INTERVENTI
Marco Fedi: “A chi giova fare confusione?”
ROMA - Sicuramente fare confusione non giova mai ad alcuno.
E’ fin troppo facile giungere alla conclusione, però, che l’opposizione di centro-destra
possa trarre qualche vantaggio dalla confusione: non a caso si annunciano manifestazioni
contro la manovra di bilancio che parlano di tagli a pensioni, decurtazioni
ai capitoli di bilancio del MAE e tagli ai diritti dei lavoratori.
Ma veniamo alla natura dei problemi che abbiamo ancora
irrisolti dinanzi a noi, per la soluzione dei quali abbiamo svolto una coerente
azione alla Camera che continuerà, con analoga serietà e coerenza, al Senato.
La prima considerazione che dobbiamo fare, insieme, è
che alla Camera vi è stato il recupero sostanziale di 14 milioni di euro per
i capitoli di bilancio della Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche
Migratorie. La seconda considerazione è che non dobbiamo mai perdere di vista
gli obiettivi centrali alla nostra azione: equità e parità di trattamento. In
tal senso abbiamo ritenuto importante agire in questa legge di bilancio per
raggiungere la parità di trattamento anche per quanto concerne le detrazioni
per carichi di famiglia. Dobbiamo però essere precisi e chiari nelle cose che
diciamo in merito alla legittima richiesta del mondo dell’emigrazione, ed in
particolare dei contrattisti e delle loro rappresentanze sindacali, di modificare
le regole di tassazione previste dall’art. 24 del Testo Unico delle Imposta
sui RedditI (comma 3) per i soggetti non residenti per quanto riguarda le deduzioni
(detrazioni) per carichi di famiglia. Non è assolutamente corretto affermare
che
In realtà i carichi di famiglia già non erano detraibili
(XIII legislatura) e deducibili (XIV legislatura). Recita infatti l’articolo
24 del TUIR:
Articolo 24 (Determinazione dell'imposta
dovuta dai non residenti)
1. Nei confronti dei non residenti l'imposta si applica
sul reddito complessivo e sui redditi tassati separatamente a norma dei precedenti
articoli, salvo il disposto dei commi 2 e 3.
2. Dal reddito complessivo sono deducibili soltanto gli
oneri di cui alle lettere a), g), h), i) e l) del comma 1 dell'articolo 10.
3. Le detrazioni di cui all'articolo 15 spettano soltanto
per gli oneri indicati alle lettere a), b), g), h), h-bis) e i) dello stesso
articolo. Le detrazioni per carichi di famiglia non competono.
Che le detrazioni (deduzioni) per i carichi di famiglia
già non competevano per i residenti all’estero, oltre che dal Testo Unico, si
può evincere anche dalla Circolare n. 31 del 2005 dell’Agenzia delle Entrate
ove recita che “le nuove deduzioni (quelle introdotte dal secondo modulo di
riforma dell’Irpef previsto dalla legge finanziaria per il 2005 nds) non modificano
in maniera sostanziale le regole di tassazione previste per i soggetti non residenti:
se, difatti, ai sensi dell’art.24 del TUIR le detrazioni per oneri di famiglia
disciplinate dal previdente articolo 13 non erano riconosciute in riduzione
dell’imposta lorda dovuta dai soggetti non residenti, analogamente le nuove
deduzioni non devono operare in riduzione del reddito da assoggettare a tassazione
nel territorio dello Stato…conseguentemente per i soggetti non residenti il
reddito da assoggettare a tassazione deve essere assunto al netto dei soli oneri
deducibili indicati dall’art. 24 del TUIR e della deduzione spettante per assicurare
la progressività dell’imposizione, ma non anche al netto della deduzione per
oneri di famiglia”.
Ma anche
Ai soggetti non residenti non possono essere attribuite
le deduzioni per oneri di famiglia (ovvero, le detrazioni per i familiari a
carico in caso di applicazione della clausola di salvaguardia). Pertanto, non
deve essere compilato, nel quadro RN, il rigo RN5 e in caso di compilazione
del prospetto dei familiari a carico, non deve essere compilata la colonna 7,
relativa alla percentuale.
E’ allora evidente che chi sostiene che
-
effettuare una attenta verifica dei bisogni relativi alla rete diplomatico-consolare,
a presentare alle competenti Commissioni della Camera dei Deputati una relazione
dettagliata sui bisogni dei cittadini italiani residenti all'estero prima di
procedere alla fase di riorganizzazione delle sedi consolari;
-
affrontare il problema della inesigibilità dell'indebito per i pensionati INPS
residenti all'estero;
non
discriminare i cittadini italiani residenti all'estero per quanto riguarda il
carico fiscale e ad - effettuare una attenta verifica ed un monitoraggio degli
effetti pratici derivanti dall'applicazione della norma, tenuto conto delle
convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali stipulate dall'Italia;
-
adottare ogni iniziativa utile, anche concordata con le parti sociali, che risponda
alle eque aspettative ed esigenze dei lavoratori che hanno trasferito la contribuzione
dalla Svizzera in Italia;
-
affrontare il fenomeno delle nuove povertà conseguenti a problemi di salute
presso le comunità italiane all’estero.
Sulle pensioni credo sia ovvio, ormai a tutti, che non
si è trattato di un taglio ma dell’eliminazione della no tax area – ripristinata
con il decreto fiscale per il 2006 e definitivamente superata con il regime
delle detrazioni fiscali per gli anni successivi – e pertanto da considerarsi,
purtroppo, un mero incidente di percorso, con il recupero di IRPEF operato a
novembre che sarà restituito, integralmente, con la mensilità di dicembre.
Concludo sull’ISE. La nostra tesi è che in questo settore
sia urgente una riforma. La riforma consentirebbe di non operare tagli indiscriminati
all’indennità di servizio ma di rivedere tutto il “regime” delle “competenze”
al personale di ruolo all’estero. Questo abbiamo sostenuto.
Credo che si debba trovare un percorso comune per le
riforme in questo settore. Per identificare il punto di equilibrio tra personale
di ruolo e personale a contratto presso le nostra rete diplomatico-consolare.
Per garantire i diritti sul posto di lavoro ed i diritti di rappresentanza sindacale:
a tutti i lavoratori.
Per raggiungere questi obiettivi dobbiamo lavorare insieme:
con le forze sindacali, con le forze politiche, con il Governo. Sarebbe a mio
avviso un gravissimo errore dividerci su questi temi, pensare che esistano sostenitori
dei lavoratori a contratto e sostenitori dei lavoratori di ruolo.
Esistono persone impegnate in Parlamento a garantire
i diritti di tutti. (On. Marco Fedi*, Camera dei Deputati/Inform)
*
eletto all’estero nella ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide