultura e le usanze dell’Italia.
Un vitale senso di appartenenza, quello descritto dai ragazzi, che appare però
minacciato da crescenti criticità come ad esempio il progressivo distacco dei
giovani dal mondo dell’associazionismo e il crescente numero di connazionali
- in Australia il 58% delle famiglie italo- australiane parlano inglese anche
a casa - che scelgono di non trasmettere la lingua d’origine ai propri figli.
Le ricette, proposte dai giovani nell’ambito del Cgie
per riannodare i fili fra le nuove generazioni e l’Italia, sono variegate e
prevedono una maggiore vicinanza e cooperazione con le istituzioni italiane,
l’attivazione di flussi d’informazione bidirezionali, lo sviluppo di politiche
volte ad incentivare il riacquisto della cittadinanza, la creazione di un forum
giovanile che permetta il libero confronto delle idee e la promozione di un
associazionismo che rispecchi la vera immagine dell’Italia.
Soluzioni sono state avanzate anche dai consiglieri del
Cgie che, dopo aver ascoltato i ragazzi, hanno auspicato la rapida realizzazione
della Conferenza mondiale dei giovani e ipotizzato sia l’istituzione nel Consiglio
generale di uno specifico comitato per i giovani all’estero, sia la creazione
una vera e propria rete internazionale delle nuove generazioni che intercetti
e dia voce anche alle realtà migratorie più lontane.
La necessità di indire al più presto
Indispensabile in questo contesto anche un confronto
serio sul problema della cittadinanza. A tutt’oggi infatti sono circa 200.000
le domande di riconoscimento invase che, essendo state presentate da interi
nuclei familiare, riguardano almeno 400.000 persone. Un arretrato notevole che,
anche alla luce dell’attuale dibattito politico sulla riapertura dei termini
per il riacquisto della cittadinanza, dovrebbe essere fronteggiato attraverso
l’attribuzione di maggiori fondi alla rete consolare. (G.M.- Inform)