INFORM - N. 228 - 5 dicembre 2006


DIRETTIVO FUSIE

De Sossi illustra i problemi insoluti e propone il rinnovamento della Federazione della Stampa Italiana all’estero

Fra i nodi da sciogliere l’acquisizione di una sede idonea, l’adeguamento dello statuto e la ricerca di nuove garanzie di funzionamento

 

UDINE - Al termine della riunione del Consiglio direttivo allargato alle testate della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’estero, il presidente Domenico De Sossi ha fatto il punto delle varie questioni ancora aperte che verranno probabilmente discusse e definite in una riunione più ristretta da tenersi in primavera.

Fra i nodi da sciogliere l’acquisizione di una sede idonea, che al momento non ha una struttura stabile di segretariato, il reperimento di maggiori risorse e l’adeguamento dello statuto e della struttura della FUSIE.

"Fino ad oggi- ha spiegato De Sossi - la Federazione è stata gestita in amicizia, ma questo forse non è più utile. Dopo l’acquisizione del diritto di voto in loco, in cui la stampa all’estero è chiamata a nuove responsabilità, bisogna trovare per la FUSIE garanzie diverse di funzionamento". Da De Sossi è stata inoltre segnalata la necessità che sia modificata la norma che impone ai giornali all’estero, interessati ai finanziamenti statali, l’uso prevalente della lingua italiana; così pure va modificata quella  che consente ai Comites di dare un giudizio sugli organi d’informazione che chiedono un contributo allo Stato. Una norma sbagliata, che ha creato rapporti innaturali fra gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero ed i media specializzati, che andrà chiarita, rispettando le funzioni e i ruoli dei Comites e la libertà dei mezzi d’informazione.

 Tra le altre disposizioni da cambiare anche quella, contenuta nella legge sul voto, che impone ai media all’estero di pubblicare in condizioni di parità i messaggi politici ed istituzionali. Una direttiva che comporta sanzioni troppo vessatorie nei confronti dei giornali all’estero - il rischio è quello di perdere i contributi della legge sull’editoria - e che andrebbe rivista, magari concordando i limiti dei messaggi istituzionali.

Necessaria, secondo il presidente della FUSIE, anche la riforma della legge del 1983, che regolamenta il funzionamento della Commissione preposta ai contributi per la stampa, e l’attribuzione dei finanziamenti statali anche alle radio ed alle televisioni all’estero che al momento non hanno alcun riconoscimento.

Va garantita inoltre la destinazione alla stampa italiana nel mondo di una quota della pubblicità istituzionale, che andrebbe raccolta da un’apposita struttura, e l’utilizzazione, da parte di Rai International e delle grandi agenzie, dell’esperienza professionale dei giornalisti all’estero.

"Il nostro obiettivo - ha concluso De Sossi - è quello di delineare tre o quattro punti fondamentali da portare avanti, su cui poi, dopo un opportuno confronto, chiederemo chiarimenti e le conseguenti decisioni al Parlamento e alle altre istituzioni".(Goffredo Morgia- Inform)

 


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