INFORM - N. 223 - 28 novembre 2006


ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Camera: in Aula il Ddl sui  diritti televisivi sportivi

Arnold Cassola (Verdi): “Oscuramento dei programmi Rai sportivi e culturali, problema molto sentito dalla comunità italiana all'estero”

“Alcuni parlamentari non riescono a capire che i connazionali all'estero hanno pari diritti e pari doveri degli italiani residenti in Italia”

 

ROMA – “Provvedimento di particolare importanza”. Così, in Aula della Camera l’on. Arnold Cassola (Verdi), ha definito il ddl “Delega al Governo per la revisione della disciplina relativa alla titolarità ed al mercato dei diritti di trasmissione, comunicazione e messa a disposizione al pubblico, in sede radiotelevisiva e su altre reti di comunicazione elettronica, degli eventi sportivi dei campionati professionistici e delle altre competizioni professionistiche organizzate a livello nazionale”.

Il deputato dei Verdi eletto nella ripartizione Europa si è soffermato su un punto “particolarmente importante” del provvedimento.

 In questo testo, viene recepito un emendamento di Cassola - presentato in Commissione cultura insieme ai colleghi Roberto Poletti (Verdi) e Antonio Razzi (Italia dei Valori)  - in base al quale, ha ricordato lo stesso  Cassola, l'utente televisivo viene definito e specificato come quello residente in Italia e all'estero. “Devo dire, con dispiacere – ha detto Cassola  in Aula - che vi sono ancora alcuni colleghi che non riescono a capire che i connazionali all'estero hanno pari diritti e pari doveri degli italiani residenti in Italia. L'ultima ‘sparata’ è stata quella del senatore Antonio Tomassini (Forza Italia) che ha definito noi eletti all'estero, cito verbatim, come ‘soldati di ventura che vengono dall'estero e che si vendono per due o tre emendamenti’. Quindi – ha polemizzato Cassola -  dobbiamo stare anche attenti nella nostra attività emendativa, altrimenti diveniamo dei mercenari! È ovvio che questo luminare della politica non ha la minima idea di cosa significhi vivere all'estero e di quello che ciò comporta”.

“Tra le varie questioni – ha proseguito il deputato dei Verdi -  è anche l'oscuramento, da parte della RAI, dei programmi sportivi e culturali. Evidentemente, non si tratta di un problema di vita o di morte, ma è un problema molto sentito dalla comunità italiana all'estero. Chi vive in Italia non ha la minima idea di cosa significhi ciò, in quanto nelle vostre città la RAI non vi oscura le parate di Buffon, i gol di Grosso o le testate di Zidane. Noi italiani all'estero, invece, siamo condannati da anni a vedere uno schermo grigio, magari anche per 13 ore di fila”. “Visto che, come tanti italiani all'estero, vivo tale problematica sulla mia pelle”, Cassola ha riproposto l'emendamento già accolto dalla Commissione cultura anche all'articolo 1, comma 2, lettera e), del disegno di legge in esame.

“Così facendo – ha spiegato Cassola -  si rafforzerà il concetto legale di utente televisivo inteso come utente sia in Italia sia all'estero” . “Inoltre – ha ironizzato -  darò anche un ulteriore motivo al senatore Tomassini per apostrofarmi come un soldato di ventura venduto venuto dall'estero. Una bella allitterazione”.

Cassola si è anche soffermato su un altro aspetto del provvedimento: quello costituito dalla trattativa collettiva e non più individuale per quanto riguarda i diritti delle diverse squadre. Per Cassola si tratta “ di  un elemento positivo, in quanto dai profitti televisivi dovrebbero trarre beneficio tutte le squadre di calcio e non solamente i club più prestigiosi”. “Occorre, pertanto – ha proseguito Cassola - che i proventi derivanti dalla vendita dei diritti sportivi siano reinvestiti nello sviluppo del calcio e dello sport giovanile. Non mi riferisco soltanto allo sport considerato come competizione; piuttosto penso all'educazione sportiva, che serve alla formazione dei giovani, alla diffusione dei valori etici nonché alla valorizzazione dei principi di tolleranza e di solidarietà”.

“Se oggi nelle scuole d'Italia si registrano episodi di bullismo – ha ricordato il deputato dei Verdi - ciò è dovuto anche alla mancanza di investimento in strutture sportive e ricreative che tanto servono allo sviluppo del carattere. In tale contesto vorrei porgere un saluto ai giovani di Scampia, di Locri, di Napoli e via dicendo che, nonostante la mancanza nei loro territori di strutture sportive ed educative adeguate, stanno fornendo una lezione di rettitudine morale e di dignità a tutto il paese”. Pertanto, ad  avviso di Cassola il provvedimento “tende a riconoscere anche più mezzi positivi a chi vuole combattere la mafia, la 'ndrangheta e la camorra”. (Inform)


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