GIORNATA
DELL’ASIA E DEL PACIFICO
Il Ministro D’Alema: “L’Italia vuole rafforzare
ed espandere il dialogo politico di pari passo con la collaborazione economica”
“La missione in Afghanistan non può essere
considerata solo una missione della Nato, ma di tutta la comunità internazionale”
ROMA – “L’Italia intende essere più vicina all’Asia e
al Pacifico a dispetto della distanza che ci separa” ed “è nostro intendimento rafforzare ed espandere
il dialogo politico di pari passo con la collaborazione economica. Abbiamo iniziato
a farlo intensificando i nostri contatti sin da questi primi mesi”. Lo ha detto
il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, intervenendo a Villa Madama
alla celebrazione della seconda “‘Giornata dell’Asia e del Pacifico”, parlando
a una platea di ambasciatori asiatici, alla presenza del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano.
Ricordate le visite in Cina del Presidente del Consiglio
Prodi e dello stesso Ministro degli Esteri, “intendiamo adoperarci per renderli ancora più
frequenti in futuro” ha assicurato D’Alema annunciando che il Presidente del
Consiglio sarà in India in febbraio, in Giappone e Corea del Sud in aprile e
che in questi ultimi due Paesi si recherà egli stesso in gennaio. Agenda fitta
di missioni già effettuate o da effettuare nei Paesi di sua competenza, anche
per il Sottosegretario agli Esteri delegato
per l’Asia e il Pacifico Vernetti.
Per D’Alema, “sarebbe
riduttivo circoscrivere alla dimensione economico-commerciale il potenziale
della nostra collaborazione. La crescita di rilievo dei paesi dell’Asia e del
Pacifico si avverte sui piano politico non meno che su quello economico”, ha
osservato ricordando la “‘testimonianza eloquente dell’elezione a segretario
generale dell’Onu di un esponente di spicco della diplomazia asiatica quale
il ministro degli Esteri coreano Ban Ki Moon”.
Per il Ministro inoltre l’Asia “ci offre un modello esemplare
di come possano incontrarsi e convivere armoniosamente, malgrado il contesto
di incessanti cambiamenti cui sono sottoposte, grandi civiltà e religioni come
buddismo, confucianesimo, induismo, taoismo, islam e cristianità”. “Un esempio
– ha osservato - da cui la comunità internazionale,
alle prese con il tentativo i trovare una risposta condivisa, efficace e sostenibile
alla minaccia incombente di estremismi e terrorismi di varia natura, può trarre
sicuro beneficio”.
D’Alema nel corso del suo intervento ha parlato anche
della “sfida della ricostruzione afgana, ancora incompiuta malgrado il tempo
trascorso e gli sforzi compiuti”. D’Alema è appena rientrato da Riga, dove si
è tenuto il vertice dell’Alleanza Atlantica “che si trova impegnata in prima
linea proprio sul fronte afgano”. “Abbiamo ribadito – ha detto il Ministro -
l’importanza di portare a compimento con successo la ricostruzione dell’Afghanistan,
obiettivo essenziale per l’Alleanza in quanto essenziale ai fini della stabilità
e della sicurezza regionale e globale. Mi sembra opportuno ribadire -
ha insistito – che da parte italiana non solo intendiamo onorare sino
in fondo gli impegni e le responsabilità che abbiamo assunto in seno all’Alleanza
e verso il popolo e i rappresentanti del nuovo Afghanistan, ma ci proponiamo
di adoperarci al meglio delle nostre possibilità, d’intesa con i nostri partners
e naturalmente con le autorità afgane, per individuare nuove iniziative, non
alternative ma complementari rispetto a quelle esistenti, in grado di assicurare
il pieno successo della delicata missione afgana”. “Una missione che, come ripeto
da tempo e come è stato ribadito l’altro ieri non solo da me a Riga, non è e
non può essere considerata solo una missione militare,
né solo una missione della Nato ma di tutta la comunità internazionale” . (S.P.-Inform)