DIRETTIVO FUSIE
De Sossi illustra i problemi
insoluti e propone il rinnovamento della Federazione della Stampa Italiana all’estero
Fra i nodi da sciogliere l’acquisizione
di una sede idonea, l’adeguamento dello statuto e la ricerca di nuove garanzie
di funzionamento
UDINE - Al termine della riunione del Consiglio
direttivo allargato alle testate della Federazione Unitaria della Stampa Italiana
all’estero, il presidente Domenico De Sossi ha fatto il punto delle varie questioni
ancora aperte che verranno probabilmente discusse e definite in una riunione
più ristretta da tenersi in primavera.
Fra i nodi da sciogliere l’acquisizione di
una sede idonea, che al momento non ha una struttura stabile di segretariato,
il reperimento di maggiori risorse e l’adeguamento dello statuto e della struttura
della FUSIE.
"Fino ad oggi- ha spiegato De Sossi
-
Tra
le altre disposizioni da cambiare anche quella, contenuta nella legge sul voto,
che impone ai media all’estero di pubblicare in condizioni di parità i messaggi
politici ed istituzionali. Una direttiva che comporta sanzioni troppo vessatorie
nei confronti dei giornali all’estero - il rischio è quello di perdere i contributi
della legge sull’editoria - e che andrebbe rivista, magari concordando i limiti
dei messaggi istituzionali.
Necessaria, secondo il presidente della FUSIE,
anche la riforma della legge del 1983, che regolamenta il funzionamento della
Commissione preposta ai contributi per la stampa, e l’attribuzione dei finanziamenti
statali anche alle radio ed alle televisioni all’estero che al momento non hanno
alcun riconoscimento.
Va garantita inoltre la destinazione alla
stampa italiana nel mondo di una quota della pubblicità istituzionale, che andrebbe
raccolta da un’apposita struttura, e l’utilizzazione, da parte di Rai International
e delle grandi agenzie, dell’esperienza professionale dei giornalisti all’estero.
"Il nostro obiettivo - ha concluso De
Sossi - è quello di delineare tre o quattro punti fondamentali da portare avanti,
su cui poi, dopo un opportuno confronto, chiederemo chiarimenti e le conseguenti
decisioni al Parlamento e alle altre istituzioni".(Goffredo Morgia- Inform)