ATTIVITA’
PARLAMENTARE
Camera:
in Aula il Ddl sui diritti televisivi
sportivi
Arnold Cassola (Verdi): “Oscuramento dei
programmi Rai sportivi e culturali, problema molto sentito dalla comunità italiana
all'estero”
“Alcuni parlamentari non riescono a capire
che i connazionali all'estero hanno pari diritti e pari doveri degli italiani
residenti in Italia”
ROMA – “Provvedimento di particolare importanza”. Così,
in Aula della Camera l’on. Arnold Cassola (Verdi), ha definito il ddl “Delega
al Governo per la revisione della disciplina relativa alla titolarità ed al
mercato dei diritti di trasmissione, comunicazione e messa a disposizione al
pubblico, in sede radiotelevisiva e su altre reti di comunicazione elettronica,
degli eventi sportivi dei campionati professionistici e delle altre competizioni
professionistiche organizzate a livello nazionale”.
Il deputato dei Verdi eletto nella ripartizione Europa
si è soffermato su un punto “particolarmente importante” del provvedimento.
In questo testo,
viene recepito un emendamento di Cassola - presentato in Commissione cultura
insieme ai colleghi Roberto Poletti (Verdi) e Antonio Razzi (Italia dei Valori)
- in base al quale, ha ricordato lo stesso
Cassola, l'utente televisivo viene definito e specificato come quello
residente in Italia e all'estero. “Devo dire, con dispiacere – ha detto Cassola
in Aula - che vi sono ancora alcuni colleghi che non riescono a capire
che i connazionali all'estero hanno pari diritti e pari doveri degli italiani
residenti in Italia. L'ultima ‘sparata’ è stata quella del senatore Antonio
Tomassini (Forza Italia) che ha definito noi eletti all'estero, cito verbatim,
come ‘soldati di ventura che vengono dall'estero
e che si vendono per due o tre emendamenti’. Quindi – ha polemizzato Cassola
- dobbiamo stare anche attenti nella
nostra attività emendativa, altrimenti diveniamo dei mercenari! È ovvio che
questo luminare della politica non ha la minima idea di cosa significhi vivere
all'estero e di quello che ciò comporta”.
“Tra le varie questioni – ha proseguito il deputato dei
Verdi - è anche l'oscuramento, da parte
della RAI, dei programmi sportivi e culturali. Evidentemente, non si tratta
di un problema di vita o di morte, ma è un problema molto sentito dalla comunità
italiana all'estero. Chi vive in Italia non ha la minima idea di cosa significhi
ciò, in quanto nelle vostre città la RAI non vi oscura le parate di Buffon,
i gol di Grosso o le testate di Zidane. Noi italiani all'estero, invece, siamo
condannati da anni a vedere uno schermo grigio, magari anche per 13 ore di fila”.
“Visto che, come tanti italiani all'estero, vivo tale problematica sulla mia
pelle”, Cassola ha riproposto l'emendamento già accolto dalla Commissione cultura
anche all'articolo 1, comma 2, lettera e), del disegno di legge in esame.
“Così facendo – ha spiegato Cassola - si rafforzerà il concetto legale di utente televisivo
inteso come utente sia in Italia sia all'estero” . “Inoltre – ha ironizzato
- darò anche un ulteriore motivo al senatore Tomassini
per apostrofarmi come un soldato di ventura venduto venuto dall'estero. Una
bella allitterazione”.
Cassola si è anche soffermato su un altro aspetto del
provvedimento: quello costituito dalla trattativa collettiva e non più individuale
per quanto riguarda i diritti delle diverse squadre. Per Cassola si tratta “
di un elemento positivo, in quanto dai
profitti televisivi dovrebbero trarre beneficio tutte le squadre di calcio e
non solamente i club più prestigiosi”. “Occorre, pertanto – ha proseguito Cassola
- che i proventi derivanti dalla vendita dei diritti sportivi siano reinvestiti
nello sviluppo del calcio e dello sport giovanile. Non mi riferisco soltanto
allo sport considerato come competizione; piuttosto penso all'educazione sportiva,
che serve alla formazione dei giovani, alla diffusione dei valori etici nonché
alla valorizzazione dei principi di tolleranza e di solidarietà”.
“Se oggi nelle scuole d'Italia si registrano episodi
di bullismo – ha ricordato il deputato dei Verdi - ciò è dovuto anche alla mancanza
di investimento in strutture sportive e ricreative che tanto servono allo sviluppo
del carattere. In tale contesto vorrei porgere un saluto ai giovani di Scampia,
di Locri, di Napoli e via dicendo che, nonostante la mancanza nei loro territori
di strutture sportive ed educative adeguate, stanno fornendo una lezione di
rettitudine morale e di dignità a tutto il paese”. Pertanto, ad avviso
di Cassola il provvedimento “tende a riconoscere anche più mezzi positivi a
chi vuole combattere la mafia, la 'ndrangheta e la camorra”. (Inform)