DIRITTI
UMANI
Nell’ambito della Festa della Toscana,
iniziativa a Firenze per dire “no alla pena di morte”
Gli studenti incontrano Andrea Keilen,
del Texas Defender Service, e Renny Cushing, fondatore di Murder Victim's Families
for Human Rights. Toschi: “Lottare per la vita non significa offendere le vittime”
FIRENZE - All'ultimo momento un imprevisto gli ha impedito
di essere presente. Così Mario Flores, l'ex detenuto che era sfuggito alla condanna
a morte in extremis in Usa, non ha potuto
raccontare la sua vicenda di fronte ai 300 ragazzi delle scuole superiori e
medie che la mattina del 30 novembre hanno preso parte al teatro di Rifredi,
a Firenze, ad una giornata di riflessione sulla pena di morte (v. Inform n.
224 http://www.mclink.it/com/inform/art/06n22411.htm
).
C'erano invece l'avvocato Andrea Keilen e Renny Cushing, già deputato del New Hampshire,
fondatore e direttore di Murder Victim's
Families for Human Rights, associazione di familiari delle vittime di omicidio
impegnata per il rispetto dei diritti umani. La loro testimonianza, alla quale
ha fatto seguito l'intervento dell'assessore regionale Massimo Toschi, è stata
ascoltata in silenzio dai ragazzi, che alla fine si sono alzati in piedi salutando
con un applauso.
La mattinata, che rientra fra le iniziative collegate
alla Festa della Toscana, si è svolta su iniziativa della Giunta regionale toscana,
della comunità di Sant'Egidio, Amnesty International e della compagnia Pupi
e Fresedde-Teatro stabile di Rifredi. Accompagnati dai loro insegnanti, i ragazzi
(provenienti dalla scuola media di San Piero a Sieve, dal Liceo Varchi
di Montevarchi, dagli Iti Calamandrei, Marco Polo e Leonardo da Vinci di Firenze, e dal Liceo
Leonardo da Vinci di Firenze) hanno assistito in mattinata ad uno spettacolo teatrale in tema, intitolato
'Memoria del boia', messo in scena dalla compagnia Pupi e Fresedde-teatro stabile
di Rifredi.
L'avvocato Andrea Keilen, che da anni lavora per il Texas
Defender Service, un'organizzazione non profit che si occupa di condannati a morte (circa 200 le persone
cui è stata offerta assistenza legale) ha
messo in luce le storture del sistema giudiziario del Paese e i pregiudizi
della società. 'Così – ha detto – se la vittima di un delitto è
di razza bianca e l'accusato no, quest'ultimo ha una probabilità di condanna
a morte 6 volte superiore rispetto ad un accusato bianco. Keilen ha spiegato
inoltre che la grande maggioranza dei condannati è indigente, spesso con problemi
mentali e che l'avvocato d'ufficio offerto
dallo Stato spesso non è all'altezza della situazione. Così come – ha detto
ancora – capita che procuratori e magistrati, che in USA sono cariche elettive,
facciano campagna elettorale per l'elezione dichiarandosi a favore della pena
di morte, per raccogliere più voti'.
Renny Cushing ha raccontato la sua vicenda personale.
'Mio padre – ha detto tra l'altro – fu ucciso in casa sua da uno sconosciuto
che sparò due fucilate attraverso la porta. Dopo l'omicidio, un vecchio amico di famiglia venne da me e,
pensando di consolarmi, mi disse che sperava che l'assassino finisse sulla sedia
elettrica. Non è così, io rivendico, come figlio di una vittima di omicidio,
il diritto alla vita per tutti e ribadisco che non è con la pena di morte che
si ripara un delitto e si tiene conto
dei diritti dei familiari delle vittime. Per questo mi sono impegnato e per
questo ho fondato l'associazione Murder Victim's Families for Human Rights'.
Renny Cushing, che fa parte anche di Amnesy International, ha svolto per anni
l'attività di giudice a diversi livelli e come deputato del New Hampshire ha
firmato e portato avanti proposte di legge per abolire la pena capitale e per
creare un fondo a supporto delle vittime dei delitti. Oggi gira per il mondo
per portare avanti la sua battaglia e per testimoniare lo spirito di
riconciliazione a nome delle vittime che si oppongono alla pena capitale.
L'assessore Massimo Toschi ha concluso la mattinata con un appello ai ragazzi, ai quali ha ricordato l'impegno di 'altri ragazzi come voi' riferendosi agli studenti della scuola di Navacchio che, dopo essere stati in contatto epistolare con Gregory Summers, giustiziato il 25 ottobre scorso, hanno raccolto 700 firme che sono state consegnate al Console americano per scongiurare l'esecuzione. 'Non è bastato – ha continuato Toschi – ma i ragazzi non hanno mollato e hanno chiesto che la salma di Gregory potesse riposare, come lui aveva chiesto, a Navacchio. Ebbene la salma di Summers arriva domani in Italia con un aereo militare e il 2 dicembre nel cimitero monumentale di Cascina ci sarà il rito funebre. I ragazzi di Navacchio non hanno potuto salvare la vita a Gregory, ma il loro impegno è riuscito a far sì che la sua salma potesse riposare in un suolo amico. Oggi mi rivolgo a voi – ha concluso Toschi – per dirvi: non vi sottraete all'impegno civile contro la pena di morte, le testimonianze che avete ascoltato sono bellissime e quella di Renny è esemplare, perché viene da una vittima. Dimostra che non è necessario che la gente muoia per rispettare le vittime, ma che è possibile, e giusto, in nome della vita e della giustizia lavorare per la riconciliazione. La battaglia per l'abolizione della pena di morte è una battaglia che ha bisogno anche di voi'.(lpv/Inform)