INFORM - N. 225 - 30 novembre 2006


GIORNATA DELL’ASIA E DEL PACIFICO

Il Ministro D’Alema: “L’Italia vuole rafforzare ed espandere il dialogo politico di pari passo con la collaborazione economica”

La missione in Afghanistan non può essere considerata solo una missione della Nato, ma di tutta la comunità internazionale”

 

ROMA – “L’Italia intende essere più vicina all’Asia e al Pacifico a dispetto della distanza che ci separa” ed  “è nostro intendimento rafforzare ed espandere il dialogo politico di pari passo con la collaborazione economica. Abbiamo iniziato a farlo intensificando i nostri contatti sin da questi primi mesi”. Lo ha detto il  Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, intervenendo a Villa Madama alla celebrazione della seconda “‘Giornata dell’Asia e del Pacifico”, parlando a una platea di ambasciatori asiatici, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ricordate le visite in Cina del Presidente del Consiglio Prodi e dello stesso Ministro degli Esteri,  “intendiamo adoperarci per renderli ancora più frequenti in futuro” ha assicurato D’Alema annunciando che il Presidente del Consiglio sarà in India in febbraio, in Giappone e Corea del Sud in aprile e che in questi ultimi due Paesi si recherà egli stesso in gennaio. Agenda fitta di missioni già effettuate o da effettuare nei Paesi di sua competenza, anche per il  Sottosegretario agli Esteri delegato per l’Asia e il Pacifico Vernetti.

Per D’Alema,  “sarebbe riduttivo circoscrivere alla dimensione economico-commerciale il potenziale della nostra collaborazione. La crescita di rilievo dei paesi dell’Asia e del Pacifico si avverte sui piano politico non meno che su quello economico”, ha osservato ricordando la “‘testimonianza eloquente dell’elezione a segretario generale dell’Onu di un esponente di spicco della diplomazia asiatica quale il ministro degli Esteri coreano Ban Ki Moon”.

Per il Ministro inoltre l’Asia “ci offre un modello esemplare di come possano incontrarsi e convivere armoniosamente, malgrado il contesto di incessanti cambiamenti cui sono sottoposte, grandi civiltà e religioni come buddismo, confucianesimo, induismo, taoismo, islam e cristianità”. “Un esempio – ha osservato -  da cui la comunità internazionale, alle prese con il tentativo i trovare una risposta condivisa, efficace e sostenibile alla minaccia incombente di estremismi e terrorismi di varia natura, può trarre sicuro beneficio”.

D’Alema nel corso del suo intervento ha parlato anche della “sfida della ricostruzione afgana, ancora incompiuta malgrado il tempo trascorso e gli sforzi compiuti”. D’Alema è appena rientrato da Riga, dove si è tenuto il vertice dell’Alleanza Atlantica “che si trova impegnata in prima linea proprio sul fronte afgano”. “Abbiamo ribadito – ha detto il Ministro - l’importanza di portare a compimento con successo la ricostruzione dell’Afghanistan, obiettivo essenziale per l’Alleanza in quanto essenziale ai fini della stabilità e della sicurezza regionale e globale. Mi sembra opportuno ribadire -  ha insistito – che da parte italiana non solo intendiamo onorare sino in fondo gli impegni e le responsabilità che abbiamo assunto in seno all’Alleanza e verso il popolo e i rappresentanti del nuovo Afghanistan, ma ci proponiamo di adoperarci al meglio delle nostre possibilità, d’intesa con i nostri partners e naturalmente con le autorità afgane, per individuare nuove iniziative, non alternative ma complementari rispetto a quelle esistenti, in grado di assicurare il pieno successo della delicata missione afgana”. “Una missione che, come ripeto da tempo e come è stato ribadito l’altro ieri non solo da me a Riga, non è e non può  essere considerata solo una missione militare, né solo una missione della Nato ma di tutta la comunità internazionale” . (S.P.-Inform)


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