INTERNAZIONALIZZAZIONE
Convegno
a Torino, organizzato da Regione Piemonte in collaborazione con il Ministero
per il Commercio Internazionale
“Collaborazione imprese-istituzioni nella
sfida per l’internazionalizzazione: i successi del modello Piemonte”
TORINO - “Collaborazione imprese/istituzioni nella sfida
per l’internazionalizzazione: i successi del modello Piemonte”. E’ il convegno
che si è svolto a Torino, organizzato dalla Regione Piemonte in collaborazione
con il Ministero per il Commercio Internazionale. Un’importante occasione di
incontro e confronto per le aziende piemontesi, protagoniste e spettatrici di
un dibattito basato su testimonianze e casi concreti di successo. Imprese che,
grazie a Sprint, lo “Sportello per l’internazionalizzazione” della Regione Piemonte,
hanno ottenuto finanziamenti, assistenza all’estero, garanzie assicurative,
il supporto necessario per affrontare con successo un investimento su nuovi
mercati.
Nel corso dei lavori sono stati analizzati i dati positivi
più significativi delle imprese piemontesi che, a partire dall’avvio dell’attività
dello Sportello Sprint e grazie al suo intervento, hanno potuto beneficiare
di contributi nazionali: 350 milioni di euro per progetti di investimento all’estero
avviati da aziende piemontesi con il supporto di Simest e 150 milioni di euro
deliberati da Sace nel 2006.
I vertici delle maggiori istituzioni nazionali, regionali
e bancarie sono intervenuti nella discussione, aprendo un momento di confronto
sulla delicata fase, ma densa di buone prospettive di ripresa, che sta attraversando
la nostra regione e che passa soprattutto attraverso la riorganizzazione e il
miglioramento dei servizi pubblici di supporto al sistema produttivo.
L’assessore all’Internazionalizzazione della Regione
Piemonte, Andrea Bairati, ha sottolineato che “la nostra regione sta vivendo
una fase positiva, dopo aver archiviato, a fine 2005, una stagione di ben 18
trimestri negativi per la nostra economia. Grazie al recupero di competitività
di alcuni settori siamo entrati oggi in una fase positiva. Dobbiamo comunque
non dimenticare che i tre maggiori fattori di rischio non sono mutati e vanno
strettamente controllati: la capacità d’innovazione, la presenza sui mercati
e le caratteristiche del capitale umano. Da queste riflessioni – ha proseguito
Bairati - è partito l’iter della legge sull’internazionalizzazione, ormai quasi
giunto al termine. Lunedì