STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“America Oggi”
Il Metropolitan di New York ed il Fine
Arts (Mfa) di Boston hanno accettato di restituire opere rubate all'Italia
I “tre giorni” del vice premier Francesco
Rutelli, come responsabile per i Beni Culturali, negli Stati Uniti
NEW YORK. Con due prestigiosi musei americani come il
Metropolitan di New York ed il Fine Arts (Mfa) di Boston, che hanno accettato
di restituire opere rubate all'Italia, è stata avviata una intensa collaborazione
e si inizia ora ad entrare davvero nel vivo. E' probabilmente questo, in stretta
sintesi, il risultato più significativo della 'tre giorni' del vicepremier Francesco
Rutelli, responsabile per i Beni Culturali, negli Stati Uniti.
Con il Getty di Los Angeles - ancora molto restio a restituire
all'Italia una serie di opere trafugate - siamo lungi dall' esserci, ma dopo
la rottura dei giorni scorsi è stata confermata la volontà, da ambedue le parti,
di riprendere a trattare. Si è aperto, infine, il difficile capitolo delle trattative
con i collezionisti privati Usa (come la newyorchese Shelby White), che contrariamente
ai musei non hanno quello che si potrebbe definire l'obbligo morale di restituire
le opere trafugate, né potrebbero ricevere niente in cambio: capolavori in prestito,
per intenderci.
Quello di Rutelli negli Usa, è stato un viaggio, al di
là dei risultati ottenuti, carico di significati simbolici, e non privo di avvertimenti
rivolti ai musei che non vogliono collaborare.
All'Mfa il ministero dei Beni Culturali ha prestato per
4 anni un capolavoro assoluto: una dea romana marmorea di due metri, forse più
bella della Venere che finora il Getty non ha voluto restituire. Lo stesso discorso
vale per il Met, che ha accettato di restituire all'Italia il Cratere di Eufronio,
esposto fino al
Incontrandosi ieri, Rutelli ed il conservatore del museo
Philippe de Montebello hanno gettato le basi per una serie di prestiti futuri
(per il momento i Beni Culturali hanno prestato un prezioso kylix greco), e
anche per organizzare insieme una serie di scavi archeologici. Prima di recarsi
al Met, Rutelli ha presentato all'Istituto di Cultura italiano una eccezionale
scoperta archeologica fatta a Roma sulle pendici del Palatino, tra cui il ritrovamento
di quello si presume sia stato lo scettro dell'imperatore Massenzio. Anche questo
è stato un atto simbolico: durante gli scavi, effettuati dagli specialisti dell'Università
Parlando dei problemi con il Getty, Rutelli ha spiegato
che "questa nostra azione per il recupero delle opere trafugate ha uno
scopo culturale e morale", ricordando in particolare che i Beni Culturali
non hanno avviato finora nessuna azione legale, ricercando soluzioni extra giudiziarie.
Il ministro non ha nessun dubbio sull'esito di queste
vicende: "tutte le opere rubate devono tornare a casa", ha ribadito.
Intanto, il Getty di Los Angeles si è detto pronto a restituire all'Italia
Ma non tutto è risolto con New York: come scrive da Roma
il New York Times, l'Italia ha chiesto alla collezionista Shelby White, uno
dei principali mecenati del Met, di restituire una ventina di opere trafugate,
alcune delle quali avrebbero dovuto finire nei prossimi mesi nelle vetrine del
Museo della Quinta strada. Incontri tra esperti dei Beni Culturali italiani
e
Prima di lasciare New York alla volta dell'Italia, il
vicepremier aveva in programma una serie di incontri all'Onu, un incontro con
la comunità italiana presso la casa Zerilli-Marimò della New York University,
una serie di incontri all'ufficio Enit, in occasione dell'accensione del mitico
albero di Natale del Rockefeller Center. (America Oggi del 30 novembre/Inform)