MOSTRE
Nell’ambito
degli eventi per la Giornata delle Marche
A Bruxelles “‘La chiamata di S. Andrea,
BRUXELLES - Appuntamento con l’arte marchigiana in Belgio
per la seconda edizione della Giornata delle Marche. Il Muse`es des Beaux Arts
di Bruxelles ospita dal 7 dicembre 2006 al 16 febbraio 2007, la mostra “La chiamata
di S. Andrea, la vocazione europea di Federico Barocci”. L’esposizione, realizzata
in collaborazione con il museo belga e l’Istituto Italiano di Cultura, presenta
al pubblico l’omonima opera del pittore urbinate Federico Barocci, vissuto nelle
Marche a cavallo tra ‘500 e ‘600.
Un evento importante che rientra nel programma delle
manifestazioni della seconda Giornata delle Marche, particolarmente coerente
con le motivazioni profonde che hanno ispirato sia l’iniziativa nel suo complesso
sia, in particolare, la mostra e il pregevole catalogo sull’opera marchigiana,
realizzato con il coordinamento e il contributo scientifico di Costanza Costanzi
e del conservatore del museo belga Joost Vander Auwera: “Un’occasione ulteriore
- ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - per
riflettere da un’ottica privilegiata, quale quella artistica, sulle tante potenzialità
che le Marche esprimono e rappresentano nel mondo”.
Realizzata per la Confraternita dei Pescatori di Pesaro
nel 1583 su commissione della duchessa Lucrezia d’Este, prima moglie di Francesco
Maria II della Rovere, duca di Urbino, essa fu trasferita per volontà di Napoleone
nel 1797 a Parigi e di lì poi a Bruxelles, dove tuttora è conservata al Muse`es
del Beaux Arts.
L’innovativa inquadratura della scena, impostata da un
punto di vista rialzato, che sfonda verso un orizzonte paesistico dilatato in
profondità, dietro le due solenni figure in primo piano (S. Andrea inginocchiato
davanti a un Cristo apollineo) dà luogo ad effetti di dissolvenza cromatica
e luminosa di stupefacente modernità, al cui messaggio si mostreranno particolarmente
sensibili ed attenti i pittori fiamminghi.
Due destini contrapposti e al tempo stesso complementari:
ad essi è stranamente riconducibile l’avventura umana ed artistica di Federico
Barocci: da una parte il suo isolamento nella terra natale, Urbino, dall’altro,
la cospicua presenza di sue opere fuori delle Marche che testimonia una visibile
rinomanza europea dell’artista. Della sua attività e della sua bottega resta
memoria nei numerosi dipinti tuttora esistenti nelle Marche oltre che nelle
tante opere sparse fuori regione, destinate a committenti non marchigiani oppure
più propriamente ‘disperse’, in seguito ad eventi diversi, come nel caso della
“Chiamata di S. Andrea”.
Forti suggestioni per gli sviluppi successivi dell’arte
fiamminga si ritrovano non solo in questa opera ma anche nella “Crocifissione
con i dolenti e S. Sebastiano”, realizzata nel 1596 per il Duomo di Genova:
essa rappresenta una pietra miliare negli sviluppi della pittura genovese del
`600, destinata ad influenzare celebri artisti di passaggio per Genova, quali
Rubens, Van Eyck e lo stesso Guido Reni. (La mostra è visitabile da martedi
a domenica con orario 10-13 e 14-17. Chiuso l’1 e il 10 gennaio - Il 24 dicembre
e il secondo giovedì di gennaio chiusura ingresso alle ore 14. Sede espositiva: rue de
la Re`gence, 3 - Bruxelles). (s.g./Inform)