POLEMICHE
Lo sdegno degli Azzurri di Rio per una
“satira immonda”
RIO DE JANEIRO - Gli Azzurri nel Mondo di Rio de Janeiro
vogliono esprimere tutto il loro sdegno per l’ignobile spettacolo offerto dalla
televisione di stato, durante il programma di Fazio “Che tempo che fa”, durante
il quale uno pseudo comico, di cui non vale la pena nemmeno citare il nome,
che vive di sovvenzioni pubbliche più o meno dirette, si permette di fare della
satira immonda prendendo in giro il capo del maggior partito italiano, votato
dalla metà degli italiani. Il tutto presso una emittente che si sostiene estorcendo
il canone a tutti gli italiani, di destra e di sinistra, senza curarsi dei sentimenti
di una parte di coloro che assiste ai programmi.
Questa sarebbe l’Italia di oggi, quella che una volta
si definiva la culla della civiltà, ridotta a manutengolo di uno sparuto gruppo
che, senza rischio alcuno, si permette di denigrare le effigi dei nostri soldati
in missione di pace, di inneggiare alle mille Nassiryie, che pretende la propria
libertà di espressione ma che la nega agli avversari, che pretende rispetto
per la religione altrui, ma che non rispetta quella dei compatrioti (ma ne hanno di patria?) e che si
mantiene al governo del paese. Sono quelli che per l’Italia vedono un futuro
alla cubana, appellandosi ad una dottrina che è stata definitivamente e inesorabilmente
condannata dalla storia e che solo si mantiene in quei paesi che applicano la
più severa delle censure, compreso l’uso della tortura.
Che paese è mai questo, dove non esiste più il senso
della Pietas, dove spadroneggiano i Maramaldo, dove l’ideologia, la più disumana,
si impadronisce dei cuori dei connazionali? Che paese è questo, dove non ci
si rispetta più, dove si pretende poter deridere i più naturali dei sentimenti
umani, ma che, per imporre i propri punti di vista, quelli di una infima minoranza,
si ricorre alla forza bruta, nascondendo il volto dietro una maschera. Se questa
è l’Italia, è molto meglio starne lontano, vivendo con quel ricordo di lei che
hanno lasciato i progenitori, ricordandola e amandola, come se fosse un amore
ormai perduto. (E. Pacelli pacelli@italiamiga.com.br)
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