IMMIGRAZIONE
L’on.
Angeli (An) sulla proposta del Ministro Ferrero di rilasciare permessi di
soggiorno, per ricerca di lavoro, agli immigrati
“E’ un’altra
liberalizzazione senza alcun controllo, un’apertura totale senza alcun tipo
di freno”
ROMA - Come ormai è ben noto a molti, anch’io sono stato
un emigrato.
Sono entrato in un paese regolarmente, dopo aver effettuato
regolare visita medica, addirittura una visita odontoiatrica, ed altri controlli
che evito di scrivere in dettaglio.
Leggo con sorpresa e meraviglia che il Ministro per la
solidarietà sociale, on. Ferrero, intende liberalizzare gli ingressi degli immigrati
che quotidianamente affollano le nostre sponde. (Ferrero qualche giorno fa,
in una intervista al Sole 24Ore, aveva parlato di “permesso di soggiorno per ricerca di lavoro”.
“L’idea – aveva detto il Ministro - è quella di aprire le frontiere a cittadini
extra-comunitari in cerca di occupazione per un lasso di tempo dai sei mesi
all’anno, purché entri con una dote che potrebbe essere fissata intorno ai 2mila
euro”, ndr)
Ho come l’impressione che questo Governo stia regalando
alle persone che fuggono dalla loro terra natia per approdare qui da noi, una
fotografia dell’Italia come il Paese dove tutto e’ possibile, dove tutto e’
lecito, dove tutti possono entrare ed uscire a proprio piacimento.
Ritengo che la richiesta di manodopera debba sempre poter
essere ricondotta ad un singolo oppure ad una ditta.
Il cosiddetto atto di richiamo ha una valenza materiale
prima ancora che morale.
L’atto ha il senso di voler dare certezza di dove si
va, presso chi e come questa persona può garantire per lui.
Senza dubbio io sono tra quelle persone che si sentono
di garantire affinché queste persone non ledano i nostri interessi, accogliendoli
di buona lena proprio in virtù dell’aiuto che possono offrire al nostro Paese,
e proprio per questo esorto i miei colleghi deputati e senatori a considerare
bene questa proposta, o per lo meno sarei grato al Ministro Ferrero se volesse
illustrarci come farà a rintracciare tutte quelle persone che hanno pagato 2000
euro circa per poter entrare in Italia , ma che nell’attesa di trovare un impiego
si sono stabiliti presso conoscenti che già erano sul territorio e magari sono
anche diventati dediti alla malavita.
In questi mesi si sono avute diverse sanatorie, e faccio
quindi un po’ fatica a capire come si possa proporre un permesso di ingresso
ad una cifra che ormai è accessibile, dato che agli scafisti e/o a chi promette
loro una vita sicura, in preda alla disperazione, queste persone sono capaci
di trovare ancora più denaro.
Personalmente considero questa proposta un’altra liberalizzazione
senza alcun controllo, trattandosi effettivamente di un’apertura totale, senza
alcun tipo di freno. (On. Giuseppe Angeli*/Inform)
*Deputato
di An eletto nella ripartizione America Meridionale