In Consiglio regionale della Toscana il seminario “Tendenze del federalismo in Europa”
Europa: semplificare
i rapporti Stato e Regioni
Comparate le
esperienze di riforma costituzionale di Germania e Spagna. Il punto sul lavoro
in corso a Camera e Senato dopo il referendum sulla devolution
FIRENZE - Il sistema tedesco, quello spagnolo e le tendenze
del dibattito in Italia, alla luce di quanto vanno discutendo le commissioni
competenti di Camera e Senato. Il seminario “Tendenze del federalismo in Europa”,
che si è svolto questa mattina nella sede del Consiglio regionale della Toscana,
Palazzo Panciatichi, ha comparato le riforme costituzionali di segno federale
avviate in Germania e Spagna, centrandole nella discussione in atto nel nostro
Paese all’indomani del referendum sulla devolution.
Negli approfondimenti condotti rispettivamente dal professor
Francesco Palermo (Università di Verona) su “La riforma del sistema federale
in Germania”, e dal professor Roberto Scarciglia (Università di Trieste) su
“La riforma degli statuti di autonomia in Spagna”, è emerso un dato comune:
la difficoltà di semplificazione nei rapporti Stato-Regioni, specialmente alla
luce dell’intreccio, sempre più marcato, fra i diversi livelli di governo coinvolti
nelle rispettive materie di competenza. Germania e Spagna hanno avviato risposte
diverse: nel caso della Germania, si insiste sull’individuazione delle rispettive
competenze tra Lander e Stato centrale, ma con un accorgimento di flessibilità,
nel senso che lo Stato centrale può intervenire su competenze concorrenti sia
per garantire livelli minimi di risposta sia per far valere l’interesse nazionale
(cosiddetta clausola di salvaguardia). Vero è, al contempo, che in capo agli
Stati tedeschi c’è un ampio potere di derogare con propria normativa al procedimento
amministrativo di attuazione delle leggi federali. L’esperienza spagnola è di
segno opposto. Qui la riforma costituzionale si impernia sul rapporti di tipo
bilaterale tra lo Stato e le singole comunità, dotate di propri Statuti anche
molto diversificati tra loro (in testa a tutti, per marcata autonomia, quelli
di Catalogna e Paesi Baschi), dando vita ad un ordinamento complessivamente
asimmetrico. In entrambi i casi, e al di là dei modelli di riforma, risulta
così come nel nostro Paese un condizionamento sempre più forte da parte dell’Europa
su ordinamenti e scelte.
La discussione sulle scelte da approntare in Italia dopo
il referendum che ha bocciato la devolution, è stata svolta da Alessandro Palanza,
vice segretario generale della Camera dei deputati. Palanza ha menzionato l’ipotesi,
presente anche nel lavoro parlamentare in corso, di una “clausola di supremazia”
mutuata dal sistema tedesco. Un modo per distinguere materie e finalità nel
rapporto tra Regioni e Stato, dando a quest’ultimo un margine di intervento
in virtù del principio di unificazione. (Inform)