INFORM - N. 228 - 5 dicembre 2006


INTERVENTI

Dom Serafini : Gli americani preferiscono votare per corrispondenza

 

LOS ANGELES – I problemi del voto italiano all'estero stanno nuovamente facendo il giro delle agenzie. Non passa settimana senza che qualcuno proponga problemi e soluzioni sul tema. Ciò a cui ci si oppone più di tutto è che il metodo usato sia quello per corrispondenza.

Rimango del parere che questo metodo sia ideale -- ed infatti è diventato ultimamente il metodo preferito di voto negli Usa --   specialmente se venissero perfezionati alcuni elementi.

Quando il Parlamento italiano approvò il voto all'estero per posta nel 2001, molti politici ed editorialisti criticarono il metodo che, francamente, è stato reso più complesso e complicato del necessario.

Per chi come me è abituato a votare per corrispondenza per le elezioni americane, questo sistema funziona bene. Naturalmente le circostanze sono diverse, pertanto ad un buon metodo bisogna far seguire una buona esecuzione e prevenire i potenziali problemi.

In Canada si è visto che non c'è da fidarsi del voto elettronico. I risultati delle elezioni comunali in Quebec, ad esempio, non sono affidabili, a detta del direttore generale delle elezioni, Marcel Blanchet. Sappiamo anche che non è pratico istituire delle urne in aeree estese come quelle delle Americhe.

Il voto per corrispondenza rappresenta il vero futuro ed offre la vera universalità di scelta politica, tanto che, nel 1973, l'Australia impose una elezione universale per posta.

Con le recenti elezioni americane di metà legislatura, si è scoperto che il voto per posta è stato uno dei metodi di voto più apprezzato sia dai politici che dagli elettori.

Infatti, si stima che il 20% degli elettori abbia votato per posta (ufficialmente è chiamato “absentee ballot”), cioé oltre 28 milioni di americani.

Nella sola California, oltre il 47% dei 5,2 milioni di persone che hanno votato (su16 milioni registrati per votare) ha votato per posta. A San Diego il voto per corrispondenza é risultato così popolare da far esaurire le schede tanto da dover inviare 5.000 fotocopie.

In California, l'aumento del numero dei votanti per posta iniziò nel 2002 raggiungendo, l'anno dopo, circa il 40% dei voti e, quest'anno, il 47%.

Seppur il voto per posta in America sia iniziato dopo la Guerra Civile, il voto universale per corrispondenza ebbe inizio nel 1978. In principio era riservato solamente ai militari stazionati all'estero, oggi 30 stati permettono il voto per corrispondenza a tutti i loro residenti.

É stato anche pubblicato un libro, “Absentee and Early Voting” di John C. Fortier, col quale il ricercatore  dell'American Enterprise Institute for Public Research, spiega “a che cosa possiamo attribuire il drammatico aumento del voto per corrispondenza”. (Dom Serafini*/Inform)

*Direttore "VideoAge"


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